Gli incantevoli scenari della Valtellina non sono solo un paradiso per gli appassionati di trekking ma si prestano anche ai patiti della mountain bike. Come per gli sportivi “appiedati”, anche i percorsi per i fan delle due ruote sono estremamente vari e soddisfano tanto i più esigenti quanto quelli che vogliono “solo” farsi una bella pedalata in totale relax all’aria aperta. Gran parte degli itinerari si snodano lungo la fitta e curatissima rete di carrarecce, mulattiere e sentieri creati nel corso del tempo per raggiungere i pascoli, le malghe o le tante baite sparse nei boschi di alta montagna. I percorsi sono tantissimi, ben segnati e descritti in ognuna delle decine di guide specializzate che possono essere trovate in qualsiasi libreria ma c’è anche spazio per “improvvisare”. Io di solito salto in bici, butto qualcosa da mangiare e per coprirmi nello zainetto, mi armo di una cartina e parto senza una meta precisa: ad ogni curva e davanti ad ogni bivio mi lascio
andare alle sensazioni ed all’istinto … e non rimango mai delusa. Ci sono comunque un paio di itinerari che mi sento comunque di consigliare.
Il primo attraversa il Passo S.Marco e la Via Priula, un’antica mulattiera usata in passato per gli scambi commerciali; il percorso completo è di circa 23 km ma ci sono tantissime possibili deviazioni che permettono di accorciare notevolmente la distanza e di evitare, eventualmente, i tratti più ripidi. Si parte dal centro di Morbegno (Placemark di Google Earth) in direzione Sud, per poi imboccare la strada -segnata benissimo- che porta al Passo S.Marco. Da lì, se vi va di proseguire, magari dopo una sosta al graziosissimo rifugio che c’è sul passo, si può proseguire seguendo tutta la discesa della Via Priula … magari evitando il
selciato se per caso sta piovendo o ha piovuto da poco ! Alla fine della discesa, giunti ad Albaredo, basta proseguire per un paio di chilometri per ritrovarsi nella piazza da cui si era partiti qualche oretta prima.
Il secondo percorso, dal Passo dello Spluga alla Gola del Cardinello, è leggermente più lungo, circa 30 km, con un dislivello intorno ai 1000 metri da coprire, senza forzare, in tre orette. Si parte dal fondo della valle, a Isola, un grazioso paese davanti ad un lago artificiale; il primo tratto è quasi tutto a tornanti e su strada asfaltata ma la cornice in cui si pedala è a dir poco incantevole. Dal Passo dello Spluga, comincia la parte più bella e caratteristica con la discesa nelle gole del Cardinello, un antico tracciato romano scavato nella roccia per scendere
fino alla piana di Montespluga attraverso un percorso molto panoramico e per niente faticoso.
Il terzo itinerario sono le piste della Cima Motta, 1300 metri di dislivello che si percorrono abbastanza agevolmente in 3 ore partendo da Chiesa Valmalenco e passando da una strada asfaltata ad un impegnativo sterrato per finire sulle piste da sci dell’Alpe Palù. Lasciato l’abitato, si prende la strada per San Giuseppe, si abbandona l’asfalto fino alla località Barchi, dove si imbocca una mulatteria che attraversa uno splendido bosco di larici e pini fino all’azzurrissimo Lago Palù. Si costeggia il lago su un bel sentiero fino a raggiungere la partenza della seggiovia che d’inverno porta al Monte Motta. Da lì, dopo aver rifiatato, si sale lungo una sterrata che segue il tracciato delle piste da sci e porta al Passo di Campolungo. Dal passo la salita diventa più impegnativa ma basta mezz’ora per raggiunge la cima, una vera e propria terrazza sulla Valmalenco. Per scendere si può usare lo stesso percorso della salita oppure, seguire immaginariamente gli sciatori lungo le piste fino a San Giuseppe.
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