Le taverne della Quintana

Appunti di viaggio
di Lucia Add comments

La Quintana, la giostra barocca di Foligno, è uno spettacolo unico. La corsa, il corteo storico, le dame, i cavalieri, riportano la cittadina indietro nel tempo di secoli, fino ai fasti del ’600.

Ma per capirne fino in fondo lo spirito non basta seguire i vari eventi collegati alla manifestazione.

Per entrare in quello che è la Quintana per i folignati basta andare a cena in una delle tante taverne, ovvero i piccoli ristoranti che ogni rione allestisce in occasione della Giostra.

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Lì, oltre ad ottimi cibi e vino umbro che lascia a bocca aperta (basti pensare che Foligno è praticamente attaccata a Montefalco, la patria dei vini umbri, rossi soprattutto, per eccellenza), si respira il vero e proprio spirito della gara e il suo senso profondo di aggregazione.

Per gli appartenenti ai rioni, la loro taverna, le loro iniziative sono le migliori in assoluto. Un esempio?

Ecco, più o meno, il dialogo avuto con un conoscente di Foligno dopo un giro alla Quintana. “Dove siete stati a cena?”. “Al Cassero”. “Ma voi siete matti! Al Pugilli (il suo rione) si mangia molto meglio”. Se poi si parla con un altro del Giotti, del Croce Bianca, del Contrastanga, dell’Ammanniti, del Badia, del La Mora, del Morlupo e dello Spada, il risultato è lo stesso.

Entrando in una taverna la cosa che colpisce è l’allegria e l’arredamento. Tavole di legno con panche, in stile antico, piatti e bicchieri di terracotta (come si usava anticamente). La plastica? Bandita del tutto! Mica la usavano in epoca barocca! Come camerieri i ragazzi e le ragazze del rione alcuni vestiti con abiti in stile, altri con felpe e magliette con i colori del rione, fanno da camerieri.

Il menu è quello tipico umbro rivisitato però con la tradizione e i gusti della Foligno antica. Non mancano nemmeno piatti che ricordano il nome del cavaliere che correrà per il rione o del cavallo. L’ingrediente principale è comunque l’allegria e la voglia di stare insieme con gli appartenenti al rione.

Ogni sera i ragazzi di Foligno, ma anche gli adulti, si ritrovano nelle taverne, non solo per mangiare e bere ma anche per vivere insieme un momento di aggregazione fortissima.

Una cosa nelle taverne è severamente vietata: fare gli schizzinosi o gli altezzosi! In quel caso è assicurata l’emarginazione. Il bello è anche partecipare ai giochi (l’immancabile Filomena con i bicchieri che passano di mano in mano e chi sbaglia a cantare deve bere: sbornia assicurata) e agli scherzi fatti da rionali. Il tutto in attesa della grande giostra dove la bravura dei fantini è l’orgoglio di tutto il rione.

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