Magie d’ambra. Amuleti e gioielli della Basilicata antica

Appunti di viaggio
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ambra.jpgPotenza
Museo Archeologico Nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu”

(placemark di Google Earth

fino al 15 marzo 2006

Miti, misteri e leggende accompagnano da oltre duemila anni la storia dell’ambra, con la quale si ricavavano preziosi gioielli e amuleti. Fin dalla preistoria l’ambra ha suscitato la curiosità dell’Uomo per la singolare trasparenza, per l’energia elettrostatica che sprigiona dopo uno strofinio, per l’aroma resinoso quando brucia, per la leggerezza e per il calore al tatto.

Tra i gioielli in ambra, rinvenuti in Basilicata nel corso di recenti ricerche archeologiche, spiccano preziose collane e cinture, oltre a vere e proprie sculture che, per le virtù magiche attriubuite a questa preziosa resina fossile, accompagnavano il defunto nel lungo viaggio verso l’Oltretomba.

Nell’esposizione, organizzata d’intesa con la città di Potenza e in collaborazione con alcuni tra i più importanti musei italiani di storia e scienze naturali (Ferrara, Torino, Napoli, Palermo), oltre duecento oggetti, tra cui preziosi reperti in ambra risalenti all’VIII-IV secolo a.C., rinvenuti in Basilicata. Nella sezione dedicata alle ambre grezze, vengono presentate ambre provenienti da tutto il mondo (Europa settentrionale e orientale, Asia, Santo Domingo), tra cui alcune con inclusi rarissimi (lucertole, insetti). Dalla valle del Simeto (Catania) provengono esemplari di ambre blu, di straordinario interesse. Nella stessa sezione vengono presentati gioielli in ambra realizzati in Cina e nel Belucistan tra XIV e XVII secolo.

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