È un paradiso per i turisti e gli appassionati, è il luogo ideale per chi, come me, ama la montagna in tutte le sue forme, è nel cuore della montagna più “vera” ma sa offrire una varietà di paesaggi, natura, tradizioni e dialetti unica tra le vallate alpine. È la Valtellina,una splendida fetta di territorio bagnata dall’Adda e impreziosita da alcune perle naturali come il Parco Nazionale delle Stelvio ed il Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi. Ancora oggi, dopo decenni che passo ogni momenti libero tra queste cime, non riesco a rimanere a bocca aperta quando, dopo ogni curva, mi si presenta un paesaggio diverso, la vista di un torrente che corre tra le rocce, un bosco fitto e multicolore, il grigio intenso delle rocce a picco. Da questa “fame” di scorci e panorami è nata la mia passione per il
trekking e in questo la Valtellina è davvero un paradiso per gli appassionati: si può percorrere l’antica via romana tra le Alpi, affacciarsi in un parco protetto per ammirare la natura più selvaggia e vera, riposarsi in uno dei tantissimi deliziosi rifugi sparsi nella vallata, gustarsi i giochi di luce e colori che rendono ogni panorama un capolavoro. È il caso dell’Alta Valtellina (Placemark di Google Earth) -una delle parti che preferisco- che con le sue variegate valli ed i tantissimi rifugi, è il luogo ideale sia per passeggiate a bassa quota sia per il trekking più impegnativo ed “estremo”. I possibili percorsi sono centinaia ma alcuni itinerari sono perfettamente segnati e indicati sul terreno e descritti nelle guide e nelle cartine.
Il primo, se non altro per ragioni di “età”, è l’itinerario glaciologico in Val Cedec, un anello di circa 600 metri di dislivello lungo facili sentieri e mulattiere che, in circa 4 ore, attraversa gran parte dell’alta Valfurva dove sono evidenti i segni dell’antica attività glaciale: antiche morene, impetuosi torrenti, pozze d’acqua cristallina in cui si riversano ruscelletti limpidissimi; è il trionfo dell’acqua nelle sue diverse forme: quella solida dei ghiacciai, quella liquida dei torrenti e dei laghetti, quella “artistica” che modella le rocce e caratterizza il paesaggio.
Un po’ più impegnativa è la camminata tra i pascoli d’alta quota intorno a Profa: il percorso è sempre agevole ma il dislivello è quasi il doppio per arrivare da Possa alla Bocca di Profa e il tempo necessario è di circa 5 ore; 5 ore tra baite, radure, alpeggi e pascoli pieni di genziane e margherite alpine. Gran parte del percorso domina la conca di Bormio offrendo degli scorci di rara bellezza e la possibilità di rilassarsi ai tre splendidi laghetti di Profa prima di attraversare gli omonimi abitati e scendere verso il fondovalle.

Il terzo percorso, l’anello che porta dalle torri di Fraele al Monte Scale, richiede meno di tre ore e ha un dislivello di circa 600 metri da coprire principalmente lungo mulattiere sterrate. Si parte dai ruderi delle due torri medievali che dominano la conca di Bormio per cominciare questa bellissima ascesa, che attraversando una fortificazione della Prima Guerra mondiale perfettamente conservata, porta sul versante opposto della valle che offre degli scenari completamente diversi: dove prima erano pascoli sassosi e terreno secco e impervio, ora sono prati, boschetti, corsi e specchi d’acqua come lo splendido Lago delle Scale: costeggiandolo lungo la sponda sinistra si fa ritorno alle due torri.
Decisamente meno agevole è invece l’itinerario che si snoda tra il monte
Scorluzzo ed il Filone del Mot: per percorrere questo splendido percorso ad anello, nonostante il dislivello sia “solo” di 800 metri, ci vogliono oltre 6 ore ed alcuni tratti nella discesa dal Monte sono abbastanza impegnativi. Gran parte del percorso segue una mulattiera militare finchè non si imbocca il sentiero verso il laghetto Alto di Scorluzzo e la vetta dell’omonimo Monte. Da qui si scende attraverso un percorso piuttosto difficile verso la Cresta del Mot in mezzo a rocce, fortificazioni e trinceramenti e, addirittura, un “villaggio” in quota utilizzato come alloggio delle truppe.
C’è trekking per tutti i gusti, per tutti gli interessi e per tutti ilivelli di preparazione: basta scegliere e godersi la natura e i panorami che la Valtellina offre ai suoi ospiti. [Continua]
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