Viaggiare adagio ma sicuri!

Lungi dal voler innescare polemiche sull’episodio dei cinque turisti rapiti in Yemen, vorrei riflettere con voi sul concetto di pianificazione di un viaggio. Viaggiare può essere uno stile di vita o un’esperienza saltuaria oppure uno svago, una vacanza, una necessità di lavoro. Non deve diventare una pessima avventura o, peggio, una tragedia. Non c’è nulla di affascinante nel rischiare inutilmente la pelle e non c’è nulla di romantico nell’essere rapiti nel deserto da una banda di tagliagole. L’imprevisto è sempre in agguato quando si viaggia, ma ciò che è prevedibile, che è probabile o altamente probabile, non fa parte dell’imprevisto. Fa parte del rischio da conoscere e da valutare. Se sono a conoscenza del fatto che c’è una probabilità di essere fermato da banditi sulla pista, io su quella pista non ci vado. Se proprio ci debbo andare (ma qui si parla di necessità) lo faccio in un bel gruppone grosso, magari con una guida affidabile, magari (perché no!) con una scorta armata. Mi chiedo: girare con una scorta armata è viaggiare? Secondo me no. Perché viaggiare è libertà e se in un posto la libertà non esiste e si rischia per giunta la propria, non bisogna andarci. Punto. Al diavolo l’economia del luogo, la ricaduta negativa sul turismo, lo spirito d’avventura (incoscienza) e e tutte le balle annesse e connesse. All’indomani dell’ultimo attentato a Sharm-el-Sheik nel quale persero la vita alcuni nostri connazionali, i prezzi dei viaggi crollarono. In giro per un centro commerciale a Roma, assistei inorridito alla conversazione di una ragazzina di non più di sedici anni che parlava con un’amica e le diceva che era tutto a posto, che aveva prenotato al volo per Sharm, che bisognava approfittare di prezzi così bassi. Al di là delle considerazioni sui pacchetti pre-confezionati di Sharm-el-Sheik, vi pare modo di concepire il viaggio? Parlo di immaturità, di stupidità. Parlo di sicurezza e di responsabilità. Parlo di lanciare un messaggio forte ai governi di Paesi che fanno poco o non abbastanza o nulla per garantire un ambiente sicuro e ospitale ai viaggiatori.

Io in Egitto non ci andrò più. C’ero stato nel ’99 al Cairo, trovando una città blindata dalla polizia ma, tutto sommato, ancora popolata da gente amichevole. Nel 2003 ero proprio a Sharm-el-Sheik e durante una semplice passeggiata nel bazaar della città vecchia con la mia compagna fui minacciato da un gruppo di giovinastri. Ebbi la netta sensazione che se avessi sbagliato vicolo mi sarei trovato di colpo in brutte acque. Mi sono goduto il mare in albergo e qualche escursione sulla barriera corallina. E’ viaggiare questo? No! Quindi in Egitto io pianifico di non andarci più. In Yemen pianifico di non andarci fino a quando le condizioni non lo permetteranno (soprattutto quelle delle tasche!). Vi dirò di più: pianifico, d’altro lato, di non andare nemmeno negli Stati Uniti. Perché l’ultima volta che ci sono passato mi hanno schedato e perquisito sia all’andata che al ritorno come un delinquente comune, facendomi fare ore di fila alla dogana. E’ viaggiare questo? NO!

P.S. vi ricordo il link del Ministero degli Esteri e dell’ACI (viaggiaresicuri), dove potete trovare le informazioni di base sui problemi di sicurezza e i disagi che è possibile incontrare durante il viaggio in tutti i Paesi del mondo. Consultatelo prima di decidere dove andare!

3 Responses to Viaggiare adagio ma sicuri!

  1. contevico scrive:

    Sono anni che lo Yemen è indicato come paese assolutamente pericoloso per i turisti occidentali.
    E non solo per essi. Un mio carissimo amico che da vent’anni aveva nello Yemen un’importantissima attività industriale si è visto costretto mesi fa a mollare tutto e a tornarsene in italia.
    Chi ancora oggi organizza viaggi sotto quelle latitudini o è uno stupido o è un esibizionista, oppure tutte e due le cose insieme.
    Fatto è che per colpa di questi idioti occorre poi mettere in campo risorse umane ed economiche non indifferenti per preoccuparsi di ottenere la loro liberazione.
    Mah.
    PS: Buon Anno amico mio e tante belle gite in moto.

  2. CR42Falco scrive:

    Signor Conte,
    io quelle risorse umane ed economiche di cui Voi parlate le addebiterei fifty-fifty ai turisti sprovveduti e alle agenzie di viaggio che promuovono questi romantici tour.
    Un buon anno anche a Voi e alla Vostra gentile Viscontessa.

  3. indubbiamente sarebbe giusto così. T’è piaciuto? E paga. Senza mettere in conto poi i rischi che corrono i Calipari di turno, che rischiano la vita per liberare questi idioti.Queste persone pagano per provare l’ebbrezza del pericolo, ci sono agenzie apposite che garantiscono il brivido. C’è gente che parte e va all’estero a partecipare a giochi di guerra. E’ mai possibile che abbiamo bisogno di questo?
    Buon 2006 a tutti voi :-)

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