La transumanza in Val Senales … cosa d’altri tempi ma non solo

Appunti di viaggio
di La montanara Add comments

Transumanza.jpgQuello con la transumanza è un appuntamento che da secoli, due volte l’anno, i pastori della Val Senales non mancano mai. A giugno, puntuali come orologi svizzeri, i valligiani portano le pecore ai pascoli sugli alpeggi e a settembre le riportano a valle per i freddi mesi invernali. Quello che c’è di nuovo è che ora queste migrazioni lungo la “via della lana” sono diventate vere e proprie attrazioni turistiche che attirano ogni anno centinaia di curiosi ansiosi di vivere un paio di giorni -e di notti- da pastori lungo i sentieri, in mezzo ai boschi e nei rifugi davanti ad un caminetto acceso. Tra i pascoli della Val Senales, questo evento continua ad essere vissuto però con estrema serietà, non potrebbe essere diversamente dopo 8000 anni di tradizione; a
Transumanza_1.jpg quell’era risalgono infatti i ritrovamenti archelogici che testimoniano come già allora le vie che partivano dal Lago di Garda, superavano lo spartiacque ad oltre 3000 metri e scendevano ai pascoli d’alta quota erano percorse da pastori e greggi a scadenze più o meno simili a quelle dei giorni nostri. È proprio da queste parti che è stata scoperta infatti la mummia di Otzi, noto come “l’uomo del Simulaun”, probabilmente un pastore morto tra i suoi alpeggi. I valligiani dicono che l’estate vada “da San Vito a Santa Croce”, cioè dal 15 giugno al 14 settembre, ed è proprio in quei giorni che i pastori si preparano -fisicamente e spiritualmente- per la transumanza. Ci
similaun.jpgvogliono circa tre ore, a passo spedito, per percorrere le vie che dalla valle portano ai pascoli estivi e durante il cammino il paesaggio cambia in maniera impressionante: i fitti e profumatissimi boschi di conifere lasciano il posto ad un terreno brullo, arido e sassoso. È questa la cornice su cui si staglia il Rifugio Simulaun (0473/669711), uno delle 2-3 tappe “classiche” dei pastori, quelli della Val Senales e quelli provenienti dall’altra parte del confine che dista solo pochissime centinaia di metri. Davanti al fuoco ed allo squisito stufato preparato dalla signora Pirpamer, gli argomenti sono sempre gli stessi e mettono tutti d’accordo: le pecore, le razze migliori, il modo in cui lavarle prima di partire ed il momento in cui tosarle a settembre al rientro dagli alpeggi. Per scendere servono invece solo due ore per arrivare dagli oltre 3000 metri del Giogo Basso ai 2500 circa del Rifugio Martin Busch (0043.5254/8130) dove vengono radunate tutte le pecore prima del rientro a valle; è qui che si aspettano le più lente, quelle vecchie e quelle appena nate che andranno assistite con particolare attenzione nei diversi tratti difficili e pericolosi della discesa. Arrivati in valle a Vernago (Placemark di Google Earth), sulle
Lago_Vernago.jpg sponde dello splendido omonimo lago, le greggi vengono accolte da una folla di abitanti e di curiosi, oltre che dai proprietari che devono individuare i loro capi dalle macchie di vernice colorata sul vello o dalle etichette sulle orecchie. È una confusione indescrivibile, ma una confusione allegra, festosa, contagiosa; e così, mentre le pecore se ne tornano alle loro “case”, la festa comincia per i valligiani ma anche per i tanti turisti che popolano Vernago e la Val Senales anche per assistere a questo suggestivo evento: birra, speck, wurstel e musica. Vi assicuro che è uno spettacolo da non perdere !

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