La città di Mestre è spesso comprensibilmente oscurata dalla vicinanza di Venezia con le sue meraviglie e la sua magia. I turisti ci passano quasi infastiditi da questo groviglio di strade e palazzi sgraziati sorti senza nessun ordine e nessuna armonia e nemmeno i Veneziani amano questa loro “dependance” sulla terraferma. Tuttavia, anche questa città che ormai conta oltre il doppio degli abitanti del Capoluogo ha degli spunti storici e architettonici estremamente interessanti che meritano quantomeno una mezza giornata del vostro tempo. Mestre era infatti il perno dell’articolato sistema difensivo predisposto dalla Serenissima per proteggersi dagli attacchi provenienti dall’entroterra. Questo sistema difensivo si basava su una fitta rete di forti che difendevano l’unico accesso viario alla città, il Ponte della Libertà. Dopo anni di totale abbandono, l’iniziativa di alcuni cittadini, sponsorizzati e finanziati dal Comune, dalla Regione e da donazioni private, ha consentito di recuperare gran parte di queste strutture che sono ora aperte al pubblico e a manifestazioni culturali di varia natura. Tra questi, uno dei più suggestivi è Forte Carpenedo (placemark di Google Earth): costruito nel 1887, ha la forma di un poligono di sei lati completamente coperto da masse di terra e circondato da un profondo fossato largo fino a venti metri. L’interno è strutturato in modo da lasciare in muratura scoperta solo i lati degli edifici esposti verso il fronte difensivo. Quasi tutti i locali sono collocati lungo la “magistrale” dell’opera (linea di perimetro), collegati internamente da uno stretto corridoio passante tutto lo sviluppo del forte, e da una serie di scalette elicoidali che permettevano di salire alle batterie. Nel mezzo del piazzale interno sorgeva una struttura traversale lunga almeno centotrenta metri, dove si trovavano il comando, i locali degli ufficiali, l’infermeria e le latrine.L’armamento di questa fortificazione consisteva in quattordici postazioni di artiglieria sul fronte principale e tre su ciascun fianco. I quattro cannoncini collocati sul fronte di gola, e le dieci mitragliatrici a due canne completavano la difesa anche dalle aggressioni ravvicinate. Il fatto che il forte sia inserito in uno splendido e fittissimo bosco ai margini della città e che sia a pochissimi passi dal delizioso ristorante La Chiave (tel. 041/913475 - placemark di Google Earth), lo rende ancora più invitante per un pomeriggio libero, meglio se d’autunno quando le foglie assumono le più svariate tonalità di colore.
In questa piccola ma accogliente trattoria, gusterete della deliziosa carne alla brace che soddisferà anche i palati più esigenti, senza contare l’ospitalità dei gestori, lo sconfinato assortimento di deliziosi vini, e lo squisito Rosolio servito al termine del pranzo in vaschettine di cioccolato fondente … da leccarsi i baffi !! Con una trentina di euro o poco più ve ne andrete sazi e assolutamente soddisfatti.
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November 18th, 2005 at 9:50 pm
Caro Mstec005 io Mestre non la conscevo fino a poco tempo fa ma da quando ci sono stata concordo che è molto più piacevole di quanto si dica! la piazzetta con chiesa e negozi e bar carini è molto vivace e poi ci sono molti locali pieni di giovani …birrerie e gli aperitivi….speciali! Questo ristorante che dici però mi manca. Alla prossima!
November 19th, 2005 at 12:50 am
E’ vero,Mestre è un’amante discreta, per molti ma non per tutti.Offre la tranquillità di uno spritz assaporato guardando la gente che passa,una deliziosa passeggiata nella periferia immersa nel verde,mezzo tramezzino….anzi uno…beh,facciamo due in un piccolo ma accogliente bar.
Sì….alla prossima!