Una perla … e mezzo nell’alta Val d’Isarco

Appunti di viaggio
di mstec005 Add comments

Placemark di Google Earth Novembre inoltrato, le temperature vanno facendosi rigide, le cime dolomitiche iniziano ad imbiancarsi e i primi addobbi natalizi cominciano a decorare i negozi. Ci si avvicina al periodo in cui la montagna, da un punto di vista paesaggistico, offre il proprio meglio e allora, qualora non abbiate ancora deciso dove passare qualche giorno intorno a Natale, eccovi un’interessante proposta. Imboccate l’autostrada A22 in direzione Brennero
Mappa A22; quando le uscite cominceranno ad avere il nome scritto sia in Italiano che in Tedesco, significherà che vi state rapidamente avvicinando a una deliziosa cittadina altoatesina, Vipiteno (Sterzing per molti “indigeni”). È una gemma incastonata ai confini tra l’Italia e l’Austria, ordinata, vivace e sempre piena di movimento e di vita. Giardini curati, strade pulite, parcheggi ordinati, casette basse e ben tenute … ne rimarrete rapiti fin dal primo istante. Lasciate la macchina in uno dei tantissimi parcheggi tutto intorno al centro storico e avviatevi per le strette e accoglienti viuzze dirigendovi verso l’alta torre che spicca in mezzo alle case: è l’emblema di Vipiteno, la Torre delle Dodici
Torre delle 12. Costruita tra il 1468 e il 1472, divide l’abitato in “città nuova” e “città vecchia”, dopo che un enorme incendio nel 1443 distrusse l’intero nucleo meridionale e ne rese necessaria la ricostruzione. A pochi passi, nell’unica piazza di una certa rilevanza e dimensioni, troverete il Palazzo Comunale: in origine era una casa borghese che venne acquistato dalla città nel 1468 e oggi fa parte delle più artistiche sedi municipali dell’Altoadige. L’edificio fronteggia la bellissima statua di S. Giovanni Nepomuceno
S. Giovanni Nepomuceno, interessante sia dal punto di vista artistico sia da quello storico. Il monumento ricorda il Vicario Generale di Praga (ca. 1350-1393) che venne fatto affogare nel fiume Moldava dal re Venceslao, in seguito al suo rifiuto di rivelargli un segreto confessionale. Secondo gli abitanti di Vipiteno il Santo protegge la città dalle acque che spesso straripano dagli argini del Rio “Faller” e del fiume “Isarco” ed evita quindi pericolose inondazioni. Dopo aver dedicato qualche minuto ad ammirare e fotografare i bovindi e le splendide insegne in ferro battuto dei negozi lungo la via principale, vi consiglio di dare un’occhiata all’imponente “Jöchlsthurn” (residenza Jöchl) -oggi sede del Museo minerario dell’Alto Adige- e alla “Deutschhaus”(il complesso edilizio dell’ex commenda dell’ordine Teutonico) che ospita il museo cittadino in cui sono conservate le parti rimanenti del famoso trittico tardogotico di Hans Multscher. Quello che però maggiormente caratterizza la deliziosa Vipiteno nel periodo invernale sono i mercatini natalizi: magari non celebri come quelli di Bolzano o di Merano, sono tuttavia uno spettacolo indimenticabile di luci e colori
Mercatini di Natale. Decorate per tradizione con mele, noci, biscotti di panpepato e con i tradizionali addobbi in legno, le tantissime bancarelle offrono una grande varietà di oggettii per l’albero di Natale e splendidi prodotti di artigianato locale che vi lasceranno a bocca aperta … e a portafoglio vuoto !! Se la bella Vipiteno non è bastata a saziare la vostra “fame di montagna”, saltate di nuovo in macchina/moto, puntate verso il valico del Brennero e dopo 2-3 chilometri entrerete nella minuscola ma carinissima Colle Isarco (Gossensass).
Colle Isarco Sorta durante il XIII secolo, nel periodo medievale vide un notevole sviluppo dell’attività mineraria grazie ai giacimenti argentiferi della vallata, ma all’inizio del XIX secolo la cittadina divenne famosa come rinomato luogo di cura, frequentato da numerosi turisti, più o meno famosi -come ad esempio lo scrittore Henrik Ibsen o il geologo Dolomieu-. Anche l’Imperatore Francesco Giuseppe frequentò spesso questo piccolo centro, tanto da farvi costruire un imponente palazzo, oggi trasformato in residence di lusso. Il particolare più suggestivo del paese è l’incantevole cappella dedicata a Santa Barbara (patrona dei minatori) impreziosita dal bellissimo trittico con elementi tardogotici e rinascimentali e in cui la messa di Natale –per non scontentare né gli Italiani né i Tedeschi- è tuttora interamente recitata in Latino. A Colle Isarco vi consiglio anche di pernottare: in generale i prezzi sono più abbordabili che non a Vipiteno e l’hotel Gudrun, in particolare, è confortevole, suggestivo e molto a buon mercato. Con questa “perla e mezzo” in tasca, ve ne andrete dalla Val d’Isarco assolutamente soddisfatti, garantito !

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10 Responses to “Una perla … e mezzo nell’alta Val d’Isarco”

  1. CR42Falco Says:

    Padauan, visto che non ti commenta nessuno, visto che mi servi, te lo dico io: bel post!
    :P

  2. Emma Says:

    E’ bellissimo davvero questo post e mi ha fatto venire voglia di partire!Emma

  3. mstec005 Says:

    Grazie Emma,sono sicuro che se decidi di passare qualche giorno da quelle parti non ne rimarrai delusa.

    P.S.:grazie anche a te Obi Uan CR42 !

  4. chiara Says:

    mastec005…ma che bell’articolo!!!! Quando si parte??????
    Chiara

  5. mstec005 Says:

    Il serbatoio è già pieno…il portafoglio per i mercatini di Natale un po’ meno ma…ci arrangeremo!!

  6. Anna Silvia Says:

    verrò a Natale! a presto

  7. mstec005 Says:

    Fammi sapere come ti sei trovata e buon viaggio !!

  8. Giada Says:

    QUanti commenti che si potrebbero fare su questa zona…per me non c’è di meglio….e come nella maggior parte dei casi concordo con il fratellone….
    Andate tutti a visitare quelle meraviglie….

  9. mstec005 Says:

    Parole sante sorellina,parole sante !!!

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