Tartufo in mostra

Appunti di viaggio
di Gabian Add comments

Giri, rigiri, sali e poi scendi, ma alla fine ti ritrovi sempre nella piazza. Il pavimento in basalto e un quadrato di case: cemento, pietra, tufo, il giallo fresco di quelle appena rifatte, il colore sempre uguale, sempre scuro e maculato di quelle che sono lì da cent’anni. Ma l’aria è uguale in ogni vicolo. Più che l’aria, il profumo. Tartufo, nero, forte, insistente. In paese la chiamano sagra. L’Ept ci tiene a dire “mostra-mercato”. Ma in fondo cosa cambia: a Bagnoli Irpino il tartufo lo provi sulla pasta, sul pane, sulla polenta senza stracciarti le tasche. Non ce l’ha il blasone d’Alba. Ma quando mi è capitato di vedere, tenuto come la reliquia di San Gennaro che si mostra-e-non-si-tocca, quel cosino pallidino dall’accento piemontese, ho sempre pensato che i profumi, i sapori non vanno accennati, ma sentiti con tutto il cuore. Un po’ come il caffè. Questione di gusti, ma chi si professa “caffettiero” sostiene che lo zucchero vada abiurato. Perché cosa resta dopo l’amaro? il sapore del caffè!

E allora perché di un tartufo sentire appena appena l’essenza? perché provare il sapore giusto un po’? Tanto si sa: piace o non piace, ma mai appena un po’. E allora preferisco quello intenso, forte e saporito di Bagnoli. Qui il programma dell’evento. E si mormora, si dice che in quel paesino che sta sotto una bellissima piana in mezzo alle montagne, non sarò l’unica blogger. Ne verranno a frotte. Perché ne vale la pena.

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2 Responses to “Tartufo in mostra”

  1. brugue Says:

    Ci saremo… ci saremo…

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