[…]Stava [la tigre] per riprendere lo slancio per gettarsi sui cacciatori, ma Sandokan era lì. Impugnato solidamente il kriss si precipitò contro la belva e prima che questa, sorpresa da tanta audacia, pensasse a difendersi, la rovesciava al suolo, serrandole la gola con tale forza da soffocarle i ruggiti.
- Guardami! - disse. - Anch’io sono una Tigre! -
Poi, rapido come il pensiero, immerse la lama serpeggiante del suo kriss nel cuore della fiera, la quale si distese come fulminata.[…]
Emilio Salgari scrisse i romanzi di avventura di Sandokan e delle Tigri della Malesia senza mai lasciare l’Italia. La Malesia l’aveva esplorata soltanto sulla carta geografica. Cosa fosse un kriss l’aveva probabilmente letto su qualche libro. Non aveva gli strumenti avanzati di oggi, ma il dono della fantasia. Ne aveva una riserva infinita. Forse per questo morì suicida.
La fantasia è la nostra tavolozza di colori, un bazar di profumi, un libro fitto di parole. E’ tutte queste cose insieme e molto di più. E noi ne abbiamo il dominio assoluto. Fino a quando la vita ce la nasconde con la quotidianità. Per inciso a me la Perla di Labuan stava un po’ antipatica e, fra l’altro, non è in Malesia che voglio portarvi oggi. Nessun paragone con Salgari, ma la mia fantasia me la tengo stretta e non finisco mai di stupirmi di quanti strumenti ci siano a disposizione per farla viaggiare in ogni angolo del mondo. A volte un viaggio fatto con la fantasia regala più emozione e coinvolgimento di un pacchetto turistico pre-confezionato. Per esempio!

Qualche settimana fa ero in libreria per scegliere alcuni regali natalizi, quando mi sono imbattuto in uno stupendo libro di fotografie di Robert B. Haas, con prefazione di Kuki Gallmann: “Through the Eyes of the Gods”.
Vi assicuro che le foto parlano da sole. Foto di luoghi, di animali, di gente. Foto dai colori talmente vivi che sembra di essere laggiù, in Kenya, in quella regione a cavallo della Rift Valley che si chiama Laikipia. In quella regione dove è nato l’uomo.
Vi porto a Ol Ari Nyiro, il “posto delle acque scure” in lingua masai, dove la savana è punteggiata di alberi d’acacie e si stendono foreste di olivi selvatici e di cedri rossi;
dove acque di un verde cupo sgorgano dal granito e serpeggiano in valli profonde, lungo dirupi coperti di aloe. Fermatevi a guardare, in silenzio. Ascoltatene la voce. E’ Mukutan, la gola dove un torrente tortuoso disegna cascate, correnti in tumulto e stagni tranquilli dove uccelli ed animali di ogni specie vanno ad abbeverarsi. E’ uno degli ultimi luoghi al mondo dove vive il rinoceronte nero.
Dove nascono, vivono, uccidono, mangiano, corrono, muoiono leoni, leopardi, zebre, ghepardi e impala. E’ l’Africa di Stanley e Livingstone, presumo. Delle spedizioni geografiche e dei grandi esploratori, della ricerca delle sorgenti del Nilo, dei colonizzatori e dei colonizzati, popoli fieri e legati alla terra con ostinazione, con disperazione.
Kuki Gallmann nel 1972 venne a vivere a Ol Ari Nyiro e la sua è una storia di morte e di rinascita, come tante storie dell’Africa. Qualche mese fa vidi il film tratto dal suo romanzo più conosciuto, “Sognavo l’Africa” e mi resi conto che, anche se ero già stato in Kenya per lavoro, non ne avevo visto e compreso granché. Ho letto il suo romanzo e poi la sua storia mi è ritornata alla mente con le foto di cui vi parlavo, così ho deciso di cercare la sua fattoria. Non è stato proprio facilissimo scovarne la posizione esatta. Ho confrontato varie mappe su internet, ma non sono abbastanza particolareggiate, quindi il mio placemark di Google Earth può avere un errore, credo, di un paio di chilometri. Se qualcuno di voi riesce a fare di meglio è il benvenuto. Questa curiosità ne ha stimolate altre. Vi propongo qualcosa.
Oggi la fattoria di Kuki Gallmann è diventata una fondazione ed un centro di ricerche per la conservazione di quei luoghi meravigliosi, delle tradizioni e dello stile di vita della gente che li popola, degli animali, delle piante. Vi consiglio di dare un’occhiata al loro sito internet: The Gallmann Africa Conservancy. Per finanziare i progetti di questa fondazione Kuki Gallmann ha creato due resort, completamente immersi nell’ambiente circostante: il Mukutan Retreat ed il Makena’s Hills Luxury Tented Camp, dove si alloggia in enormi tende. Sono due rifugi sulle colline del Mukutan, proprio a cavallo della grande Rift Valley. Il panorama è mozzafiato: cascate, alberi, sorgenti termali, una magica atmosfera notturna, il silenzio, i suoni. Pur essendo tra savana e foresta, questi luoghi di vacanza sono perfettamente integrati nel paesaggio, quasi nascosti. Ci sono tutte le comodità, ivi compreso il telefono satellitare, e ci si arriva da Nairobi (alla vostra destra non potete perdervi la cima imbiancata del leggendario Monte Kenya) con uno di quei turboelica che si vedono in tutti i film dell’Africa, in atterraggio su una striscia semi-preparata. Il costo è decisamente elevato (circa 320$ a notte a persona), ma sognare è gratis, quindi andiamo avanti. Nella zona ci sono altri posti dove alloggiare. Su internet troverete diversi portali, ma io vi consiglio di dare un’occhiata qui e qui. Sembrano quelli più ricchi di offerte.
Il Kenya non è un posto tranquillissimo nell’ultimo periodo e per andarci, inoltre, occorre fare una buona profilassi ed essere dotati di grande spirito di adattamento. Ma vedere luoghi così credo che valga la pena, con tutte le dovute attenzioni.
Vi consiglio di fare una buona navigazione su questo sito, perché è una miniera di informazioni: ci trovate mappe della regione, fotografie, un’intera e ricchissima guida in .pdf sul Kenya, addirittura i waypoints più significativi del Kenya in formato .csv, cioè scaricabili direttamente sul GPS.
Se invece volete vedere una serie di bellissime foto sul Kenya, andate qui.
Io intanto scrivo a Kuki Gallmann. Magari mi invita!
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January 11th, 2006 at 5:17 pm
Ovviamente poi rigiri l’invito anche agli amici! Il Kenya è uno di quei paesi che mi piacerebbe visitare. Un tempo avevo anche ad organizzare poi, tra un casino e un altro, è andato tutto a quel paese! Se riesco a ritrovarle e a scansionarle dovrei avere un paio di foto scattate da un’amica… Cerco a casa e faccio sapere!
January 11th, 2006 at 6:01 pm
Bellissimo post…bellissimi posti!!
Dopo un veneziano in Cina…ora una Veneziana in Africa:quando el leon alsa la coa tute le bestie sbasa la soa.
Scherzi a parte,mi sono proprio goduto questo pezzo !
January 13th, 2006 at 5:39 pm
Si’ molto "molto bellissimo"!
February 25th, 2006 at 4:43 pm
Anch’io ho conosciuto Kuki Gallmann. Sul mio blog ho pubblicato alcune mail che ci siamo scambiati in passato.
Ciao, Romano
February 26th, 2006 at 10:36 am
Sono andato a leggere, Romano.Torna a trovarci!