Alla fine di questo grande viaggio ho di nuovo l’occasione di scrivere, la rete è incredibilmente merce rara in questo paese per altri versi avanzatissimo. Il contachilometri del povero Ford Ranger segna ormai 6500 Km (e dire che era vergine, ne aveva appena 1380 quando questi sciagurati ce lo hanno affidato), il dubbio questa sera regna sovrano… ma per il noleggio che era a chilometraggio illimitato, quanto ampia era questa concezione di illimitato? Comunque tralasciamo gli aspetti più tecnici e passiamo al resoconto di viaggio vero e proprio. Vi avevo scritto dalla penisola di Gaspè punta settentrionale ad Est del
Canada, da questa stupenda penisola siamo scesi lungo la costa atlantica percorrendo centinaia e centinaia di chilometri in compagnia solo di gabbiani e motociclisti sulle loro Harley Davidson rombanti e tutte cromate. Il paesaggio era in continua evoluzione, l’arenaria rossa come il campo del centrale del Foro Italico la faceva da padrone, spiagge immense e desolate, casette in legno di tutti i colori pastello esistenti sul pontone, erano sparse ovunque ad imbellirne i fiordi più spettacolari, uno stupore continuo ed incessantemente rinnovato. Lasciato il Quebec e quindi la francofonia siamo entrati nel New-Brunswich, terra arida, affascinate ed inospitale. Una brughiera sconfinata grande quasi come la Francia a far da
cuscinetto con gli Stati Uniti ed i monti Appalachi alle spalle. Signori mai visto boschi tanto sconfinati… ma mai, proprio mai! Due giorni di boschi d’acero senza soluzione di continuità, strade dritte come fusi ed incroci misteriosi nel nulla, che ad incrociare qualcuno dopo qualche ora di cammino veniva quasi da fermarsi a scambiar due chiacchiere, in qualche modo stupendo. Anche se va proprio detto, dopo un paio d’ore il tutto risultava quanto mai noiosetto. In questa brulla regione cosa mi va a combinare la navigatrice? Non mi si addormenta sull’unica indicazione che mi doveva dare quel giorno. Volete una proiezione? Seicento chilometri di gap con il bersaglio ed incredibile traversata della costa cosiddetta “acadiana”. A questo punto necessita una piccola spiegazione. Verrazzano quasi subito dopo il ritorno di C. Colombo dal centro america capì meglio del genovese l’antifona e corse a scoprire tutto quello che oggi e’ l’attuale nord-america. Non a caso esiste il ponte a lui dedicato a New-York. Ma torniamo agli “acadiani”, questi sono i francofoni originari del Canada che prendono il nome dalla terra che per primi colonizzarono, l’arcadia appunto per come la descrisse
Verrazzano. In effetti questa è una costa dolcissima e quieta, protetta dalle correnti oceaniche dalla Nuova Scotia e dall’isola del principe Edward di fronte, l’acqua è calda ed il clima estremamente mite… un arcadia appunto. Passata una buona nottata in un B&B di Caraquet (New-Brunswich) veramente particolare, si trattava di una casetta di fine ottocento tutta in legno con i mobili d’epoca, il patio in legno ed il classico dondolo oltremodo merlettato, e forse, forse anche il padrone ed il suo servirci in livrea per 50$ a notte doveva esser datato o fesso?!
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