Gli etruschi non andavano in bicicletta di questo non bisogna affatto dubitarne, eppure, se solo avessero voluto, avrebbero potuto godere di uno dei percorsi più suggestivi del centro italia, anche se va detto che per loro l’Italia non esisteva. Un itinerario secondo solo alla strada della principessa verso il golfo di Baratti, sovrastato com’è dalla bella Populonia e dalle sue pinete intrise di storia antica e di briganti che attraversavano quelle paludi.
Sarà per via del bruciore che mi attanaglia ancor’oggi il braccio, che il senso di precarietà di un ponte di legno sul torrente nel bosco mi sale ancora dentro, forse tutta questa beatitudine è frutto semplicemente del rollio dei pneumatici trasmesso alle braccia, il rollio del vento nelle orecchie durante le discese all’impazzata. Sarà tutto questo a riportarmi la pelle ed i sensi con astuzia infinita sulla strada romana che scende verso i tumulti del Fiora. Rimane il fatto che Vulci è un luogo magico , fatto di acqua, di boschi e di suggestioni forti, qualcuno addirittura pensa di aver visto il ritratto di una donna velata nei chiaroschuri del bosco… ma forse è stato solo un effetto di luci e di ombre, si scendeva veramente troppo forte su quei sentieri serrati.
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May 4th, 2006 at 12:54 pm
davvero un luogo magico.
ne avevo parlato anche io qui:
http://jeneregretterien.splinder.com/post/5751520