Racconigi, porta della provincia Granda, è una graziosa cittadina del cuneese famosa nel mondo per lo splendido castello sabaudo, patrimonio mondiale dell’UNESCO, che fa bella mostra di sé ai margini del centro storico. Tuttavia, anche se ne fu sempre “oscurata”, la dimora estiva dei Sovrani d’Italia non è l’unica attrazione della città: dietro ai portoncini scuri delle vie del centro, si nascondono le tracce di un’epoca di grande splendore, il settecento, in cui l’industria serica da un lato portò ricchezza e prestigio agli abitanti del borgo, cresciuto in seguito sotto ai Savoia fino a diventare la cittadina che è oggi. Le prime notizie riguardanti il Castello di Racconigi (Placemark di Google Earth) risalgono al tardo Medioevo e raccontano di una tozza casaforte turrita
su cui Manfredo II, marchese di Saluzzo, fece innalzare nel XII secolo un nuovo castello di pianta quadrata, con tanto di cortile interno, torri agli angoli e fossato, che divenne una delle roccaforti poste a difesa del Marchesato. Solo nella seconda parte del XIV secolo il feudo passò ad un ramo secondario dei Savoia che mantennero inalterata la struttura del maniero, continuando ad usarlo per fini militari. Estintisi i Savoia-Racconigi, la cittadina passò ai Savoia-Carignano che promossero la prima radicale trasformazione del castello facendolo diventare la propria Villa di delizie sotto la sapiente guida dell’architetto Guarino Guarini. Al genio del Modenese si devono la splendida facciata settentrionale che si apre sul parco ed il salone centrale con l’imponente torrione, mentre la facciata
meridionale, affacciata sul paese, rimase incompiuta fino alla metà del Settecento quando Ludovico Luigi Vittorio affidò a Giovan Battista Borra la ricostruzione in stile neoclassico della facciata verso l’abitato. L’architetto progettò una splendida scalinata circondata da colonne ioniche, modificando nel contempo gran parte degli appartamenti e delle sale in stile neoclassico, alcuni dei quali, come il salone d’Ercole, la sala di Diana e gli appartamenti cinesi sono arrivati inalterati fino ad oggi. Fu Carlo Alberto, futuro re di Sardegna, ad eleggere il castello dimora delle Reali Villeggiature affidando all’architetto di corte Ernest Melano l’ampliamento necessario per ricavare al primo piano nuovi appartamenti mentre il decoratore Pelagio Palagi fu incaricato dell’arredamento e della decorazione dei piani nobili. Quanto al Parco, se già nel trecento si ha notizia di un giardino legato al castello, l’estensione ed il profilo comincia ad essere documentata solo a partire dal XVII secolo, quando André Le Nôtre, il più importante progettista di giardini del Barocco, imprime al verde della tenuta una precisa fisionomia, con una sistemazione ad aiuole digradanti ed un ampio viale centrale. Anche nel secolo successivo viene mantenuto il taglio scenografico del giardino “alla francese”, mentre nell’Ottocento il parco è
caratterizzato dalla varietà della vegetazione, dalla tortuosità dei percorsi e da importanti interventi di ingegneria nella realizzazione dei ponti sui corsi d’acqua che si sono mantenuti fino ai nostri giorni. Dopo la scomparsa di Carlo Alberto, le lunghe villeggiature estive dei Sovrani divennero visite fugaci, almeno fino all’ascesa al trono di Vittorio Emanuele III (1900) quando venne ristrutturato e modernizzato con impianti elettrici e di riscaldamento, bagni ed acqua potabile rendendo il palazzo idoneo ad ospitare regnanti stranieri. Durante la Grande Guerra le opportunità di soggiornare a Racconigi furono scarse, mentre negli anni successivi il castello ed il parco furono residenza delle villeggiature dei Savoia fino al secondo conflitto mondiale dopo il quale vennero poi acquistati dallo Stato e, dopo lunghi e costosi lavori di restauro, furono aperti al pubblico nel 1987.
Orari: dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 18.30.
Ingresso 5 € (Cumulativo con il parco 6 €)
Sito del Comune di Racconigi www.comune.racconigi.cn.it/
Sito ufficiale del Castello di Racconigi www.ilcastellodiracconigi.it/ita/index.htm
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