Fontanarossa, l’aeroporto di Catania, è uno dei luoghi più inospitali del pianeta, rispettivamente dopo il deserto dell’Atlante, le lagune della Florida infestate dai caimani, la Death Valley, le aree depresse del Kabardino-Balkaria e il tratto Milano-Bergamo dell’A4.
Sono già in molti i Tour Operator specializzati in viaggi Dimensione Avventura che hanno aggiunto Fontanarossa al loro portafoglio, insieme al Rio delle Amazzoni, la Giungla del Vietnam e la Foresta australe della Tasmania.
Fontanarossa è un aeroporto a misura d’uomo. Di un uomo, per la precisione. Che più di un uomo in quell’aeroporto non ci sta mica, figuriamoci le migliaia di passeggeri che quotidianamente transitano in quell’inferno. Non ci sono sedie per sedersi, a Fontanarossa. Devi andare al primo piano - a piedi, la scala mobile funziona solo a Natale e durante il Thanksgiving - sederti nel corridoietto, poi al momento del volo riscendere (sempre a piedi) quindi avventurarti verso i gate.
Avventurarti, si. Perchè l’ingresso ai gate è degno di una prova dell’Isola dei Famosi. Ci metti venti minuti a capire qual’è la coda, dopo vari tentativi dietro a famigliole festanti che salutano i bisnipoti in partenza per Brooklin e che dopo dieci minuti ti guardano come per dire e tu che minchia vuoi? Poi c’è il serpentone. Poi il controllo. Poi il gate. Poi si va a piedi all’aeromobile, così, per prendere una boccata d’aria pulita, che in Sicilia fa sempre bene. E poi si parte. E lo si vede da lontano. Fontanarossa. Eccolo. E’ lui, si. Orgogliosi. Di poter dire si, io si, io si che ce l’ho fatta!
Nota. Per dovere di cronaca. Stanno costruendo un nuovo terminale. A Fontanarossa. Me li immagino già. I Tour Operator dimensione avventura. In lastrico. Chiedere i risarcimenti. E accontentarsi della (terribile) A4.
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October 29th, 2005 at 1:17 am
Eh eh eh allora me lo devo fare questo tour.. : )
October 29th, 2005 at 11:20 am
Di aereoporti ne ho visitati diversi mi manca questo. Merita una visita dopo una descrizione cosi’!
October 29th, 2005 at 5:03 pm
Forse perché il ricordo è legato ad un bellissimo Capodanno, passato proprio a Catania, ma non mi sembrava tutto questo casino inenarrabile all’aeroporto…
October 31st, 2005 at 7:20 pm
Chiamarlo aeroporto e’ davvero esagerato. E sono pienamente d’accordo con Giusec.
Le miei disavventure nello scalo di Catania risalgono ad una quindicina di anni fa, quando a piu’ riprese ero costretto a raggiungere la bellissima ed accogliente Sicilia per fare il mio lavoro. Ricordo che ero costretto la mattina del lunedi a recarmi nello scalo etneo per poter salire sul primo volo utile per Napoli. E quasi sempre, poiche’ il volo era fissato intorno alle sette, ero io ed un gruppo di colleghi ad “aprire” l’aeroporto. Fra addetti alle pulizie che ramazzavano, personale dello scalo assonnato e un bar dove era praticamente impossibile sorseggiare un caffe’, ci si ritrovava sulla pista e a piedi si raggiungeva l’aereo.
Non parliamo poi delle tante volte che certi di poter atterrare a Catania,. dopo giri innumerevoli, con l’Etnea in bella evidenza nell’oblo’, si era costretti a “scendere” a Palermo.
Dopo diversi tentativi decidemmo di organizzarci con le auto ed evitare l’aereo. Oggi pero’ da quanto accade sulla Salerno-Reggio Calabria, credo che l’unico sistema per raggiungere la zona orientale della Sicilia sia un comodo traghetto.