Le pietre di Puglia

Appunti di viaggio
di Filomena V. E. Matarrese Add comments

Castelli_Puglia.jpg Non c’è dubbio: le pietre di Puglia sono le più ciarliere, e lo sono anche per via di una peculiare caratteristica: sono poliglotte. Si, parlano più linguaggi: da quello aulico dei castelli, delle cattedrali e delle dimore avite, a quello decisamente agreste e pastorale delle masserie e dei trulli, per finire al linguaggio ruspante dei muri a secco. Per non parlare poi della terminologia militaresca, quasi da postribolo, delle torri costiere. Pietre grigie, rosa e beige che si accendono di mutevoli e suggestive nuances con il trascolorare del giorno, al cospetto delle lividi luci dell’alba e di meriggi infuocati, per poi finire nel placido abbraccio delle ombre della sera. Le pietre più altezzose, ad onor del vero, sono comunque quelle dei menhir e dei
Menhir_Puglia.JPG dolmen a causa della loro mole, non disgiunta da taluni poteri taumaturgici come quello di debellare la sterilità con una sola carezza della postulante senza figli. Su questa scia si collocano le “turrite sentinelle”, ossia i castelli edificati in Puglia da Federico II ai quali si affiancano le varie “domus”, destinate, quali luoghi di lussuriose delizie, al … riposo del guerriero. Sia gli uni che le altre, invero, erano al servizio dell’immagine e del potere. Non solo. Il puer Apuliae, quale abile manipolatore del consenso, si servì dei turriti manieri per propagare l’idea unitaria dello Stato – non dimentichiamo che le norme raccolte
Castello_Lucera.jpgnel Liber Augustalis sancivano la validità di una sola legge su tutto il territorio dell’impero. Un messaggio non sempre condiviso dai destinatari. Di qui i giudizi di segno opposto: “avaro e iracondo” secondo i denigratori guelfi; “saggio, illuminato e dispensatore di giustizia” per i ghibellini. Ma al di là delle contumelie e degli osanna, un dato è certo. L’imperatore trovò in Puglia, ed anche in Basilicata, il luogo ideale per dare la stura alle sue passioni, coltivare i suoi hobbies. Lo conquistò in particolare la “serena bellezza” del paesaggio pugliese. A tal punto che su un’altura della Murgia barese favorì la nascita di un “fiore di pietra”, Castel del Monte, il
castel_del_monte.jpg bellissimo e “chiacchierato” ottagono. Che resta il più bello del reame, sia esso padiglione di caccia, garçonniere o tempio esoterico. La costruzione iniziò intorno alla prima metà del XIII secolo. In una lettera da Gubbio, che reca la data del 29 gennaio 1240, lo Staufen invitò Riccardo da Montefuscolo, giustiziere di Capitanata, a requisire i materiali necessari per l’avvio immediato dell’opera. Nacque così un cristallo generato dalla geometria, in cui vestigia romane dell’età classica s’innestano ad elementi mediorientali. Dai castelli alle masserie, mute e preziose testimonianze della civiltà contadina pugliese.

Leggi ancora...



Aggiungi il nostro feed ai tuoi preferiti oppure leggi le feednews di viaggioadagio.it direttamente sulla tua e-mail



3 Responses to “Le pietre di Puglia”

  1. Anonimo Says:

    Complimenti, bellissimo post.

  2. beppestarnazza Says:

    Di quell’ottagono magico sono innamorato. Vuoi per la geometria (come noto, il logo del Politecnico di Bari è la planimetria del castello), vuoi per la numerologia, anche per me Castel del Monte è e resta un capolavoro. Bel post.

Leave a Reply

WP Theme & Icons by N.Design Studio
Entries RSS Comments RSS Log in