Finalmente il bel tempo! Dopo una giornata di neve inaspettata, con dei fiocchi piccoli che cadono fitti fitti e ti fanno imprecare perché hai appena lavato la macchina (e vi posso assicurare che far lavare la macchina a Parigi, dopo le limitazioni imposte dal governo la scorsa estate per combattere gli sprechi d’acqua, costa uno sproposito: quando mi hanno rifilato il conto di 90 euro mi sono messo rabbiosamente a cercare la candid camera ma, ahimé, era tutto reale!!!!!), il sole ha fatto di nuovo capolino tra le nubi e la temperatura ne ha benvolmente risentito. Come approfittarne? Inizio a sfogliare con avidità la mia Guide Vert di Paris (rigorosamente in francese….quanto mi piace atteggiarmi a indigeno….) per cercare una méta cittadina interessante da visitare tra quelle che ancora non conosco. E, invece, mi imbatto in un paragrafetto che non avevo mai voluto leggere perché, buttato lì tra la descrizione dello Château de Vincennes e la pomposa elencazione delle meraviglie di Eurodisney, non aveva mai colpito a sufficienza la mia curiosità…. Oggi, invece, il suo titolo mi affascina: ideées promenade (idee per una passeggiata). Si parla dei passaggi coperti esistenti sulla rive droite. I passages couverts sono piccoli vicoli, normalmente utilizzati come raccordo di due avenue o boulevard, che, al coperto dei loro tetti in vetro, ospitano negozietti, piccole boutique artigiane e meravigliosi saloni da thé.
Ma si! Ora mi ricordo. La scorsa settimana ne ho attraversato uno, di corsa e distrattatamente, solo per riparami dalla pioggia e arrivare alla fermata della metro il meno fradicio possibile! E mi ricordo pure di essere stato assalito da uno strano odore, quella caratteristica mistura tra muffa e chiuso che ti stringe le nari quando entri in una vecchia cantina. Ricordo di aver intravisto un negozietto che vendeva dischi in vinile da 33 e, addirittura, da 45 giri: ma come ho fatto a non restarne subito colpito?????
Sopravvivono ancora una ventina di questi passaggi coperti che sono riusciti a conservare intatto il fascino d’un tempo e costituiscono uno vero e proprio scrigno di calma, lusso e voluttà in una città che corre a velocità impressionanti e sta ormai perdendo i tratti distintivi che l’hanno resa celebre nel mondo. Sono, per la gran parte, concentrati nella zona tra Grands Boulevards, Palais-Royal e Strasbourg-Saint Denis.
Tra i più seducenti, la Galerie Vivienne, con il suo pavimento a mosaico e le vertine scintillanti delle piccole botteghe: ai primi dell’ottocento era il ritrovo della mondanità parigina che si riuniva nell’ononimo salone da thé; oggi é la méta delle signore bourgeoises che fanno la coda fuori dalla boutique dell’italianissimo Angelo, creatore di magnifici bouquet di fiori finti.
La Galerie Véro-Dodat colpisce per l’archittetura e l’armonia delle proporzioni. Deve il suo nome ai due “pizzicagnoli” che la fecero costruire dopo aver fatto fortuna: attualmente é il regno di negozietti che vendono bambole antiche (non provate a chiedere i prezzi!!!!!!!!) e di librerie antiquarie.
Il Passage du Grand Cerf é, invece, dominato degli artigiani di mobili e di accessori per la casa, che catturano l’attenzione per le forme e i colori più stravaganti che si possano immaginare.
Il gusto per l’esotismo ha, invece, invaso il Passage du Caire, noto per i geroglifici che ornano i suoi ingressi, e soprattutto il Passage Brady, oggi il simbolo della presenza indiana a Parigi, dove gli odori delle spezie dei due ristoranti indiani si mescolano al profumo degli incensi sprigionato dalle botteghe che vendono i prodotti dell’artigianato d’India.
