“Un porto di mare” … quale altro modo per descrivere l’incantevole isola di Ponza?!? (Placemark di Google Earth)
E’ un continuo andirivieni per le viuzze incastonate tra le casette di mille colori che risalgono alla fine del ‘700. Adoro stare seduto su una delle tante panchine che si affacciano sulla cala e guardare gli sbarchi dalle navi, dagli aliscafi e dagli yacht: famiglie cariche di bagagli seguite da abbronzatissimi playboy, VIP nascosti dietro occhialoni da sole e improbabili cappellini fianco a fianco con paparazzi a caccia dello scoop, turisti stranieri e chiassosi gruppi di studenti in vacanza post-diploma: Ponza è tutto questo e molto di più. Per molti di loro è un ritorno, per altri è una “prima volta”, per me una passione, ma in ogni caso camminare lungo la banchina e salire verso la piazzetta ha una suggestione tutta particolare per chiunque. La cosa che mi ha sempre colpito è che qui, più
che in altri posti simili, ogni profumo è rivestito e avvolto dall’odore del mare, come se su quest’isola il Tirreno volesse rivendicare il “possesso” di tutto. E in effetti sono i marosi ad aver scavato le fantastiche calette con le pareti di roccia vulcanica a picco, è il mare la cornice blu di ogni foto, ogni panorama e ogni sguardo, e sono le onde e la risacca la colonna sonora delle chiacchiere della gente e delle passeggiate lungo le stradine dell’isola. Questo mare è il motivo per cui amo venire di tanto in tanto su questo lembo di terra e il mare è anche l’unico modo di raggiungere alcuni angoli di paradiso come i faraglioni di Lucia Rosa, un vero e proprio labirinto di grotte, secche, passaggi sottomarini e calette che sembrano fuori dal mondo. Nei periodi clou dell’estate, l’isola è una delle mete “gossipare” per eccellenza, ma gli abitanti non si scompongono: è Ponza il vero VIP da queste parti e tutti, dai turisti agli abitanti, ne sono pienamente consapevoli. La vita qui è un quadro in cui la cornice ha più valore del dipinto e, effettivamente, dovunque ci si volti è un gran bel vedere ! Questo non vuol dire che l’isola abbia avuto una storia “facile”, tutt’altro: la gente del posto è abituata ai sacrifici, gli stessi che fecero i primi abitanti che vi si insediarono. Erano contadini originari delle zone devastate dall’eruzione del Vesuvio del 1771, tanto che ancora oggi il dialetto locale ricorda più il napoletano che il romano. Con fatica e sudore riuscirono a bonificare e a terrazzare l’isola, facendo fiorire l’agricoltura molto più della pesca tanto che ancora oggi tutti i principali piatti tipici sono a base
di prodotti “di terra” come la cicerchia e la lenticchia. Tutta la costa dell’isola è disseminata di piccoli ristoranti con delle terrazze affacciate su panorami incantevoli; io con gli anni mi sono affezionato al ristorante “da Igino” (0771 808366), nella splendida Cala Fonte: Igino supervisiona, il figlio Marco sgobba tra la cucina e l’unica sala, e il cliente … si abbuffa di delizioso pesce freschissimo cucinato con maestria. Un’alternativa al pranzo coi piedi sotto al tavolo è una mangiata di pesce mentre si è in mezzo all’acqua a pescare a bordo di un coloratissimo gozzo in legno, la tipica imbarcazione di Ponza. La maggior parte di quelli che si vedono in giro hanno un piccolo motore entrobordo ma ce ne sono ancora parecchi che montano la tradizionale vela latina. Sono rimasti in pochi a dedicarsi alla costruzione di questi piccoli capolavori di ingegneria nautica, giusto un paio di famiglie. Se invece vi interessano capolavori
ancora più piccoli, basta fare un salto da Ciro Iacono, una istituzione dell’isola: ora produce perfetti modellini in scala ma per decenni è stato un maestro nella costruzione dei gozzi veri e propri che, in qualche modo misterioso, riusciva a far uscire dal suo laboratorio attraverso una porticina fatta su misura per gli hobbit ! L’artigianato e, soprattutto, il turismo sono le risorse su cui si sostiene l’isola ma questo non è andato a discapito della natura selvaggia dei panorami e della spontaneità degli abitanti. La Ponza di oggi è una meravigliosa sintesi di modernità e tradizione: di fianco al laboratorio di Ciro c’è una discoteca new age, i gozzi a vela giù al porto sono ormeggiati di fianco a potentissimi yatch e il pescatore che ripara le sue reti sulla spiaggia ha in tasca un GPS della Garmin: come dicevo, Ponza è tutto questo … e anche di più !
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