Viaggio in Canada / 1

Appunti di viaggio
di saltino Add comments

Bandiera_Canada.JPGSalve a tutti, ma immagino che a casa non ci sia nessuno. Solo grazie al campus di Gaspé posso scrivere finalmente… ma andiamo con ordine. In queste lande nordiche e desolate non solo i telefonini tacciono perché solo l`analogique funziona, ma anche internet risulta esser una royalties assai rara, in verità rarissima. Sua Saltità sta bene e si sta divertendo, ha già messo a segno il suo obiettivo principale e questo non é un dettaglio da poco; ovvero raggiungere la penisola di Gaspé (ci son voluti tre giorni di viaggio e 1800 Km d’auto a 100 Km/h, non uno in più ne uno in meno). Siamo arrivati a Toronto (Placemark di Google Earth) il primo giorno e con molta
Toronto.jpg sagacia ci siamo diretti subito verso le cascate del Niagara. A Grismby che si trova a metà strada fra le due località abbiamo trovato posto in un americanissimo motel Super8 (si chiamano così nulla a vedere con le pellicole). Una sistemazione veramente papale, vi dico solo che dopo nove ore di volo e due di auto ci siamo buttati in una Jacuzzi, che è tutto dire. La mattina successiva abbiamo fatto la nostra brava STRAcolazione e ci siamo avviati alle Niagara Falls, l’impatto con le HighWay americane é stato forte, teso e preoccupante. Superato l’empasse dell’automatismo del cambio, del pilota automatico ed il viaggiare a sei corsie siamo giunti al sontuoso spettacolo delle cascate, veramente non si poteva bypassare una forza della natura di siffatta specie, solo che, e questo va ben sottolineato, tutto il contesto a margine sapeva di Disneyland, odore di caramello e motivetto da
Kingston.jpgluna-park in sottofondo compreso. Timbrato questo doveroso cartellino turistico, abbiamo abbandonato il Canada statunitense alla volta di Kingston, l’ultima cittadina dell’Ontario, prima del grande fiume, il San Lorenzo. Una tappa niente di che… bisognava dormire e cenare ed avanti così. L’indomani il Canada si é finalmente mostrato in tutta la sua sconfinata immensità. Lande interminabili di conifere separano l’Ontario ed il Quebec e noi le abbiamo doverosamente attraversate con gli occhi fissi sul paesaggio che i vetri del nostro bravo pick-up Ford Ranger (una figata pazzesca… poi vi spiego) sapeva offrirci. Abbiamo pranzato a Montreal , carina ma giusto una tappa en passant, non vale la pena dilungarsi sulla skyline che é simile in tutto e per tutto a qualsiasi città nord-americana. Unica nota di rilievo un dedalo di piani sotterranei e grandi magazzini tutti rigorosamente sotto il livello stradale. Terzo giorno: il Canada si é fatto Wild sul serio, ora non gioca più a fare i turisti in vacanza … sulla high-Way siamo praticamente soli per ore ed ore, solo qualche auto della police spunta dal nulla di tanto in tanto, abbiamo il pilota automatico piantato sul limite orario non ci possono fare nulla allora si limitano a guardarci incuriositi per l’aspetto non proprio canadese, che evidentemente si nota parecchio, quindi sfilano via silenziosi.
Gasp__.jpg Quarto giorno abbiamo superato i mille ed ottocento chilometri di percorrenza, iniziamo a sfilare lungo la foce del San Lorenzo in pieno oceano, la penisola di Gaspé ci appare in tutta la sua brulla eleganza, non trovo altri luoghi per fare confronti. Tutto é ampio in questo immenso angolo di costa atlantica, le case sembrano planare nella vastità del mare blu intenso, il fattore vento inizia a dare quella sensazione patagonica che ancora mi rulla nelle orecchie da un paio d’anni ma non é la stessa cosa, qui si sente il profumo del mare. Arrivati all`estremo Est del nord america la sorpresa é forte. Fari bicentenari orlano le altissime ed immense scogliere fustigate da un oceano perennemente minaccioso, il vento urla in tutta la sua potenza polare, non é un caso che siamo in piena estate e stiamo con i maglioni addosso. Il parco di Forillion é finalmente alla nostra mercé ed a quella del FORD Ranger (ebbene si! Si entra nel parco in
Cape_Gasp__.jpgmacchina, ho sorriso anche io), lasciato il pick-up con qualche ora di cammino arriviamo a Cape Gaspé, sul sentiero incrociamo istrici, lepri, scoiattoli a rivoli ed un orsetto che ci ha fatto mettere sul chi va là per via della sicura presenza di mamma Grizzly nei paraggi. D’improvviso la montagna si apre ed il bosco lascia corso ad un pavé di ciottoli ed erbetta grassa, ci siamo! È il faro di Cape Gaspé, il primo dei punti fermi di questa avventura wild é andato, il panorama é sconfinato, davanti a noi scogliere ed oceano per centinai e centinaia di chilometri, scattiamo qualche foto ma con poca convinzione, un occhio meccanico non é in grado di raccontare tanta vastità. Alla sera ci dirigiamo verso la cittadina di Gaspè che dista solo qualche decina di chilometri (una manciata ma ormai é robetta…) di posti a dormire non se ne parla, l’unico Motel (dieci stanze) é pieno fino all’orlo, gentilissimi e disponibili come sempre ci dicono che possiamo dormire nel campus universitario, ci avventuriamo abbastanza preoccupati ed invece troviamo, lavanderia, internet, un appartamento tutto per noi e tanta generosità da parte dei pochi presenti nella struttura in estate. Questo é quanto, sembra poco ma per sua Santità è veramente tanto. A presto, spero di poter scrivere quanto prima. Un abbraccio a tutti.

[Continua]

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