Dante parla della Riviera del Brenta nella Divina Commedia, Casanova, Byron e d’Annunzio ci bazzicavano frequentemente alla ricerca di ispirazione, Tiepolo e il Canaletto l’hanno ritratta spesso e volentieri, i reali di Francia e di Russia, Napoleone, gli Asburgo e i Savoia ci soggiornavano con regolarità … ci sarà pure un motivo !! Il suo fiorire cominciò nel XIV secolo, quando la Serenissima abrogò il divieto di acquistare terreni sulla terraferma, spostando così parte degli interessi dei Veneziani nell’entroterra. La necessità di controllare i nuovi terreni acquisiti fece sorgere rapidamente un gran numero di residenze di campagna che riunivano in un solo corpo l’abitazione del paron e gli edifici destinati alle attività di interesse dei proprietari: nacquero così vari tipi di ville pensate, progettate e realizzate per soddisfare unaa vasta gamma di esigenze. Il risultato fu che nel giro di una ventina di anni furono costruiti i circa 2000 palazzi che ancor oggi testimoniano la grandezza architettonica della Serenissima.
Il Brenta, il fiume navigabile che collega Venezia con Padova, fu fin dal principio una delle collocazioni più ambite per questi nuovi possedimenti. Qui i nobili più facoltosi trascorrevano le vacanze, partendo da Venezia con delle comode imbarcazioni, chiamate “burchielli“, che risalivano a remi la Laguna fino a Fusina, per essere poi trainate da cavalli lungo la riviera fino a Padova. Su queste confortevoli imbarcazioni si festeggiava ininterrottamente, spostandosi da una villa all’altra in un continuo di ricevimenti, spettacoli e balli sfarzosi. Tuttavia, sul finire del settecento, con la caduta della Repubblica di Venezia per mano di Napoleone, il declino della grandeur veneziana ebbe ripercussioni anche su questa fiorente attività: diminuì drasticamente il numero dei passeggeri finchè alla fine il servizio cessò. Riproposto come percorso turistico alla metà degli anni ‘60, queste escursioni ebbero un nuovo fortissimo impulso e oggi queste moderne e confortevoli imbarcazioni solcano le acque del fiume mentre le guide turistiche illustrano la storia, la cultura e l’arte testimoniata e custodita dalle ville lungo le rive. Da Veneziano, ho sempre mal tollerato questi burchielli che mi costringevano a lunghe attese davanti ai ponti sollevati per lasciarli passare ma poi, invitato da un amico, ho passato una giornata seguendo il percorso storico degli antichi burchielli veneziani del ‘700. Il viaggio inizia a Padova,
supera nove ponti girevoli (appunto !) e cinque chiuse -veri e propri “ascensori” che permettono di discendere un dislivello complessivo di circa 10 metri-, prima di terminare a Venezia nell’incantevole scenario offerto dal Bacino di San Marco. Scendendo il fiume, si parte dall’antica Chiusa delle Porte Contarine di Padova, nel cuore del centro storico della città, oppure dal Portello, l’antico porto fluviale con la sua bellissima scalinata cinquecentesca e il magnifico portale in pietra bianca d’Istria. Navigando lungo il canale Piovego, si costeggiano le antiche mura cinquecentesche e si passa sotto al
vecchio ponte dei Graissi per arrivare a Noventa Padovana. Superate le Chiuse di Noventa, si arriva a Strà, dove, lasciato il Piovego, ci si immette nel Canal del Brenta per essere subito accolti dalla sfavillante grandiosità di Villa Pisani, il famoso “Palazzo Ducale sulla terraferma”. È una sontuosa villa voluta dalla Famiglia Pisani per celebrare la propria importanza, un vero e proprio palazzo impreziosito da aggraziate sculture e da indescrivibili capolavori quali la stanza di Bacco, la sala Pompeiana e la bellissima sala da ballo del Tiepolo. Intorno alla villa si apre un bellissimo e curatissimo parco di oltre 11 ettari dove oggi vengono frequentemente organizzati spettacoli teatrali e concerti. La navigazione prosegue poi in direzione di Fiesso d’Artico, dove si può ammirare Villa Soranzo, secondo me un gioiello sottovalutato, prima di arrivare a Dolo per una visita agli Antichi Molini e una passeggiata per il piccolo paese che si sviluppa quasi interamente a cavallo del fiume. Superata anche la Chiusa di Dolo, si naviga in una suggestiva cornice di salici piangenti fino a Mira, mentre tutto intorno si possono ammirare un’impressionante serie di bellissime ville con le tipiche facciate che danno sul canale:
Villa Badoer, Villa Tron-Mioni, Villa Fini, Villa Selvatico-Granata, Villa Corner, Villa Barchessa Valmarana e Villa Wildmann, prima di proseguire per Oriago, antico teatro di cruenti scontri tra Padova e Venezia. Quasi al centro del paese si trova Villa Gradenigo, un antico edificio di cui purtroppo è rimasto solo il corpo centrale, prima di rimanere letteralmente rapiti dall’eleganza maestosa della palladiana Villa Foscari, conosciuta come “La Malcontenta” che, se siete fortunati a trovare una giornata di sole, vedrete anche riflessa nelle acque del Brentella. La navigazione prosegue poi superando la Chiusa di Moranzani per superare l’ultimo dislivello, prima di concludere il viaggio nel cuore di Venezia. Il viaggio è decisamente piacevole, interessante e suggestivo ma, attenzione, il conto è piuttosto salato per quanto nel prezzo siano inclusi anche gli ingressi in alcune delle ville che si costeggiano: uomo avvisato … !!
Visto che non si vive solo di arte, parliamo un po’ di bisogni primari: spesso organizzano il pranzo -rigorosamente a base di pesce- a bordo ma, se vi venisse voglia di provare qualcosa di diverso vi suggerisco caldamente il ristorante “Al Burchiello“: non azzardatevi a chiedere qualcosa a base di carne se non volete essere fulminati da un’occhiata di “Nane” Carraro, uno dei simpaticissimi proprietari, ma se siete appassionati del BUON pesce e non vi spaventate davanti a un conto di 50-60 euro, andate pure a colpo sicuro, non rimarrete delusi !!
P.S.: non dite che vi mando io, a Nane io chiedo sempre una tagliata di carne !
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