
I nonni le facevano trovare la mattina in un cesto al centro della tavola, imbandita con ogni bendiddio. La famosa colazione pasquale.
Era compito proprio del nonno dipingerle, la sera prima, con un pennellino sottile sottile. E così, sui gusci di queste povere e semplici uova sode, prendevano forma e colore fiori, animali, strani disegni e ghirigori, paesaggi alpini o sottomarini (la fantasia del nonno era senza confini), piccole opere d’arte che era un vero peccato rompere e che ancora ricordo quasi una ad una.
La colomba era considerata un dolce “industriale”, poco adatto ai ritmi lenti della casa, ancora legati alla terra e alla vita di paese.Buona Pasqua a tutti voi.
Tra pastiere, torte di grano, pizzechiéne e palummi non prendete su troppi chili!
Uova di Pasqua gentilmente rubate dal sito web dell’AIAB.
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