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Non ci sono mostri sul suo fondale. Nessun lucertolone con il nome fantasioso. Ma anche il lago Trasimeno ha la sua leggenda, che racconta un amore. E’ una storia dal finale tragico che ancora oggi viene narrata dagli anziani pescatori. Il quarto lago d’Italia per estensione prende il nome dal figlio del re etrusco Tirreno che si insediò nella zona. Un giorno dal suo accampamento vide una ninfa, Agilla (dalla quale prende il nome Agello un paese situato sulle colline) che faceva il bagno. Tra i due nacque un amore travolgente, una passione irrefrenabile. Il re Tirreno, dopo mille reticenze, acconsentì alle nozze che vennero celebrate con tutti gli onori. Ma la felicità degli sposi durò solo un giorno. Il mattino seguente, Trasimeno, decise di fare il bagno nelle acque del lago. Agilla lo vide immergersi e restò a guardarlo dalla tenda sulla riva. Ma il giovane non tornò più a galla. Il suo cadavere non venne mai recuperato, forse perché incagliato sul fondale. Da quel giorno Agilla rimase ad attendere il suo amato, cercandolo continuamente. Finì i suoi giorni su una barca, al centro del lago, da dove controllava tutte le imbarcazioni alla ricerca del volto del suo amore perduto. I pescatori dicono che ancora oggi, d’estate quando il vento soffia dalla Toscana, si sente il pianto della ninfa che chiama il suo amato. E sempre per lo stesso motivo ogni tanto, sempre d’estate, si alza un’onda improvvisa al centro del lago che rischia di rovesciare le barche. E’ Agilla che pensa di aver riconosciuto Trasimeno in uno degli occupanti e cerca di raggiungerlo.
E’ solo una leggenda. Ma mi piaceva raccontarla. Anche perché sembra che il pianto della ninfa lo possa udire solamente chi ha amato davvero e chi ha sofferto per la perdita di una persona cara. E siccome siamo umbri, siccome siamo abituati ad essere freddi e riservati, senza mostrare mai i nostri sentimenti, per i pescatori chi dice di aver sentito il lamento di Agilla è speciale: un uomo o una donna in grado di emozionarsi per amore e di non vergognarsi a dirlo apertamente. Penso che ormai siano rimasti solamente loro a credere a questa leggenda. Per l’onda improvvisa al centro del lago e per il vento lamentoso ci sono spiegazioni razionali. Anche sulle origini del nome del Trasimeno vengono avanzate ipotesi meno fantasiose, come quella di un dono di nozze al figlio del re etrusco Tirreno, dal quale prese il nome lo specchio d’acqua. Ma a volte è bello anche immaginare Agilla seduta su una barca al centro del lago, oppure sui bastioni del paese che porta il suo nome, mentre piange e chiama il suo amore che non risponderà.
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October 12th, 2005 at 2:09 pm
Mi è piaciuto tanto ci tenevo a dirtelo. L’ho letto in classe con i miei studenti inglesi. Un successo!!!
October 14th, 2005 at 4:55 pm
Grazie Chiara! Addirittura un successo???? E’ solo una leggenda che alcuni pescatori (sempre di meno), persone semplici che amano il lago più di ogni altra cosa, ci tengono a tenere viva! E siccome anche io amo quel posto… ho pensato di raccontarla!
October 14th, 2005 at 5:12 pm
Nuvola….un piccolo particolare: Chiara insegna in un college inglese. Il successo è addirittura internazionale. Internescional, come dice la Sosò!
:P
October 14th, 2005 at 5:20 pm
Ja che lo sapevo! Internescional mi sembra appropriato… sai com’è un po’ di sana gloria non guasta mai! Gabriè… taci per favore taci!
July 8th, 2009 at 6:07 pm
Ciao! sono una studentessa di storia, sono nata a Castiglion del Lago ma vivo ormai da quando sono piccola a Firenze. Sono molto interessata alle leggende ai culti e ai miti, volevo sapere se conosci qualche libro o pubblicazione che parli di queste cose relative al lago Trasimeno, o se sai dove potrei reperirle. Grazie!