Pulire il sensore CMOS / CCD - ovvero leggere sempre prima le istruzioni!

Appunti di viaggio
di Eto Demerzel Add comments

Nella borsa di ogni viaggiatore c’è una macchinetta fotografica come nello zaino di ogni soldato c’è un bastone da maresciallo. Ci si scopre fotografi per la semplice ragione che la fotografia è il mezzo più immediato per fissare i ricordi, condividere le sensazioni e le esperienze di viaggio, poter affermare con sè stessi e gli altri “sono stato lì”.

Poi capita che l’iniziale “sindrome da giapponese”, magari cominciata con una usa e getta o con una macchinetta digitale superautomatizzata, si evolva in qualcosa di più. Ci si scopre fotografi per passione, magari molta più passione che capacità, ma non importa. Si scopre che cinque o dieci scatti rubati al momento giusto descrivono i luoghi, la gente, le sensazioni, molto più di un resoconto minuzioso, molto più di centinaia di immagini prese lungo il cammino con l’ansia di immagazzinare tutto.

Insomma, ci si ritrova fra le mani una macchinetta più “seria” ed una guida per principianti alla scoperta dei segreti della fotografia. Ci si ritrova a chiacchierare, con i soliti amici “esperti”, delle sottili differenze cromatiche tra la pellicola tradizionale ed il sensore CMOS di ultima generazione di una reflex digitale.

Si frequentano forum e blog di fotografia, con l’umiltà e lo stupore del neofita, per scoprire che, alla fine, sembra quasi che il mezzo abbia soppiantato il fine, che è fotografare. Ma questo è un discorso troppo lungo, perdonate la divagazione.

Cercavo, appunto, un articolo serio per risolvere un problema: la polvere. La maledetta polvere che comincia con una macchiolina sempre nello stesso punto sulle tue immagini digitali e ti avvisa che è arrivata l’ora di pulire con più cura l’obiettivo, la custodia, il maledetto sensore CMOS / CCD.

Uno dei problemi principali di qualunque animo eclettico (cioé di qualunque buono a nulla) è la vergognosa abitudine a fare le cose senza aver prima letto bene il libretto delle istruzioni: alzi la mano chi non ha mai commesso l’irreparabile!

Ora, per comprendere fino in fondo tutte le funzioni di una moderna reflex digitale occorrono molta pazienza ed una laurea in ingegneria nucleare. Non possedendo né l’una né l’altra, ho felicemente imbrattato il sensore CMOS della mia macchinetta con il propellente di una bomboletta di aria compressa. NON USARE UNA BOMBOLETTA DI ARIA COMPRESSA PER PULIRE IL SENSORE CMOS era scritto fra LE COSE DA NON FARE ASSOLUTAMENTE per pulire il (delicatissimo) sensore: PANICO TOSSICO!!!

Dopo una breve ricerca fra le prime dieci o quindici posizioni di Google sull’argomento, ho trovato almeno quattro o cinque articoli sull’argomento, ognuno dei quali suggerisce un metodo più o meno diverso dall’altro per compiere da sé la difficile e delicata operazione.

C’è chi lo fa a secco e chi lo fa con l’etere. Chi suggerisce diversi accorgimenti preventivi (la famosa guerra preventiva alla polvere) e chi vi spiega passo-passo come realizzare una spatolina per la pulizia a partire da una carta di credito (metodo furio!). Una cosa è certa, anzi due:

NON USATE MAI LA BOMBOLTETTA DI ARIA COMPRESSA PER SOFFIARE DIRETTAMENTE SUL SENSORE e, vi prego, per il bene vostro e della vostra amata macchinetta,
LEGGETE SEMPRE PRIMA LE ISTRUZIONI!!!

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One Response to “Pulire il sensore CMOS / CCD - ovvero leggere sempre prima le istruzioni!”

  1. anna Says:

    carissimo, volevo chiederti un’informazione. Mi sto documentando per le prossime vacanze estive che probabilmente trascorrerò in Auvergne (Francia). Naturalmente su internet c’è di tutto e di più, ma mi piacerebbe sapere se per caso ci sei stato, così per avere informazioni di prima mano da un viaggiatore. Quando hai tempo e voglia, s’intende e sempre che tu ci sia stato!
    Un abbraccio,
    Anna

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