Sardegna in agosto. Piccolo manuale di sopravvivenza/3

Appunti di viaggio
di CR42Falco Add comments

Un itinerario in moto lungo la Costa del Sud- Da Sant’Antioco a Nora. 

Il Maestrale quando ci si mette soffia per giorni e giorni, talvolta - e per pochi attimi - tanto leggero da portarti sollievo dalla calura della spiaggia o della strada, talvolta così robusto da trasformare i granelli di sabbia in piccole insopportabili punture di spillo.

Quando è così - perché il maestrale è volubile e capriccioso - ti conviene girare i tacchi e scegliere una caletta più riparata. E anche lì, a meno che un muro di scogli o una bella collina non ti proteggano dalle sue raffiche, c’è da far presto ad uscire dall’acqua e infilarsi sotto un telo.

Se viaggi in moto è qualcosa che, dopo qualche attimo di sorpresa alla prima raffica malandrina, impari a contrastare accentuando le curve con il corpo o prendendole con cautela. Dipende. La chiamano componente orizzontale. Soprattutto se finisci in terra.

Il vento è una presenza incessante di quest’isola, un abitatore straniero, in eterno movimento, che piega gli alberi, scolpisce e leviga le rocce, riveste i paesaggi più solitari dell’interno e le coste più aspre di un’atmosfera solenne, che nulla ha a che vedere con le torme vocianti di una spiaggia affollata.

Ci accompagna lungo la strada mentre attraversiamo la lingua di terra che collega l’Isola di Sant’Antioco alla Piana del Sulcis. Ci accompagna verso Teulada, mentre costeggiamo l’interminabile recinzione del poligono militare. Ci segue nelle curve fino a Domus de Maria, che dominano il paesaggio brullo e maestoso dell’Iglesiente. Ci aspetta a Nora, fra le rovine della città romana che fu cartaginese e prima ancora fenicia.

E’ lì che, dopo la visita guidata, ci fermiamo in silenzio a guardare il mare. E a immaginare i giorni dorati di questo lussuoso avamposto di civiltà circondato da pastori e contadini vinti e mai domati del tutto. Il teatro, le terme, il porto, il mercato, i templi. La vita comoda e vivace di una colonia lontana vento e mare da Roma, il centro del mondo.

La strada del ritorno segue la costa da Chia, con le rovine antiche di Bithia, attraverso Capo Spartivento e Capo Malfatano, fino al Porto di Teulada e poi ancora agli stagni di Porto Pino, colorati di rosso al tramonto.

Ogni curva riserva uno spettacolo nuovo ed emozionante. La roccia e la vegetazione mescolano i loro colori di terra con l’azzurro del mare ed il bianco della spuma.

Anche ad agosto, se c’è vento, puoi avere la fortuna di incontrare soltanto pochi bagnanti in specchi d’acqua che sembrano stagni cristallini scavati per diletto di qualcuno.

Non sono i caraibi, con la loro bellezza da fuga dalla realtà e la loro giovane storia di pirati e corsari.

In queste acque di commovente bellezza i cartaginesi celebravano riti antichi e misteriosi. Seppellivano i loro morti e placavano le ire del loro dio con sacrifici. Sui promontori della Costa del Sud gli aragonesi costruivano torri di avvistamento aspettando la prossima scorreria dei mori.

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6 Responses to “Sardegna in agosto. Piccolo manuale di sopravvivenza/3”

  1. Lesorja Says:

    E che sacrifici!!!!!

  2. nuvola75 Says:

    Mamma che invidia! Ma le foto non le metti??? Così giusto per farci schiattare meglio… Tranquilli… ci sono… e presto tornerò anche con qualche post grazioso! Pazientate solo un attimo!

  3. contevico Says:

    Innanzi tutto una preghiera: non si potrebbero avere problemini un po’ più facili? Quel "5 sommato a 1" mi ha messo in difficoltà, ecco.Ciò detto, non è bello prendere per le mele gli amici: me li immagino i sacrifici.E allora sapete che vi dico? Vi auguro di ingrassare trenta chili (altro che quattro) e di non riuscire a trombare più. Ah già, dimenticavo: quello già non vi vi riesce più ora.Tiè 

  4. CR42Falco Says:

    Ma noi si può sempre dimagrire…;-) 

  5. nuvola75 Says:

    Marià… a dire il vero la situazione è più complessa… mo è difficile anche provare a postaree… chiede password di continuo! Vabbuò!

  6. Lesorja Says:

    Ma come hai fatto a scoprire che non mi riesce più?

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