La Strada del vino e dei sapori trentini

Appunti di viaggio
di La montanara Add comments

Trentino_piccola.jpgSi può gironzolare per il Trentino in mountain bike, attraversarlo in lungo in largo sui percorsi dedicati al trekking o si può scenderne i pendii innevati con gli sci ai piedi, ma esiste anche un modo decisamente più “godereccio”, percorrerne le Strade del Vino e dei Sapori alla scoperta delle specialità enogastronomiche della regione. La cornice, fatta di vegetazione selvaggia, cime alte e aguzze, profonde vallate ed alpeggi a mezza costa è incantevole ma … faticosa: questi sono terreni difficili da lavorare e coltivare e settembre, il mese della vendemmia nella Piana Rotaliana, in Vallagarina, nella Val di Cembra e in altri angoli della regione, non fa eccezione. Queste sono le zone di coltivazione di vitigni pregiati come il Marzemino, il Teroldego o il Nosiola ma vi si producono anche mele celebri e deliziose come le Golden Delicious e le Stark e si raccolgono castagne squisite nei boschi
Trento.jpg attorno a Drena, Darzo e Rostegno. Gran parte degli itinerari alla scoperta dei paesi, delle manifestazioni e dei prodotti delle Strade del Vino e dei Sapori partono da Trento (Placemark di Google Earth), l’elegante città del Concilio circondata da colline ricoperte di vitigni e meleti, un vero e proprio mare verde da cui “emergono” innumerevoli cantine ed agriturismi.

Il primo itinerario, oltre 200 chilometri da Rovereto alla Vallagarina attraverso castelli, musei, palazzi e borghi sugli altipiani che furono popolati dai Cimbri, è caratterizzato dai formaggi delle malghe del Monte Baldo (squisito il Vezzena !), dagli ortaggi della Val di Gresta, dal miele, dal Marzemino e, soprattutto, dalle castagne che saranno le protagoniste assolute del “Weekend con la castagna” a Castrione dal 21 al 23 ottobre.

Completamente diversa la cornice del secondo itinerario, dal Garda alle Dolomiti di Brenta: qui sono gli alpeggi ai piedi del Brenta e dell’Adamello a dominare il paesaggio mentre l’olio extravergine del Garda, il sopraffino
Val_di_Fassa.jpgNosiola e la Spressa delle Giudiucarie, uno tra i formaggi più antichi delle Alpi, la fanno da padroni. Sulle rive del Garda si trovano anche altre prelibatezze come la Carne Salada, la Ciulga del Banale, un insaccato aromatizzato alla rapa, e le fortissime grappe di Santa Massenza per digerire prima di rimettersi in viaggio.

Il terzo itinerario è dedicato alla mela, non poteva essere diversamente: dalla Valle di Non alla Val di Sole è un unico ininterrotto meleto che, coltivato a queste altezze, produce frutti squisiti. Alle mele si accompagnano eccellenti prodotti caseari come il Casolèt o la Mortandela affumicata che, dal 30 settembre al 6 ottobre, saranno tra i protagonisti di “Antichi Sapori”, una serie di cene a tema dedicate alle peculiarità di queste valli mentre a Caséz, il 15 e 16 ottobre, si terrà “Pomaria”, un mercato contadino dei prodotti autunnali della Valle di Non.

Il quarto itinerario, dalla Piana Rotaliana alle Valle di Gembra, è invece dominato dal Teroldego rotaliano, un sopraffino rosso vigoroso che non teme la concorrenza dei pur buonissimi Nosiola e Chardonnay trentino. Magari, per apprezzare meglio questi vini, si possono accompagnare con alcuni salumi tipici come la Lucanica Secca o la Carna salmistrada.
Valle_di_Non.jpg

Dopo aver lasciato -magari barcollando leggermente- i vini della Piana, il paesaggio della Val di Fassa, il quinto itinerario, si presenta completamente diverso: guglie rocciose, boschi fittissimi e ampi prati punteggiati da tantissime malghe in cui si producono formaggi deliziosi e celebri come il Tosèla o lo Spetz Tzaori, altrimenti noto come “Puzzone di Moena”, che vengono serviti in quantità durante le tante feste organizzate ovunque in occasione del rientro delle greggi e delle mandrie dagli alpeggi in quota.

C’è solo l’imbarazzo della scelta ma ogni itinerario, con le sue peculiarità fatte di tradizioni, paesaggi, cultura, usanze e sapori merita di essere apprezzato e gustato.

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