Montalcino, una scheggia di Toscana

Appunti di viaggio
di mstec005 Add comments

Montalcino_panorama.jpg La Toscana è una regione incantevole: a parte il clima, i paesaggi da cartolina e le città ricche di arte, di bellezze e di cultura, l’intero territorio è punteggiato di borghi e paesi semplicemente meravigliosi. Saltate in macchina/moto, imboccate una qualunque delle tante strade che si avventurano tra i poggi toscani e colline ricoperte di girasoli e avrete solo l’imbarazzo della scelta. Quella che vi propongo oggi è una capatina (magari da non farsi a Pasquetta per evitare code interminabili) a Montalcino (Placemark di Google Earth), un delizioso paesetto famoso in tutto il mondo per i suoi vini, in particolare per il leggendario Brunello. Montalcino deve gran parte delle sue fortune al bosco che lo circonda, compreso il nome “Monte Ilcinus” (monte dei lecci) e lo stemma (un leccio su sei rosseggianti monti). Arroccato a 564 metri sul livello del mare fra le valli dell’Ombrone, dell’Orcia e dell’Asso, dal paese si gode di un panorama mozzafiato sulle colline e le campagne circostanti, quasi interamente dedicate alla coltivazione della vite, da cui si ricavano vini di altissimo pregio, ed alla produzione di olio e miele. Le origini etrusche del borgo, di cui gli abitanti vanno particolarmente fieri, non sono da ricercare tanto all’interno dell’abitato quanto piuttosto nei dintorni, dove numerosi sono stati i ritrovamenti archeologici risalenti all’epoca pre-romana. Non si hanno invece notizie del momento storico in cui sorse il primo insediamento urbano: di certo si sa che le invasioni e i saccheggi perpetrati nel X secolo sia dai barbari nell’entroterra che dai saraceni lungo il litorale spinsero gli abitanti dei centri maggiori a cercare una sistemazione più sicura.
Fortezza_Montalcino.jpgEcco il motivo per cui la prima cosa che noterete arrivando a Montalcino è l’imponente Fortezza trecentesca dalle cui torri si gode uno splendido panorama che, nelle giornate limpide, si spinge oltre i territori della Toscana meridionale, fino a lambire quelli del Lazio. Intorno alla sempre animatissima Piazza del Popolo, vero cuore della cittadina, si snoda un dedalo di vicoli tra botteghe artigiane, piccoli caffè e rivendite di prodotti alimentari tipici. Sul centro si affaccia il bel Palazzo Comunale del XIII secolo con la sottile torre in mattoni e pietra e la facciata fregiata di bellissimi stemmi riccamente lavorati.
Palazzo_Comunale_Montalcino.jpgIl Palazzo è completato poi dall’ampio portico, conosciuto come “il cappellaccio”, e dalla loggia detta invece “il cappellone” per la loro forma particolare che richiama in qualche modo un copricapo. A poca distanza si trova il complesso della Chiesa di Sant’Agostino e il Palazzo Vescovile: la prima, romano-gotica, contiene dei bellissimi affreschi raffiguranti episodi della vita del Santo, mentre il secondo, costruito intorno a due bellissimi chiostri, ospita i Musei Riuniti con un bellissimo Crocefisso del XII secolo, la Bibbia Atlantica miniata e una splendida raccolta di maioliche arcaiche. Completata eventualmente la visita con uno sguardo al Duomo neoclassico e alla Chiesa della Madonna del Soccorso, patrona della città, potete dedicare la vostra attenzione ai dintorni della cittadina e, in particolare, ai tanti castelli, manieri e rocche che dominano le colline e i poggi a giro d’orizzonte. Tra tutti merita sicuramente una menzione quello di Poggio alle Mura; di origine longobarda e circondato da vigne, ulivi e campi di grano, questo baluardo del XII secolo ospita un museo che raccoglie una delle più grandi collezioni private al mondo di vetri della Roma antica.
Castello_Poggio_alle_Mura.jpgIl Castello, nella sua cantina, ha anche un eccellente -ma costoso- ristorante con dei piatti particolarissimi e sensazionali come la soppressata di guanciale e lingua di vitello in crosta di pane, i ricciarelli al nero di seppia e la cotoletta di cinghialetto in salsa balsamica. La carta dei vini non ha confini … ma nemmeno il listino prezzi per cui fate attenzione e non dite poi che non vi avevo avvertito !

Sono comunque sicuro che, pranzo al Castello o no, una giornata trascorsa a Montalcino non vi lascerà con l’amaro in bocca, tutt’al più vi lascerà il delizioso aroma di un buon Brunello … e non è poco !

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2 Responses to “Montalcino, una scheggia di Toscana”

  1. Lucrezia Says:

    Un bellissimo post ricco di informazioni utili.Grazie

  2. Administrator Says:

    Benvenuta!

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