Verso il sole di mezzanotte (preliminari)/3

Appunti di viaggio
di Brugue Add comments

E’ un viaggio a ritroso. Pesco tra le carte ingiallite. Tra le pieghe della materia grigia. In qualche scaffale perso, nell’angolino più remoto. Così, ritrovo le foto che consideravo tutte in bianco e nero ed invece sono a colori. Ecco il viaggio, deciso nei pomeriggi di quella calda estate irpina a casa di Paul.

La nostra meta, inutile dirlo, era Capo Nord. Si doveva programmare tutto. Distanze, costi giornalieri da sopportare, ostelli della gioventù dove dormire ed imprevisti. Così raggranellati i diversi premi diploma e i risparmi del piccolo salvadanaio, iniziò la prima ricerca della compagnia adatta e poi, la richiesta dei vari documenti, all’epoca non c’era internet e neanche i last tour e l’Europa era solo immaginata ma decisamente divisa (e non solo per la moneta).

In tempi record (circa un mese) ci procurammo i passaporti ed iniziammo una fitta corrispondenza con i consolati di Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia per raccoglie le ultime notizie utili per il viaggio. La compagnia si compose quasi subito. Erano tutti più grandi di me, ma solo di qualche anno. Io ero appena diplomato, gli altri studenti universitari, ma sotto i 26 anni (età limite per procurarsi l’Inter rail). Era una compagnia eterogenea, Antony, Joseph, Paul (sempre nomi fantasiosi). In pratica un ingegnere, un professore, un imprenditore e un giornalista. Ma all’epoca chi poteva dirlo? Tutti animati da una gran voglia di divertirsi, conoscere e …ridisegnare i confini dell’Europa. In viaggio con mille certezze e un milione di dubbi. A partire dai confini. Ci piaceva, ma non potevamo andare ad Est. Troppe difficoltà burocratiche: consolati, visti ecc. ecc. La cortina di ferro era impenetrabile… Poco male.

A Napoli ci procurammo la carta degli ostelli (all’epoca 26.000 lire) e ci informammo sull’Inter rail (lire 175.000).

Con la carta degli ostelli si dormiva in tutte le strutture residenziali riservate agli studenti (per un massimo di tre notti in ogni struttura; queste erano le regole dell’epoca).

Con l’Inter rail si viaggiava in seconda classe su tutte la rete ferroviaria d’Europa per un mese intero senza costi aggiuntivi e per un chilometraggio illimitato (all’epoca non esistevano divisioni in reti differenti come l’Inter rail attuale).

Infine, lo zaino. Erano di due tipi: militare e post modern. Non ho mai avuto dubbi: il mio doveva essere post modern. Rosso con la spalliera rigida e con un buon numero di adesivi o spillette contro tutto (nucleare ecc. ecc.). Purtroppo non c’erano ancora gli zaini della Ferrino ultraleggeri e in materiale provato nel tunnel del vento. Ma esistevano già i kway (italianizzato). Utilissimi nelle località più a nord dove il sole era una eccezione.

Il nostro primo scopo era quello di portare tutto l’indispensabile e non superare il peso sopportabile. Ricambio di mutande, magliette, pantaloni, calzini a volontà ed ovviamente la giacca a vento ed il sacco a pelo, sistemato sopra lo zaino. Ma dentro si trovava lo spazio giusto anche per i personalissimi spazzolini, tagliaunghie, rasoio, saponi, posate da militare, rotoli di carta igienica ecc. ecc.. Prima della partenza il solito giro tra i parenti. Mi recai a Napoli dove vivevano degli zii affettuosissimi.

Mi aspettavo, sopratutto da mio zio, una puntuale elencazione di regole da ricordare. Una sorta di vademecum generale. Del tipo: attento alle droghe, attento a dove metti i soldi, non accettare bevande da sconosciuti, attento alle donnine più allegre, attento alle malattie veneree. Quando mi vide saltò tutti i preamboli e senza pensarci sopra mi chiamò in disparte e disse: ecco, questi sono utili.

E mi consegnò ben due pacchetti di preservativi.

Ero imbarazzato. Ma non per i preservativi. Piuttosto perchè non li avevo previsti nell’elenco delle cose irrinunciabili da portare. Così, quando tornai a casa ricontrollai meticolosamente la lista. E mi resi conto che avevo sempre “la testa tra le nuvole”. Mio fratello (più grande) mi dette una bella pacca sulle spalle, della serie “stronzetto cerca di non infilarti in mezzo ai guai…” Mia madre piuttosto preoccupata (ma in parte anche rassicurata da mio fratello “in fondo ha un po’ di sale in zucca…”) mi disse il classico: “Mi raccomando…”. Eravamo pronti per il grande Nord… Partenza all’una di notte dalla stazione di Napoli. La nostra prima tappa era Monaco

(3-continua…)

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2 Responses to “Verso il sole di mezzanotte (preliminari)/3”

  1. CR42Falco Says:

    Brù, ma ci pensi che la gente non lo sa più che esiste l’Inter Rail?Anche i ragazzini di sedici anni partono con i pacchetti pre-confezionati.Tutti a Sharm!

  2. brugue Says:

    Non sanno quello che perdono…

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