In moto verso il Lago del Turano

Appunti di viaggio
di CR42Falco Add comments

E così, domenica scorsa, abbiamo inaugurato ufficialmente la stagione dei giri in moto di CR42Falco & co.

Un giro in moto funziona con un minimo di preparazione. Io la penso così. Devi avere un’idea di base su dove vuoi andare. Ti documenti, consulti le previsioni del tempo, fai qualche telefonata agli amici e poi parti. I patiti dell’oroscopo diranno che il segno della vergine è popolato di rompiballe puntigliosi. Una persona di mia conoscenza, quando mi vede armeggiare con cartine, siti web e bollettini meteo mi chiama “Furio”. Ma voglio vedervi a partire in moto verso un posto che è una schifezza o a fare lo slalom tra le macchine in coda o a prendervi l’acqua a secchiate. Quindi io mi preparo e poi si vede. Le variazioni sul tema non mi scompongono perché sono pronto.

Così domenica ho scelto il Lago del Turano (placemark di Google Earth). Ho leggiucchiato qualcosa e ho scaricato l’itinerario su motonline.com, dove ci sono schede fatte bene, con i tempi di percorrenza, le distanze, le previsioni meteo, i posti dove andare a mangiare, dormire e via discorrendo. Vi dovete registrare, ma è gratis.

E comunque di siti dove trovare itinerari per motociclisti ce ne sono a bizzeffe. Alcuni dei migliori sono fra i link motociclistici di viaggioadagio.

Ho scelto di percorrere la via Tiburtina, che da Roma a Tivoli è un pianto greco, tranne i curvoni nell’ultimo tratto, ma da Tivoli in poi costeggia l’Aniene ed è un assortimento di curve e rettilinei piacevolissimi che si alternano lungo un paesaggio di campagna e collina che invita a prendersela comoda e a gustarsi la strada in pace con sé stessi e con il mondo. Di macchine ce ne sono poche, in questo periodo, e le mete da raggiungere da un lato e dall’altro della strada principale sono una più bella dell’altra.

Lasciamo la Tiburtina ad Arsoli, grazioso paesino dominato dalla figura imponente del Castello Massimo, dove ci fermiamo per prendere un caffè lungo la strada, in un bar che sembra essere tappa obbligata di tutti i motociclisti che percorrono l’itinerario. Ce ne sono di tutte le età e per tutti i gusti: chi in tuta di pelle attillatissima a cavallo di una super-stradale, chi a bordo di una gran-turismo, chi incrostato di fango dopo un fuori-strada nelle campagne circostanti. Da Arsoli proseguiamo ancora verso Nord, lungo una strada che costeggia il fiume Tora. Sui bordi ancora qualche traccia di neve, ma il fondo è asciutto e regolare. Ad un certo punto il Tora comincia piano piano ad allargarsi, fino a diventare la lingua meridionale del Lago, che si apre con la vista verso la rocca antistante il paesino di Castel di Tora.

Turano.jpg Il paese è annoverato fra i borghi più belli d’Italia nel sito web borghitalia.it e un cartello ve ne informa proprio all’entrata. Quando arriviamo, poco dopo l’ora di pranzo, è praticamente deserto (gli abitanti del borgo sono poco più di 200). La vista sul lago è bellissima. Un viadotto lo attraversa dirigendosi sulla terraferma verso Sud-Ovest. L’acqua va dal verde al blu ed è illuminata da un bellissimo sole quasi primaverile. Intorno i boschi e le cime ancora spruzzate di neve dei Monti Lucrétili e del Monte Navegna.
Castel_Di_Tora.jpgLe strade, in pietra bianca, sono in via di ristrutturazione, ma l’insieme è molto grazioso. Gironzoliamo e scattiamo qualche foto. Cerchiamo di inerpicarci sulla strada che porta alla torre poligonale, ma il cancello è chiuso.

Ad un tratto la mia cavaliera viene attirata dalle sue facoltà olfattive e, a colpo sicuro, ci guida verso la meta. Incontriamo un signore con il naso rubizzo e la faccia simpatica. E’ Peppino. E sta uscendo da una porticina che è la sua osteria perché l’odore viene da lì, perché c’è scritto “Osteria da Peppino” su un cartello piccolo piccolo e perché lui ci dice, un po’ scorbutico, che si può mangiare: anche se è tardi un piatto di qualcosa lo tira fuori lo stesso.

Il locale è piccolissimo, otto tavoli in tutto, con le travi del soffitto a vista, le pareti in pietra, una foto di Peppino da giovane quando gestiva un distributore di benzina a Roma e portava il berretto alla Marlon Brando, una credenza, un ombrello in carta cinese ed un arazzo appeso al contrario, ma non chiedetegli perché. C’è anche un terrazzino con due semi-tavolini. La vista è sul lago.

