Venezia per giocare

Appunti di viaggio
di Chiara Add comments

C’è una città di questo mondo, ma così bella, ma così strana, che sembra un gioco di fata Morgana o una visione del cuore profondo. Avviluppata in un roseo velo, sta con sue chiese, palazzi e giardini, tutta sospesa tra due turchini, quello del mare, e quello del cielo … (Diego Valeri)

Vivavenice.jpgI nonni non possono tenere i bambini ? La baby-sitter costerebbe una fortuna ? Per una coppia con bambini Venezia sembrerebbe una meta off limits. Roba da coppiette innamorate o da giovani single. Chi l’ha detto ? Ecco, io qui vorrei fornire una mini guida a tutti coloro che, come me, hanno figli ma non rinunciano a girare anche per una città “impegnativa” come Venezia. “Facciamo un “baratto” ? Voi state buoni mentre camminiamo e vediamo Piazza San Marco, e dopo vi portiamo a giocare…” Ma dove giocano i bambini veneziani ? Ecco una lista dei campi più frequentati e delle gelaterie e bar dove poter fare merenda:

Campo Santa Maria Formosa (Placemark di Google Earth) è a 5 minuti da Piazza San Marco ed è uno dei campi più frequentati della città, specialmente nel pomeriggio. Qui si affaccia la famosa chiesa omonima, ricca di opere di famosi pittori veneziani. Un’ottima tappa per proporre alle piccole pesti uno scambio come ho suggerito sopra. Nel campo troverete un bel po’ di ragazzi impegnati in vari giochi: bici, pattini, gare di disegno per terra e partite di calcio. In estate occhio alle battaglie con le pistole ad acqua (da ricaricare alla fontana che si trova al centro del campo). Vicino, nella calle lunga San Lio, trovate la “Boutique del Gelato”, una delle migliori gelaterie di Venezia. Proprio di fronte alla Chiesa, in una
Campo_Santa_Maria_Formosa.jpg casetta che si affaccia sul canale, c’è il piccolo bar “Zanzibar”, con ampia scelta di frappè, frullati e spremute. Non lontano da qui, al ponte delle Paste, trovate la “Pasticceria Marchini”, famosa in tutta Venezia per la sua produzione artigianale. Vi consiglio vivamente i coni ricoperti di cioccolato e ripieni di crema al caffè nonchè i prodotti tipici veneziani (bussolai, sbreghette, basi de dama, spumiglie …).

Campo del Ghetto, nel sestiere di Cannaregio (Placemark di Google Earth), vicino alla fermata del vaporetto di San Marcuola, ha una storia antica ma oggi è soprattutto punto di ritrovo per bambini e ragazzi. In estate è il regno degli amanti dei roller-blade e a settembre, poco prima che ricominci la scuola, vi si tiene una festa popolare della quale i bambini approfittano per organizzare mercatini dell’usato. Il bar “Ai Quattro Rusteghi” (anche self-service) che dà direttamente sul campo è il luogo ideale per un veloce spuntino dolce o salato.

Vicino al ponte dell’Accademia trovate Campo Santo Stefano (Placemark di Google Earth), uno dei più grandi di Venezia. Famoso per la statua di Niccolò Tommaseo (che i Veneziani irriverenti chiamano “Cagalibri” … osservate la statua e capirete !), anticamente ospitava i balli di Carnevale. Oggi è un brulichio di pattini, skate board e appassionate partite di pallone contro il muro della chiesa.

In Calle della Mandola (Placemark di Google Earth), tra campo Manin e Campo Sant’Angelo, vi consiglio una sosta al Ristorante Pizzeria “Rosa Rossa” che, per i giovanissimi, offre la “Pizza Paperino”, una specialità della casa con sorpresa !

Campo San Polo (Placemark di Google Earth) è l’altro ampio spazio frequentato principalmente da squadre di calciatori di tutte le età. In maggio, poco prima della chiusura delle scuole, qui si organizza un mercatino dei ragazzi dove si vende di tutto: libri, giornalini, figurine, ecc.

Per ultimo ho lasciato il mio preferito: Campo Santa Margherita (Placemark di Google Earth).
Campo_Santa_Margherita.jpgSi trova proprio nel cuore del sestiere Dorsoduro ed è un “salottino” delizioso e vivace grazie al mercato all’aperto di frutta e verdura, alle botteghe e ai caffè pieni di gente e di studenti (siamo in zona universitaria). Oltre ai giochi tradizionali -calcio, pallavolo, pattini e frullo (una palla legata ad una corda che si fa girare alla caviglia e che bisogna saltare con l’altro piede)- si fanno anche giochi di squadra : rubabandiera o nascondino. Languorino allo stomaco? Potete fermarvi alla “Pizza al Volo” per un trancio di pizza al taglio, prendervi un tramezzino speciale al “Caffè Bar Rosso” oppure un gelato da “Causin”, famoso per la panna in ghiaccio (panna gelata tra due cialde), la mini mousse al caffè o al cioccolato e i “moretti” (gelato di panna ricoperto di cioccolato). Vorrei segnalare anche due spazi creati appositamente per fare amicizia e giocare alle cui iniziative possono partecipare non solo i Veneziani ma chiunque. Il primo è il “Laboratorio Blu”, una simpatica libreria per ragazzi nel già citato Campo del Ghetto: qui si organizzano corsi di ogni tipo anche della durata di pochi giorni: lettura di favole, creazioni con la pasta di sale o la terracotta, spettacoli da giocolieri ecc.. Il secondo è la ludoteca “La Luna nel Pozzo” alla Scuola Media “Calvi”, in campo Sant’Iseppio, al civico 785 di Castello (Tel. 041 5204616. 14/18.30 in periodo scolastico 9/13 e 14/18.30 nel periodo estivo. Chiuso il lunedì pomeriggio, sabato e domenica). Qui con una semplice iscrizione ti viene data una tessera e offerta l’occasione di giocare con oltre 500 giochi messi a disposizione. È perfino possibile, versando una piccola quota, portarsi in albergo (o a casa) i giochi per un periodo massimo di 15 giorni. Insomma, non ci sono più scuse, bambini o no, Venezia vale la pena !!

Queste informazioni preziose nascono da esperienze personali e informazioni raccolte in un delizioso libro per bambini intitolato “Vivavenezia”, di Paola Zoffoli e Paola Scibilia, ed. Elzeviro (TV). Buona lettura !

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3 Responses to “Venezia per giocare”

  1. mstec005 Says:

    museo_storico_navale.jpg Chiara, il tuo post è BELLISSIMO e tutti i luoghi che hai descritto così bene -a parte Campo del Ghetto che rispetto a casa mia è dall’altra parte della città- sono DAVVERO i posti in cui giocavo con gli amici da bambino. Ti segnalo però un altro gettonatissimo “campo da calcio”, la facciata del Museo Storico Navale: le due enormi ancore erano i pali della porta ma siccome sono molto distanti l’una dall’altra, a volte eravamo costretti a metterci in due in porta. Grazie di questo tuffo nei ricordi !

  2. CR42Falco Says:

    Tu sei veramente brava!Quel che sai non lo faccio più. Giuro!P.S.Ma questa storia del Duende e dell’Andalucia? Che dici, andrebbe bene anche qui?:-) 

  3. Chiaralice Says:

    Msetc Grazie della dritta! Allora cari lettori aggiungete anche il Museo navale tra le mete per i bambini.
    Falco sei un "ruffiano"…comuqnue la storia del Duende  mi piacerebbe per Viaggioadagio, anzi sarebbe un onore!Non pensavo interessasse!

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