Una delle caratteristiche che i Romani ereditarono dai Greci dopo averli sottomessi fu l’importanza dell’immagine del “Capo”. Non era più solo una questione di abiti e cerimoniale, anche i palazzi in cui si viveva erano parte dell’iconografia del potere tanto che la villa di lusso, collocata al centro di una vasta tenuta, divenne un must anche per ogni Imperatore romano. Villa Adriana (Placemark di Google Earth), la più sfarzosa delle ville imperiali, ne è un perfetto esempio. Si cominciò a costruirla nel 117 a.C. ad una ventina di chilometri da Roma e con i suoi 3 chilometri di perimetro e i quasi 120 ettari di estensione è la più vasta e la più sfarzosa in assoluto, oltre che rappresentare una mirabile dimostrazione del genio costruttivo di Roma con le sue innovative e rivoluzionarie soluzioni architettoniche. Ci ho girato mezza giornata ed è bastata a malapena per averne una suggestiva visione d’insieme: la Villa, come sentirete meccanicamente raccontare ad ognuna delle numerose guide, sorse sul luogo di una precedente costruzione -portata in dote all’imperatore Adriano dalla moglie Vibia Sabina- che divenne il cuore della residenza imperiale. La Villa aveva tutte le caratteristiche di una vera e propria città con giardini, piscine, fontane, portici, bagni caldi e freddi, palestre, un ippodromo, uno stadio, teatri, basiliche e templi, oltre alle caserme dei vigili del fuoco e delle guardie
imperiali, alloggi per impiegati e per il personale di servizio, edifici più sontuosi per gli ospiti di riguardo ed altri di rappresentanza per uso esclusivo della corte e dell’imperatore. Purtroppo la maggior parte di questi capolavori è ormai ridotto a poche rovine ma queste rovine, imponenti e maestose ancora oggi, sono state di ispirazione per artisti e architetti di ogni epoca. Il Palladio, Raffaello, Michelangelo, Leonardo e moltissimi altri passarono lunghi periodi tra le mura di Villa Adriana, prendendola a modello per le loro opere tanto che una delle prime e più sfarzose ville rinascimentali, Villa d’Este (Placemark di Google Earth), sorse proprio nella vicinissima Tivoli ed è proprio qui che ho
passato l’altra metà della giornata. Questa meraviglia, voluta dal cardinale Ippolito II d’Este dopo la sua nomina a Governatore della città di Tivoli, nacque in un luogo che aveva un nome felice, “Valle Gaudente”. Era una breve vallata che scendeva tra le dolci pendici di vigne e di oliveti, percorse da stradine campestri e popolate da casupole bianche dai tetti rossi, da ruderi dorati e da qualche tabernacolo, lo stesso piacevolissimo panorama “bucolico” di cui potete godere anche oggi. Le costruzioni maestose e le terrazze sovrapposte, iniziate nel 1550, richiamano in qualche modo i giardini pensili di Babilonia, mentre il geniale sistema di condutture idriche si rifà alla tradizione ingegneristica romana. L’Architetto Pirro Ligorio realizzò un’impresa superba: scavò sotto la città di Tivoli una galleria lunga 600 metri che dal bacino dell’Aniene portava una mole incredibile d’acqua convogliandola fino alle cisterne della Villa e la utilizzò per realizzare tutte le fontane che aveva in mente usando solo il principio dei vasi comunicanti e senza impiegare alcuna forza motrice. Nei secoli successivi purtroppo, la cattiva manutenzione e continui saccheggi delle meraviglie della villa ne provocarono il degrado che continuò pressoché ininterrotto fino al termine della I Guerra Mondiale quando fu interamente restaurata riconsegnandola, per quanto possibile, all’antico
splendore. La Villa è così tornata a sbalordire con le sue meraviglie artistiche e, in special modo, coi suoi molteplici giochi d’acqua che trasportano il visitatore in una reggia d’altri tempi ubicata in giardini all’italiana di bellezza difficilmente eguagliabile, ombreggiati da secolari cipressi e sequoie. Ogni scorcio, ogni angolo, ogni fontana è semplicemente incantevole ma devo ammettere che nulla mi ha lasciato a bocca aperta tanto quanto le celebri “cento fontane”, strutturate su tre piani in cui scorrono le acque
dell’Albuneo, dell’Aniene e dell’Ercolaneo prima di confluire nella fontana della Rometta lungo un viale meravigliosamente pavimentato in mosaico di marmi antichi. Come Villa Adriana, anche Villa d’Este è aperta dalle 9 alle 17 e il biglietto d’ingresso costa 6,50 euro … soldi decisamente ben spesi, ve lo assicuro. Anche la ventina di euro che ho lasciato la sera al ristorante-pizzeria “Il Ciocco” sono stati assolutamente ben spesi: la pizza era buonissima, il servizio impeccabile e la vista notturna sulle Terme Gregoriane illuminate da uno splendido gioco di luci è a dir poco mozzafiato.
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February 21st, 2006 at 9:10 am
Salvato! Grazie….lo uso in classe!
February 21st, 2006 at 10:18 am
You are welcome!!