Qualche giorno fa, in mezzo a dozzine di “guide intelligenti”, mi sono imbattuto in un libricino di Antonio Pascale ed il titolo, “Non è per cattiveria”, mi ha colpito al punto di spingermi a sfogliarlo dimenticando gli altri 4-5 libri che, come al solito, mi erano rimasti “incollati” alle mani. La curiosità iniziale si è subito trasformata in un’attrazione fatale perché questo taccuino di viaggio nel Molise non è la guida di un professionista per aspiranti professionisti, nè un mero elenco di itinerari, ristoranti e prodotti tipici; è piuttosto un elogio al vivi e lascia vivere del viaggiatore indipendente, quello insofferente alle mode del momento ed alle mete di grido. Pascale bighellona lungo i tornanti molisani raccontando divagazioni e profumi, riflessioni e ricordi in maniera istintiva e nevrotica, disordinata ma intrigante. Inutile dire che ho pagato volentieri i 9 euro del libro e mi sono goduto tutto d’un fiato questo “elogio alla pausa”. L’autore stesso si descrive infatti come un uomo da pausa, non da arrivo, perché è in quel momento che comprendo a fondo il senso del viaggio: girare attorno al traguardo … sentire il territorio sotto i miei piedi. È un inno al viaggiare adagio, contrapposto al logorio frenetico del viaggiatore moderno, tra le contraddizioni di una regione indecisa tra mare e monti, tra archeologia e futurismi, tra il Matese e le Mainarde. Pascale corre, anzi, scorre senza fretta tra le rocce di una montagna arcigna ma seguendo il richiamo del mare, ennesima contraddizione di un libro accattivante e ben scritto.
Consigliatissimo !
“Non è per cattiveria” – Laterza – 2006 – 9 €
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September 3rd, 2006 at 5:11 pm
Ne avevo sentito parlare bene… sai dove trovarlo?