Verso il sole di mezzanotte/6

Appunti di viaggio
di Brugue Add comments

Il viaggio in treno per Bergen è stato sorprendente. Tra vallate e ghiacciai mozzafiato e fiordi che s’intravedevano nella nebbia. Viaggiando di notte abbiamo perso parte delle bellezze naturali norvegesi. Ma ricordo bene che la notte in quei posti era limitata al massimo a due - tre ore effettive di buio. In realtà i colori della notte in scandinavia sono diversi da quelli abituali. Mai notte fonda piuttosto colori tenui come il tramonto. Quel giorno trovammo posto negli scompartimenti quasi vuoti. Questa circostanza non ci insospettì. Insomma, non immaginavamo di trascorrere quasi una giornata intera in treno per un ritorno non programmato ad Oslo. Nonostante le comodità, dormivamo seduti sulle cuccette e non sdraiati sui sacchi a pelo nei corridoi del treno calpestati continuamente da altri centinaia di globetrotter, dormimmo poche ore, svegliandoci per la forte luce di un’alba quasi boreale. Pioveva. Il freddo era pungente. Al punto che fummo costretti ad indossare le giacche a vento. Dal finestrino il paesaggio era suggestivo. Con vette innevate ed improvvise macchie di verde. Qualche casa isolata e sopratutto una terra verdeggiante. L’arrivo a Bergen ci procurò le prime amare sorprese del nostro viaggio. Eravamo soliti alla stazione d’arrivo perdere un po’ di tempo per programmare la partenza. In quella piccola cittadina volevamo soggiornare solo una notte per poi riprendere il viaggio verso Trondheim sempre in direzione Capo Nord. La nostra intenzione era quella di salire lungo tutta la dorsale norvegese fino al punto più estremo per ridiscendere dalla Finlandia. Non ricordo l’espressione dei compagni di viaggio. Di sicuro quando due simpatici ferrovieri nordici ci indicarono la soluzione per raggiungere Capo nord, sudammo freddo. In perfetto inglese spiegarono: «E’ molto semplice: tornate ad Oslo e riprendete la linea centrale…». E sì… perchè a Bergen si ferma la ferrovia. E’ un vicolo cieco. C’è il punto di arrivo. Poi, si scende dalla carrozza e chi vuole proseguire deve rientrare nella capitale per riprendere la linea centrale. Ecco le ferrovie norvegesi. Ed ecco smarriti e già in marcia verso il centro di Bergen quattro ragazzi sconsolati. La pioggerellina della notte si era tramutata in un vero temporale e la nostra meta era sempre più incerta. Alla colazione tradizionale venne preferita quella a base di aringhe. Almeno scoprimmo l’ospitalità dei norvegesi. Simpatici ed anche incuriositi per questi quattro giovanotti provenienti dal profondo sud dell’Europa. Ma cosa ci facevamo in quel posto? Bello, suggestivo ed animato solo al porto? A stomaco pieno prendemmo la grande decisione: «Dobbiamo tornare indietro. Inutile perdere altro tempo…». Così salimmo sul primo treno utile che, ovviamente, partiva nelle prime ore della serata. Paul, ormai perso disperatamente, già si stava organizzando per ritornare dalla sua improvvisa fiamma conosciuta ad Oslo. Antony cominciò a canticchiare vecchie canzoni blues; Joseph si guardava intorno cercando qualche biondona nordica; io guardavo la cartina ripensando alle prossime tappe. Ma quello che accadde ad Oslo superò anche le più pessimistiche previsioni… (nella foto il fiordo di Oslo) (6 - continua)

Leggi ancora...



Aggiungi il nostro feed ai tuoi preferiti oppure leggi le feednews di viaggioadagio.it direttamente sulla tua e-mail



Leave a Reply

WP Theme & Icons by N.Design Studio
Entries RSS Comments RSS Log in