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Avevamo fatto “appena” 42 chilometri dei 110 totali del circuito: è tempo di rimettersi in marcia per la quarta tappa, Acqua Canale-Giano dell’Umbria (Placemark di Google Earth) (Lunghezza del percorso: 13 Km Dislivelli: in salita 440m - in discesa 680m Tempo di percorrenza: ore 4,30), una discesa praticamente ininterrotta attraverso stretti viottoli che passano in mezzo a profumatissimi uliveti e campi coltivati. Il silenzio e la tranquillità di questo sentiero è incredibile, sembra di essere fuori dal mondo e questa sensazione è ancora più forte quando si arriva al bellissimo santuario della Madonna del Fosco; altri pochi passi e, raggiunto San Felice, si scende al posto tappa di Giano.
Il tratto successivo, il quinto, porta da Giano dell’Umbria a Pian della Noce (Lunghezza del percorso: 15 Km Dislivelli: in salita 720m - in discesa 770m Tempo di percorrenza: ore 5,30) e stavolta il paesaggio è fatto di grandi boschi a cui si succedono terreni brulli, quasi desertici. Il cammino si svolge su lievi saliscendi, non è affatto faticoso e tocca dei posti interessantissimi dal punto di vista storico come la Torre di Morcicchia, tutto ciò
che rimane dell’antico castello di Castrignano risalente all’anno 1000. Da Morcicchia una carraia sale verso Monte Cucco per poi scendere nuovamente a Monte Martano e raggiungere infine Pian della Noce.
La sesta tappa, Pian della Noce-Scoppio, (Lunghezza del percorso: 11 Km Dislivelli: in salita 600m - in discesa 350m Tempo di percorrenza: ore 5,00), attraversa piccoli paesetti e terre coltivate in una tranquilla passeggiata quasi esclusivamente in piano tranne l’ultimo paio di chilometri. I punti di maggior interesse sono Ocenelli, un graziosissimo borgo arroccato su una collina, e le due pievi del XIII e XIV secolo di Sant’Onofrio da dove un breve sentiero in salita porta a Scoppio.
Scoppio-Macerino (Lunghezza del percorso: 10 Km Dislivelli: in salita 480m - in discesa 370m Tempo di percorrenza: ore 4,00), il settimo tratto, è quello che offre la maggiore
varietà di paesaggi e panorami: si va dai boschi verdissimi del Colle Citro all’azzurro del lago, dagli stretti viottoli lungo i fianchi delle colline all’ampia vallata del Maroggia passando un incantevole ponte di pietra sul fiume Maroggia prima di arrivare a Macerino.
Durante la penultima tappa, Macerino-Cisterne Vecchie, (Lunghezza del percorso: 9 Km Dislivelli: in salita 700m - in discesa 310m Tempo di percorrenza: ore 4,00), si tocca la cima più alta dell’intero itinerario, il Monte Torre Maggiore. Nonostante questo, il percorso si svolge per buona parte senza grandi dislivelli, tranne il ripido sentiero finale che conduce a Cisterne Vecchie. Si attraversano diversi piccoli e simpatici centri abitati allineati sotto alla dorsale settentrionale del Monte Torre Maggiore dove si trovano gli abbeveratoi che danno il nome al posto tappa.
E infine Cisterne Vecchie-Cesi, (Lunghezza del percorso: 10 Km Dislivelli: in salita 100m - in discesa 620m Tempo di
percorrenza: ore 3,30), l’ultima gradevolissima parte del tracciato che corre lungo i fianchi del Monte Torre Maggiore per tornare a Cesi; la tappa è quasi tutta in discesa e all’ombra dei boschi e risulta quindi molto piacevole, soprattutto considerato che si hanno già 100 chilometri di trekking “sul groppone”. Il tracciato passa per la località Le Prata e, sempre in piano, prosegue verso una sorgente e scende infine sotto l’alto sperone calcareo che sovrasta Cesi, l’agognata chiusura dell’otto.
A questo punto potrete guardarvi indietro soddisfatti !
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