Se volete passare un piacevole e rilassante pomeriggio in Veneto, dalle parti di Treviso, vi consiglio un’escursione alle suggestive e incantevoli sorgenti del Sile, partendo magari dall’abitato di Cervara, nei pressi di Santa Cristina, a circa
In questa meravigliosa oasi naturalistica, l’acqua nasce dalla terra come per magia. Sgorga senza sosta, silenziosa e limpida dalle “risorgive”, sorgenti sotterranee che noi Veneti chiamiamo fontanassi. La loro linea coincide con l’alto corso del fiume fino a Treviso (va da ovest ad est), per poi dirigersi verso nord-est in corrispondenza delle sorgenti di tutti gli affluenti di sinistra. Sono proprio le risorgive ad assicurare al Sile portata e temperatura delle acque pressoché costanti nel corso dell’anno. Inoltre, a causa del bacino limitatissimo e stretto, non vi sono fenomeni di dilavamento dei terreni ed il trasporto solido é quasi del tutto assente, consentendo alle acque di mantenere a lungo la caratteristica trasparenza che le ha rese famose.
Il posto, un tempo selvaggio e incolto, mantiene ancora oggi una certa aura di mistero. Sacre agli antichi, le risorgive abbondano di storie paurose e alle leggende pagane si mescolano quelle cristiane con la fantasia popolare che fa sprofondare nelle sabbie mobili interi paesi e carovane di mercanti.
Il Fontanasso dea Coa Longa è certamente uno dei più importanti e significativi e tra i più accreditati come sorgente principale del Sile, anche se è tutta l’area ad essere coinvolta nel fenomeno. L’acqua delle polle sorgive, in parte celate da un folto intrico di piante e rovi, si fa largo tra le erbe palustri formando un fossato limpidissimo, con un fondo ghiaioso striato di verdi alghe sinuose.
Un lungo e tortuoso percorso tra gli alberi
consente di ammirare l’incantevole flora e la ricca fauna di questo parco naturalistico, dettagliatamente descritte nei numerosi e discreti cartelli sparsi per l’oasi. Gli stretti sentieri, dopo aver costeggiato numerosi casoni rustici, le tipiche costruzioni di legno e canniccio
di pescatori e contadini delle valli di pesca e delle zone umide del Veneto, conducono al famoso e antichissimo Mulino Cervara. Le prime notizie su questo posto risalgono al 1325 dopodichè, passando di proprietario in proprietario e subendo profonde trasformazioni, venne abbandonato nel 1965. Solo una decina di anni fa, con l’acquisto del mulino da parte del Comune di Quinto, sono state ricostruite le due ruote in legno e sono stati rimessi in funzione i macchinari d’epoca e la macina in pietra, trasformandolo in un’attrazione turistica molto apprezzata. 
Sono sicuro che apprezzerete anche i prodotti tipici –soprattutto miele, vino e formaggi- che numerose aziende agricole espongono e vendono a prezzi convenientissimi.
L’ingresso dell’oasi è ben indicato e ha un ampio parcheggio all’esterno, oltre la strada.
Il parco è aperto –gratuitamente- tutti i sabato pomeriggio dalle 14.00 al tramonto e tutte le domeniche dalle ore 10.00 alle 19.30. Solamente nel periodo estivo l’oasi è aperta anche il giovedì e il venerdì pomeriggio (Per informazioni 0422 23815 - e-mail oasicervara@tin.it)
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November 22nd, 2005 at 2:29 pm
Ah risiamo dalle parti d Treviso eh?????…bei posti davvero immagino!!!!…
November 23rd, 2005 at 9:07 am
PROVINCIA di Treviso….e ai confini con Padova…!!!