Io qualche passaggio coperto l’ho visitato e, in qualche caso, sono rimasto totalmente rapito dalla particolarità del luogo, dalla viva cordialità e umanità degli artigiani (che sembrano pardossalmente più interessati a spiegarti e illustrarti il frutto del loro lavoro che a vendertelo….), dalla stravaganza della gente che li frequenta. Insomma, se vi trovate da queste parti e proprio non sapete come poter trascorrere qualche ora prima di cominciare l’ennesimo giro turistico per monumenti e musei cittadini, prendetevi una pausa gironzolando tra questi luoghi ancora magici che, con un po’ d’immaginazione, possono dare l’idea di cosa fosse la vita parigina dell’ottocento.
Leggi ancora...
Aggiungi il nostro feed ai tuoi preferiti oppure leggi le feednews di viaggioadagio.it direttamente sulla tua e-mail







January 8th, 2006 at 12:55 am
Lancer, va bene. va tutto bene. ma le foto? e i placemark di google Earth? Insomma dobbiamo fare tutto noi’ Mica penserai di cavartela così? Eppoi quel tuo amico con il nome da Conte? Quello che sta a Bruxelles? Quand’é che lo convinci a scribacchiare qualche cosina in un momento di pausa tra una sbronza e l’altra?
January 8th, 2006 at 4:18 pm
falco, ma come si fanno i placemark? son mica capace io :-(
January 8th, 2006 at 9:13 pm
Cara Je, mi hai dato lo spunto per fare un post che spieghi per bene la faccenda. Mi riprometto di scriverlo nei prossimi giorni. Intanto dovresti scaricare Google Earth a questo link. Ne avevo già parlato diverso tempo fa, ma è un consiglio che mi sento di dare a chiunque possieda un computer collegato ad internet, perché il programma, anche si in versione beta, offre già un sacco di funzionalità interessanti, ma più in là, se non ci si metterà seriamente l’amministrazione Bush a vietarlo per motivi di sicurezza, fornirà servizi integrati di mappatura del territorio, di navigazione satellitare, di guida mondiale per servizi di ogni tipo. Potrai cercare la pizzeria o il ristorante più vicini a dove ti trovi (o l’hotel, il distributore di benzina, la banca, ecc.), vederne il luogo su una foto satellitare ed essere indirizzata lì da uno stradario che ti guida passo - passo. In più potrai leggere informazioni aggiuntive e navigare tra siti proprio grazie ai placemark. :-)
January 8th, 2006 at 10:01 pm
Caro il mio CR42FALCO, hai ragione…. prometto che farò un salto nei passages più caratteristici per scattare qualche foto e inserirla. Così ne approfitto per vedere come funziona la mia nuova Nikon (il regalino di Natale che mi sono fatto…..da solo!!!)
January 9th, 2006 at 5:45 pm
il programma lo avevo già installato, infatti vedo i placemark dei post, ma non riesco a farne di miei, questo è il problema. Quindi se farai il post spiega agli handicappati come me cosa fare step by step. Grazie :-)
January 9th, 2006 at 6:30 pm
Jeneregretterien è servita! :P
January 9th, 2006 at 7:05 pm
Che meraviglia questo post! Mi sembrava di respirare l’aria della citta’! Bravissimo e non vedo l’ora di vedere le foto che farai!
January 10th, 2006 at 12:42 pm
Chiara, grazie mille per il tuo commento entusiastico!!!!!! Avrei tante cose da raccontare su questa città ma, purtroppo, il tempo non é mai abbastanza per conciliare necessità lavorative, personali e di svago (eh si, lo scrvere lo ritengo uno svago…). In realtà, avevo scritto un’altra cosa su Parigi in agosto, ai primordi del sito. Bisognerebbe chiedere a CR42FALCO che fine gli ha fatto fare……..
January 10th, 2006 at 12:46 pm
Lancer, è al suo posto. Eccoti il link.
January 10th, 2006 at 6:48 pm
E io me lo leggero’. Tu intanto Lancer continua a raccontarcela questa Parigi quando hai tempo. Si’ scrivere è uno svago anche per me ma a volte è proprio un lusso concederselo!
January 11th, 2006 at 2:13 am
merçi, falco :-D