Trieste: il Museo Nazionale dell’Antartide

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Se la sede del Museo Nazionale dell’Antartide di Genova è indirizzata alla biologia e quella di Siena è orientata allo studio delle rocce antartiche, la sezione espositiva di Trieste è dedicata a quello che è forse l’aspetto più affascinante e suggestivo del continente di ghiaccio, la storia dell’esplorazione nazionale e internazione del Polo Sud.

Gli 800 metri quadri di esposizione, allestiti nel comprensorio di San Giovanni, guidano il visitatore alla scoperta dell’affascinante avventura dei coraggiosi esploratori che nei primi anni del 1900 sfidarono freddo, vento e ghiaccio per raggiungere il Polo.

Il museo si suddivide in tre settori principali: il primo è dedicato alla storiografia dell’Antartide e ospita una raccolta di preziose carte storiche provenienti da tutto il mondo che ripercorrono le tappe più significative della scoperta del continente, dalle ipotesi sulla sua posizione geografica fino alla sua esplorazione. Alcuni di questi documenti risalgono addirittura al sedicesimo secolo come ad esempio la Carta Marina Nvova Tavola pubblicata a Venezia nel 1561 o la mappa di ridotte dimensioni Descrittione del mappamondo del 1576. Accanto alle carte si può ammirare anche una copia di un globo del Coronelli, illustre geografo, cartografo e inventore che può essere considerato uno dei più importanti costruttori di globi del diciassettesimo secolo.

Il secondo settore ripercorre invece la storia dell’esplorazione dell’Antartide, con particolare riferimento ai tre protagonisti della conquista del continente di ghiaccio nei primi anni del 1900. Una serie di pannelli, modellini e strumenti originali d’epoca, illustrati da proiezioni audiovisive, racconta infatti la competizione per la conquista del Polo attraverso la storia dei suoi protagonisti. Amundsen lo raggiunse per primo il 14 dicembre 1911, meno di un mese prima di Scott che, arrivandoci, ebbe la delusione di trovarci un messaggio lasciato dall’equipaggio norvegese. Il peggio per l’Inglese doveva ancora venire: i componenti di quella spedizione infatti saranno ritrovati morti assiderati nell’inverno 1913 a soli 18 km dal campo base che avrebbe permesso loro la sopravvivenza. Ma il pezzo forte di questa sezione è la camera dedicata all’irlandese Shackleton che propone al pubblico la suggestiva ricostruzione della poppa della nave Endurance intrappolata tra i ghiacci, simbolo di una spedizione fallimentare ma leggendaria.

L’ultimo settore si occupa delle spedizioni italiane, a partire dagli inizi del novecento fino ad oggi, attraverso l’esposizione di reperti, strumenti ed attrezzature originali.

Particolare attenzione è dedicata a quella di Renato Cepparo nel 1976, ripercorsa attraverso oggetti di uso comune e strumenti, fra i quali si può ammirare il primo prototipo della motoslitta Snowcross adottata nella spedizione ma l’esposizione illustra ed approfondisce anche le più attuali campagne di ricerca in Antartide finalizzate a studi e progetti di ricerca nei più diversi campi: dalla geologia all’ecologia marina, dalla glaciologia alla robotica e altri ancora.

Una splendida esposizione per i non addetti ai lavori che potranno così accostarsi ad un ambiente affascinante e lontanissimo.

Qui (http://www.mna.it/) potete trovare ulteriori informazioni

TRIESTE, Via Weiss 21
Orari; tutti i giorni 09:00–13:00 e 15:00-19:00
Chiuso il martedì
Ingresso: 5 €

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