Category Archives: Moleskine

Mangiare bene a Londra

070226_CanteenF.JPGCome in tutte le grandi città, anche Londra è un vero e proprio bailamme di ristoranti di vario tipo, pub, tavole calde, rosticcerie e chi più ne ha più ne metta. Sceglierne uno è un vero azzardo soprattutto perché se ne cercate uno in cui eravate stati in occasione della vostra ultima visita, con ogni probabilità scoprirete che non c’è più o che, nel migliore dei casi, ha cambiato gestione.

Ce ne sono tuttavia alcuni, piuttosto “stabili”, che meritano decisamente una visitina …

Il primo è Canteen, all’insegna della cucina più tradizionale inglese ma in un ambiente quanto mai moderno e trendy, fatto di discreti separè ed enormi tavoloni in quercia su cui vengono serviti deliziose torte salate al pollo e dragoncello o enormi bistecche, accompagnate da patate al cartoccio, insalate o piselli.

In moto tra Campania, Basilicata e Puglia

Basilicata_Campi_di_Grano.jpgLa terra cambia aspetto chilometro dopo chilometro, passando da pesaggi alpestri a boschi di un verde scurissimo, per assumere poi un andamento più dolce, nella luce dorata di sterminate distese di grano che sembrano animarsi di vita sotto il vento. Cambiano i dialetti, gli accenti delle persone, i colori delle case, sicché ci si rende conto che ci sono strade particolari ed antiche che attraversano confini impalpabili.

Passeggiata romana per libri

[…]il ciclo della vita è settimanale: forse è questo il segreto della sua saggezza. Nessuno fa programmi oltre la domenica, giorno in cui tutti si danno al bel tempo, come se il mondo dovesse finire all’indomani. Oltre la domenica c’è il Nulla, il tempo perde ogni significato. Questo costume si deve allo spavento che qui provarono nell’anno Mille, quando la fine del mondo fu data per certa dai profeti. D’allora il cittadino si tiene pronto: e se la fine del mondo avverrà di lunedì, morirà soddisfatto e senza sorprendersi.[…]

[…]Si vive in questa città troppo bella, amandola, maledicendola, proponendosi ogni giorno di lasciarla e restandoci. L’indifferenza delle sue fontane, delle sue donne, delle sue mura fa perdere allo straniero ogni fede in se stesso. O mia capitale!

Ennio Flaiano – Diario Notturno. 1945

Ieri gironzolavo per le strade intorno a Corso Vittorio Emanuele, alla ricerca di una libreria che ho scoperto non esistere più. Una di quelle librerie piccole piccole che la fretta e la grande distribuzione stanno facendo scomparire. Sono rare le occasioni per passeggiare senza meta in città, in un mattino di un giorno feriale. Quasi mi assaliva un senso di ansia, di colpevole inquietudine. Questa parte della città è forse quella che amo di più, così ricca di vicoletti e strade nascoste, di scorci meno noti, di lapidi pontificie, di negozi d’antiquariato, di botteghe d’arte, di artigianato. Sono rimasto stupito da quanta gente riempisse le vie del centro, andando per saldi. E mi sono tornate alla mente le parole caustiche di Ennio Flaiano che descrive la Capitale del Paese dei Poveri. Mi ha sorpreso la loro attualità, nonostante fossero state scritte in una Roma ancora semi-distrutta dalla guerra. L’aria era frizzante e piacevole come soltanto può esserlo un giorno di pausa dal lavoro preso giusto per staccare la spina dalla tremenda routine di un ufficio. Non è stata una passeggiata persa, perché girovagando senza più una meta precisa mi sono imbattuto in tre librerie che vi segnalo:

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