Scarpe ai piedi e zaino in spalla: trekking in Sardegna

Appunti di viaggio
di Simonetta Add comments

Gola_di_Gorropu.jpgIn Sardegna lo chiamano il Gran Canyon d’Europa: forse l’accostamento è un po’ azzardato ma il silenzio rotto solo dal fischiare del vento e la natura selvaggia e incontaminata tutto intorno rendono davvero impressionante un’escursione nella Gola di Gorropu (Placemark di Google Earth), tra il supramonte di Orgosolo e quello di Urzulei. Le pareti verticali, alte fino a 450 metri, di questa profonda fenditura scavata secolo dopo secolo dalle acque del rio Flumineddu, ed il suo fondo da enormi massi bianchi levigati dal tempo e dalla natura sono la cornice ideale per qualche ora di trekking, piacevole e per nulla impegnativo. Il percorso, piacevolmente ombreggiato per lunghi tratti da una “galleria” di foltissimi oleandri, segue una comoda carrareccia chiusa tra le pareti del Monte Oddeu da un lato e dalle acque tranquille del rio Flumineddu dall’altro. Ma l’impressione di una “passeggiata come
Gorroppu.JPG un’altra” svanisce ben presto: arrivati all’imbocco della stretta e sassosa mulattiera, si rimane infatti  a bocca aperta davanti a due enormi lecci secolari, simili a delle imponenti colonne, che sembrano fare la guardia all’ingresso di questa gola selvaggia e primordiale. Ci si affaccia timidamente e non si può evitare di sentirsi intimoriti dalle strette ed altissime pareti che a malapena lasciano filtrare la luce. Mano a mano che ci si avventura verso l’interno, il paesaggio muta in continuazione: il torrente sotterraneo sbuca spesso e volentieri in superficie creando delle pozze d’acqua verdissima prima di scorrere a cielo aperto per un po’ e svanire nuovamente tra le rocce per farsi rivedere solo alle famose sorgenti di Su Gologone, a chilometri e chilometri di distanza. Il percorso da un capo all’altro della gola può essere coperto in circa due ore passeggiando fra i grandi massi calcarei, meglio se con un paio di buone scarpe da trekking. Solo il tratto finale, circa un chilometro e mezzo, si snoda tra corde picchettate nei massi e sentieri strettissimi fiancheggiati da
Gola_Flumineddu.jpggrotte, ma è comunque percorribile senza particolari equipaggiamenti. Il resto del percorso invece è praticabile soltanto con un’attrezzatura adeguata: si incontrano infatti frequenti salti nel vuoto che terminano generalmente in piccoli laghetti cristallini da percorrere a nuoto o con il canotto e che richiedono pertanto imbracature, funi, mute in neoprene o canottini e bidoni stagni. Difficile descrivere le sensazioni che si provano al cospetto di questa meraviglia della natura: credo che l’unico modo per rendersene conto sia caricarsi lo zaino sulle spalle, indossare le scarpe da trekking e godersi questa Sardegna inedita ma comunque incantevole !

Sito della Società Gorropu

Sito della Società Paratrek Sardegna

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