Category Archives: Appunti di viaggio

Pianificare un viaggio – parte 1

Qualche tempo fa, sull’onda emotiva di un tragico fatto di cronaca, scrivevo sull’importanza di “pianificare” i propri viaggi con particolare attenzione alla sicurezza e all’incolumità personale. L’uso delle virgolette è d’obbligo, giacché in molti associano la parola ad uno dei celeberrimi episodi di Bianco, rosso e Verdone, nel quale un pedante marito, Furio, finisce per pagare la sua smania per i dettagli con le corna da parte di una moglie esasperata, Magda (tu-mi-adori?).
Per carità!
Dico solo che, nel frattempo, la lista dei paesi a rischio è aumentata a dismisura. Temo non altrettanto la consapevolezza dei viaggiatori.
La scorsa estate, insieme con alcuni esperti colleghi, ho avuto l’opportunità di parlare di questo argomento in occasione di un corso di formazione avanzata per operatori civili nell’ambito delle missioni di peacekeeping e peacebuilding organizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Croazia, l’Adriatico incontaminato

istria

Chilometri di coste baciati dal sole, spiagge accarezzate da un mare cangiante e cristallino, villaggi di pescatori che colorano l’entroterra e affascinanti borghi ricchi di cultura e storia. Siamo in Croazia, nella parte nord occidentale dell’Istria, quella più vicina al confine italiano, dove sorgono 4 perle dell’Adriatico: Umago, Cittanova, Verteneglio e Buie. Un territorio ricco di meraviglie naturali, una tradizione culinaria che conta su genuini prodotti locali, strutture ricettive di lusso e comfort con centri benessere all’avanguardia: tutto questo assicura una vacanza all’insegna di mare, wellness e buona cucina.

Dialogo con la ceramica a Caltagirone

Locandina_picasso

Sarà inaugurata domenica 28 luglio, alle 18, nel restaurato Palazzo Libertini, la mostra “Pablo Picasso/Pan Lusheng – Dialogo con la ceramica” che – promossa dall’assessorato ai Beni culturali e al Turismo del Comune di Caltagirone e curata da Annamaria Orsini e Vincenzo Sanfo – si svolgerà nella città della ceramica, in tre distinte “location” (oltre a Palazzo Libertini, anche l’ex Carcere borbonico e il Museo diocesano) sino al 22 settembre.

Lucerna, la magia del ponte e del lago

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E’ una città non grandissima, ma senza ombra di dubbio carinissima. Ho scoperto Lucerna quasi per caso, un anno fa, durante un viaggio in giro per l’Europa che ha portato me e la comitiva con la quale viaggiavo fino ad Amsterdam rigorosamente in pullman. Un viaggio ricco di esperienze che, fino ad oggi, non avevo mai raccontato qui. Adesso è il momento buono per farlo. E come tutti i viaggi che si rispettino comincio proprio dalla partenza e dalla prima tappa: Lucerna, appunto. Come tutti i viaggi lunghi è stato necessario partire all’alba. Una bella sfacchinata che ci ha portato al confine con la Svizzera per l’ora di pranzo.

Magnum Photos – la fotografia d’autore online.

Magnum Photos è una cooperativa internazionale di fotografi, con agenzie principali a New York, Parigi, Londra e Tokyo, sedi minori in tutto il mondo.
Fondata nel 1947 da Robert Capa, David Seymour, William Vandivert, Henri Cartier-Bresson e George Rodger per dare un senso all’enorme lavoro di documentazione che questi grandi fotografi svolsero durante la seconda guerra mondiale, la Magnum è legata alle immagini più significative ed emozionanti del ventesimo secolo.
Il suo archivio contiene più di 350.000 foto disponibili online, che spaziano dal foto-giornalismo, ai documentari di viaggio, alla cronaca, ai reportage di guerra.
I podcast ed i videopodcast, fra i più autorevoli e seguiti al mondo, sono una vera miniera di suggerimenti ed esempi da studiare per chi è appassionato di fotografia.
Nello store è possibile ordinare i celeberrimi books fotografici direttamente online.

Diario inglese. Sempre in coda

Bradford è un piccolo areoporto. Piccolo ma internazionale. O forse sembra piccolo perché è ordinato, disciplinato, silenzioso. Tutto è ordinato e silenzioso nello Yorkshire. Arrivare da Fiumicino, dove si è lasciata l’auto in doppia, tripla, anche quadrupla fila, dove si è fatto a pugni al check in, dove si tiene stretto il bagaglio, dove un ritardo tira l’altro, e calarsi in una in-fila.jpgrealtà completamente diversa non è semplice. La durata del viaggio, appena due ore e quaranta, non aiuta. Bisogna essere bravi a calarsi nella novità, perché il primo impatto sono le file. Le code: gli inglesi fanno code per tutto. Penso alle volte che ho preso un caffè al Gambrinus di Napoli. E’ il caffé più antico ed elegante di Napoli. E non c’è fila, solo ressa al banco. Bettys a York è una sala da tè di epoca liberty. Con i suoi specchi in argento, gli arredi eleganti e una grande vetrina sulla piazza principale di York. Prendere un tea da Bettys significa appartenere alla middle class di York. Non è locale da turisti, anche se è di molti la curiosità di leggere i nomi dei soldati americani passati di qui durante la seconda guerra mondiale. Sono nomi incisi con l’anello di diamante sullo specchio della sala di Bettys. L’unica e l’ultima traccia per tanti.
Se invece occorre del tè, ce n’è di tutti i tipi: per il mattino, per il tardo mattino, dopo colazione, per il pomeriggio, per la sera, per la cena e per il dopo cena. Aromatico, classico… si è capito? siamo nel cuore dell’Inghilterra!
Ma bisogna far la fila. Anche un’ora, che per un italiano sarebbe un’ora di bestemmie pensate, facendo la massima attenzione che qualcuno non tenti di fare il furbo. E invece sono tutti pazienti, tranquilli. Aspettano.

Diario inglese. Lesson uan

Io non volo. Io ho paura dell’aereo. Non di stare tra le nuovle, di sentire leggeri vuoti d’aria all’altezza dello stomaco. Ma di decollare e di atterrare. Quelli sono i momenti in cui il controllo passa ad altri e le mani mimano la presa, mentre i piedi affondano su un freno che non esiste. Non saper volare significa essere consapevoli che il mondo là fuori è lontanissimo. Invece, poi, capita un invito. E la paura va in un angolo. E’ la curiosità a vincere. Almeno fino a quando non si presenta quel muso tondo e grande, una scaletta e uno spazio apertissimo. Signori, siamo in pista, ho ancora tempo per dire “no grazie, io torno a casa”. A casa ci sono tornata, ma dopo il viaggio. E’ bastato chiedere a un’hostess: “Scusi, ma questo coso grigio regge in aria?”. Lei gentilmente sorride e dice: “Sì, sopra le spiegheranno come pedalare per reggere la quota”.
I pedali li ho cercati; non c’erano. Ho scoperto, invece, guardano fuori dal finestrino, quel patchwork dai toni caldi disteso sull’Inghilterra e ho ringraziato Jet2.com.
Qui comincia un diario inglese. Lesson uan: perdersi un viaggio nello Yorkshire per una stupida paura sarebbe stato un delitto.

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