Ho sempre pensato che le Marche fossero una regione bistrattata o che, quanto meno, non avessei riconoscimenti che merita. Tutti magnificano l’Umbria, parlano adoranti della Toscana e celebrano le bellezze dell’Emilia Romagna. Posti splendidi, per carità, ma anche le Marche, e in particolare alcune sue parti, sono un vero e proprio gioiello. È il caso di Camerino (Placemark di Google Earth), antica capitale di un fiorente ducato rinascimentale: da qualunque parte ci si arrivi offre un panorama incantevole. Ci si può arrivare dall’Umbria passando il valico di Colfiorito, si può scendere -come ho fatto io- da Fabriano o arrivarci dall’Adriatico, il percorso vale comunque il viaggio. Camerino già da lontano si offre alla vista coi suoi bastioni e le sue imponenti mura, arrampicata sul crinale che divide la valle del Chienti da quella del
ricoperte di boschi verdissimi che garantiscono un silenzio riposante e piacevole. Ricorda molto, per l’appunto, i paesaggi tipici dell’Umbria e della parte interna della Toscana ma … meno “spigolosi”, più morbidi e smussati. Non ci sono cime aguzze o crinali frastagliati; ogni volta che li guardo, mi capita di pensare che questi monti e queste colline sembrano dei panettoni piuttosto che dei pandori. Beh, Camerino si trova al centro di questa distesa di panettoni, un centro non solo geografico ma per molti secoli anche politico e culturale. Girando per le stradine e le viuzze del borgo non si fanno 10 metri senza imbattersi in una targa, una lapide o un monumento che ricordino come questa cittadina sia stata municipio romano prima e capitale longobarda poi, sede della maggiore diocesi marchigiana e capoluogo della Marca Camerte ai tempi di Carlomagno. Ma è soprattutto l’austera tranquillità che colpisce; colpisce nei paesaggi, colpisce nel clima e perfino nell’atteggiamento degli abitanti: è come se fossero tanto consapevoli della bellezza e dell’importanza dei posti in cui vivono da
non aver bisogno di dimostrare nulla. Si godono la vita, sono ospitali e cortesi e non esitano ad offrirti un bicchiere di bianco di Matelica, uno dei migliori d’Italia … sa signore, lo produciamo nelle nostre campagne. Questi posti sono il paradiso per chi, come me, ama il turismo a misura d’uomo fatto di piccole cantine, trattorie seminascoste, paesaggi naturali, agriturismi a conduzione familiare e piccoli musei da scovare cartina alla mano. In più, e non è poco, non ci sono le orde del turismo di massa che continua a puntare la Toscana e l’Umbria … e nemmeno questo è poco ! La Camerino di oggi si deve ai da Varano, signori di queste terre per quasi tre secoli, che seppero creare all’ombra del loro imponente sistema di fortificazioni, un centro politico, culturale e artistico di primissimo piano.
Pittori, scultori, architetti e letterati erano di casa tra queste mura, tanto che presto sorse un’università tuttora esistente. Basta camminare per la città per ammirare le innumerevoli testimonianze di quei fasti: se il Palazzo Ducale è il “gioiello della corona” con la sua eleganza classica che si può ritrovare anche nel Tempio dell’Annunziata, è l’intera città coi suoi vicoli, le sue mura e le sue piazzette, la migliore mostra del suo fiorente Rinascimento. Ma nello stesso modo in cui l’architettura della città e le bellissime opere pittoriche esposte nell’ex convento di San Domenico sono esaltazioni della gloria dei da Varano, la Rocca dei Borgia, all’estremità meridionale della città, ne è la pietra tombale: fu infatti questa potente famiglia a farla erigere nel 1520 per scoraggiare ulteriori rivolte, dopo averne soffocata
una nel sangue e aver trucidato tutti i maschi dei signori di Camerino. Una vacanza da queste parti non si esaurisce però in un giro all’ombra dei bastioni; Camerino è il punto di partenza per escursioni a piedi, in bicicletta o cavallo: i monti Sibillini sono a pochissima distanza ma ancora più vicini sono il Monte Igno e il Monte Primo, ideali per una splendida passeggiata tra faggeti, querceti, altopiani e pascoli d’altura, prima di arrivare alle cime da cui si gode di uno splendido panorama a giro d’orizzonte. Parlando invece di posti a cui appoggiarsi, vi consiglio caldamente l’agriturismo “Caselunghe” (Placemark di Google Earth) a 2-3 chilometri da Camerino. Andrea e Sara, i due simpaticissimi e ospitali gestori, per una cinquantina di euro a notte vi ospiteranno nei 3 deliziosi appartamentini con tanto di cucina attrezzata sul soppalco che hanno ricavato da una vecchia casa di campagna. Per mangiare invece fate un salto all’agriturismo “Col di Giove” (Placemark di Google Earth): il menu è ricchissimo; il profumo che esce dalla cucina della signora Maria è “da urlo” e il piacere di gustare, ad esempio, le tagliatelle al capriolo e lo spezzatino di cinghiale è indescrivibile.
Ora che sapete anche dove mangiare e dormire non avete più scuse !
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