E’ ancora del 12 gennaio scorso un articolo dell’Economist che riprende la teoria di un viaggio alla scoperta dell’America antecedente a quello di Cristoforo Colombo. Il Corriere della Sera la riporta il 15 gennaio. A provare il viaggio sarebbe questa mappa, una copia del 1763 realizzata sulla base di una mappa cinese del 1418.Tale mappa avrebbe riportato le informazioni cartografiche sulla base delle quali
il grande Ammiraglio Zheng He avrebbe effettuato un viaggio in America al comando di una flotta di 300 pagode già nel 1421. A sostegno di questa tesi, naturalmente, si sono affannati studiosi seri e meno seri, cercatori di misteri e appassionati delle trame nascoste della storia. Sul fatto che l’America fosse stata scoperta molto prima di Colombo non ci sono dubbi. Se non altro perché Colombo la trovò abitata. Ed è anche molto probabile che i vichinghi l’avessero raggiunta in una o più delle loro scorribande. Qualcuno dice anche degli antichi romani. Altri ricollegano questa mappa cinese ad antiche carte portoghesi, antecedenti alla scoperta di Colombo, che già riportavano i contorni del continente americano.
Difficile distinguere tra fantasie pure e intriganti misteri. In realtà sembra che l’ammiraglio cinese avesse compiuto un’impresa di esplorazione arditissima (la sua rotta e i placemarks di Google Earth dei luoghi dei suoi viaggi), per i mezzi dell’epoca, ma non fosse nemmeno lontanamente a conoscenza della possibilità di un altro continente al di là delle coste dell’Africa. Per fortuna ad affermare della inattendibilità di questa mappa del ‘700 sono gli stessi cinesi, oggi primatisti assoluti della patacca. Cristoforo Colombo è salvo. L’orgoglio italico, una volta tanto, pure!
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