Peppino dice che da lui ci vanno spesso attori famosi, sportivi, veline, ministri e sottosegretari. Ma a lui non frega un bel niente. Perché ha quasi settant’anni e se la mattina non ha voglia di alzarsi se ne sta a letto al calduccio e non apre. La carta dei vini scordatevela. A tavola di vino c’é il suo. Suo è pure l’olio, che potete comprare a parte se lo volete. Il menu dipende dall’estro della cuoca. Ma Peppino ve lo dice a voce se c’é da scegliere. Sennò la roba ve la porta lui.

Da_Peppino.jpg Insomma il giro in moto è finito con le zampe sotto il tavolo. Abbiamo mangiato un antipasto di fagioli con le cotiche, salame e prosciutto locale. Poi fettuccine al sugo fatte in casa e poi salsicce, carne di maiale alla brace con contorno di patatine e una verza cotta nel vino che era una squisitezza. Dolce molto casareccio, caffé, ammazzacaffé, conto. 15 Euro. Una soddisfazione. Perché una chiacchierata con Peppino ci ha fatto dimenticare il freddo e il pensiero del ritorno.

Già. Il ritorno. Potete fare la strada esattamente al contrario, oppure deviare per Carsoli e prendere l’Autostrada A-24 Roma-L’Aquila. Sapete una cosa? Abbiamo fatto così perché alla fine faceva freddo, ma anche quel tratto di autostrada non è male da fare in moto. Soprattutto se avete la pancia piena e fretta di rientrare per fare una pennichella domenicale!


Il percorso descritto, da Tivoli a Castel di Tora, è di circa 56 Km.

Le cose da vedere nei dintorni, se ne abbiamo già parlato, le trovate alla pagina Viaggioadagiomaps, zoomando sulla zona descritta. Altrimenti leggetele pure qui.

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11 Responses to “In moto verso il Lago del Turano”

  1. Chiaralice Says:

    Avrei tanto voluto essere li con voi! C’ho pure un casco nuovo fiammante!!!!!

  2. mstec005 Says:

    Sarebbe stato splendido averti con noi e….sono sicuro che è un BELLISSIMO casco !!!!

  3. CR42Falco Says:

    Chiara, concordo.

    Quel casco è l’unica cosa bella di tutta la moto.

    Non ho citato il padauàn nel post per il semplice fatto che non volevo infierire. In autostrada, al ritorno, non riusciva a superare i 110. Più dava gas e più frenava.

    Legge di Whites sull’aerodinamica combinata antropomotica:

    La resistenza aerodinamica generata da un catorcio senza cupolino è direttamente proporzionale alla velocità desiderata e al quadrato della superficie esposta dal “babbasone” a cavalcioni del catorcio stesso.

    Gliela spieghi tu o io al padauàn? 
    Smiley

  4. mstec005 Says:

    Administrator,per quanto riguarda la faccenda del casco sei un ignobile LECCAC…ops…volevo dire accattivante opportunista!
    Quanto al resto,sono talmente superiore alla bassezza del tuo comment,che non racconterò dello sguardo schifato del motociclista che,a bordo di una VERA BMW,ti ha bruciato in una manciata di metri sul rettilineo di Tivoli!!

  5. CR42Falco Says:

    Corollario di Nolan alla Legge di Whites sull’aerodinamica combinata antropomotica:

    l’angolo compreso fra la congiungente una Honda ed una BMW ed il vettore della direzione di marcia di quest’ultima, varia fra i 90° ed i 270° ed è indipendente dallo spettro cromatico delle strisce dipinte sul casco del babbasone a bordo della prima.

  6. mstec005 Says:

    Hai sentito Chiara?… sta prendendo per il cul…ri-ops…sta canzonando le strisce dipinte sul tuo casco!!!

  7. mstec005 Says:

    Lemma di Mariz al Corollario di Nolan alla Legge di Whites sull’aerodinamica combinata antropomotica

    Il tempo di sorpasso di una VERA BMW su una simil-BMW è direttamente proporzionale al “manico” del centauro d.o.c., inversamente proporzionale al numero di borse,bauli e scatolame sul trabiccolo del simil-centauro e indipendente dalla vulcanizzazione della gomma protettiva del catenaccio.

  8. CR42Falco Says:

    F650GS.jpgIl cupolino, sempre in riferimento al Corollario di Nolan, può tornare molto utile per ripararsi da eventuali particelle in sospensione.

    Ah, quasi dimenticavo!

    TU su strade come questa non potresti nemmeno seguirmi. Pazienza.

    P.S.

    Chiara è completamente giustificata per quanto riguarda il casco. Il suo è molto più carino del tuo. Diciamo che lo riempie meglio!!!

  9. mstec005 Says:

    1. Sull’imbottitura del casco sono assolutamente d’accordo ma posso farci ben poco:qualunque fosse il casco lei lo riempirebbe meglio !!2. Su strade come quella non ci tengo affatto a seguirti !3. Il corollario di Nolan cozza contro il mio senso estetico ma … già,che caspita ne sai tu di senso estetico !!

  10. Chiaralice Says:

    Oh bambini ora BASTA!!!! Ma possibile che non si puo’ girare l’occhio che vi beccate sempre???? Comunque il MIO casco e’ intoccabile! Troppo bello! Quasi quasi me lo metto anche in classe,…che dite?

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