Viaggio nel “triangolo verde” delle Terre Arnolfe

Appunti di viaggio
di Giuseppe Miraglia Add comments

Terre_Arnolfe.jpgTodi, Spoleto e Terni racchiudono un incantevole triangolo di verde lussureggiante incorniciato dai Monti Martani e punteggiato da casolari in collina e rustici ristrutturati nelle valli, attraversato da torrenti e fiumi e caratterizzato da cultura e tradizioni tipiche e caratteristiche. Sono le cosiddette Terre Arnolfe, dal nome del feudatario longobardo che le ebbe in dono dall’Imperatore Ottone I, terre che oggi parlano sempre di più inglese perché i sudditi di Sua Maestà stanno letteralmente colonizzando quest’incantevole angolo di Italy beyond Tuscany. In questo paradiso all’insegna di natura e bellezze architettoniche ci sono veri e propri gioielli come
Cesi.jpg Cesi, la porta meridionale dei Monti Martani e antica Capitale delle Terre Arnolfe. Questa cittadina, costruita sul fianco del Monte Eolo e circondata da una splendida cinta muraria, racchiude tantissimi deliziosi posti da visitare, a partire dall’antica Porta Terni, l’accesso principale della città, da cui si arriva in pochi passi alla piccola ma bellissima Chiesa di San Michele Arcangelo e, soprattutto, alla Grotta Eolia. Famosa fin dai tempi dei Romani per i fortissimi getti d’aria che ne uscivano, ancora oggi la grotta è una suggestiva attrazione turistica: vi si accede da una botola all’interno di Palazzo Stocchi che si apre su uno strettissimo cunicolo lungo oltre 80 metri che guida attraverso incantevoli giochi di luce e di colori fino ad un’enorme caverna, la grotta vera e propria. Il paese è dominato da un pianoro circondato da antichissime mura: in passato questi bastioni cingevano la città umbro-romana di Clusiolum mentre oggi custodiscono “solo” una piccola ed elegante chiesa romanica del XII secolo dedicata a Sant’Erasmo. Alle sue spalle, ad una trentina di metri di distanza, si trova l’omonimo sperone, in prossimità dell’antica torre di guardia di cui rimangono alcune rovine: il panorama di cui si gode sulla vallata è di
Sangemini.JPGquelli che rimangono impressi ! A poca distanza c’è Sangemini, un borgo medievale quasi interamente in pietra abbarbicato su una collina interamente ricoperta di ulivi. Questo paesino a forma di chiocciola è un vero e proprio labirinto di scale, rampe, vicoli e piazzette che conducono alla Piazza centrale, caratterizzata dal Palazzo Pubblico e dalla Torre del Trecento che ospita la famosa Campana delle Adunanze. Questa campana, secondo la leggenda, sarebbe stata fusa nei pressi dell’adiacente chiesa di Santa Maria de Incertiis, dove un pellegrino proveniente dalla Terra Santa vi avrebbe versato da un’ampolla sette gocce del latte della Madonna. A poca distanza si trova la bella chiesa duecentesca di San Francesco coi suoi celebri affreschi raffiguranti i santi Cosma e Damiano, culto importato dalla vicina area archeologica di Carsulae e forse all’origine del nome del paese (Santi Gemelli). San Gemini, e in particolare Palazzo Cesi, è famosa per essere stata la culla della celebre Accademia dei Lincei, oggi istituzione culturale tra le principali del Paese e in passato fucina del pensiero più avanzato dell’intera penisola. Sotto i soffitti a
Macerino.jpg cassettoni di questo splendido Palazzo, oggi proprietà dell’Università di Perugia, è conservata una delle più celebri invenzioni di Galileo, l’occhialino, in seguito battezzato microscopio. Sempre nel triangolo verde spicca poi Macerino, paese fantasma nei mesi freddi ma pieno di vita quando il sole colora e scalda le case in pietra incastrate tra viuzze strettissime. L’immagine più caratteristica di Macerino è quella di cui si gode dal basso, arrivandovi lungo la strada che nasce a Portaria, sale ripidissima fino a Cima Forca per poi scendere tra fitti boschi. Le case di pietra spuntano come una corona bianca in mezzo alla vegetazione verdissima e questo contrasto cromatico lascia a bocca aperta. Questo bellissimo borgo conserva l’originaria atmosfera medievale, con l’antico castello posto quasi al centro del territorio dei Monti Martani. Proprio per questa sua posizione, Macerino fu per un certo periodo la capitale delle Terre Arnolfe e l’imponente Palazzo della Comunità, l’antica rocca della cittadina, ne è la testimonianza più evidente.

Le Terre Arnolfe, un altro posto da segnare nel vostro taccuino di viaggio … e, a proposito di posti da segnare, appuntatevi anche il Ristorante “L’Arieta”, alle porte di Acquasparta: simpatia, cucina tipica umbra, ottimi prezzi. Vale davvero la pena di farci una capatina !

Qui i placemark di Google Earth di Cesi, Sangemini e Macerino

Qui qualche interessante informazione sulla Grotta Eolia

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One Response to “Viaggio nel “triangolo verde” delle Terre Arnolfe”

  1. Chiaralice Says:

    gentile signor Miraglia, ha ragione lei che i sudditi di Sua Maesta’ hanno iniziato a "colonizzare" questo splendido angolo d’Italia! Confermo. I prezzi sono migliori che in Toscana e l’ambiente ha poco da invidiare

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