Paul Morand - Venezia
Appunti di viaggiodi viaggioadagio.it (BloGuida per viaggiatori indipendenti) Add comments
Ogni esistenza è una lettera imbucata anonimamente; la mia reca tre timbri: Parigi, Londra, Venezia; la sorte mi ha fissato là, spesso a mia insaputa, ma certo non alla leggera. Venezia riassume nel suo spazio ristretto la mia durata sulla terra, situata anch’essa nel vuoto, tra le acque fetali e quelle dello Stige.
Io mi sento disincantato da tutto il pianeta, salvo che da Venezia, salvo che da San Marco, moschea il cui pavimento inclinato e rigonfio assomiglia a tappeti di preghiera sovrapposti [...] “È dopo la pioggia che bisogna vedere Venezia”, ripeteva Whistler: è dopo la vita che io torno a rivedere me stesso. [...] Le rughe dell’acqua si cancellano, le mie, no.
(Paul Morand, Venises, 1971).
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