La motocicletta italiana
Appunti di viaggiodi viaggioadagio.it (BloGuida per viaggiatori indipendenti) Add comments
George Bernard Shaw la definiva “la macchina più umana mai costruita dall’uomo”. Ma la magia della motocicletta cromata non è solo nelle canzoni di Lucio Battisti o nelle scene di film famosi, da Vacanze romane di William Wyler al Vigile con Alberto Sordi. La storia delle “due ruote di felicità”, come promette un manifesto degli anni Sessanta, cui fa eco “alla loro felicità… manca solo la Vespa”, inizia molto prima, con la famosa Lilliput del 1899.
Ne hanno fatta di strada, da allora, le due ruote, entrando fin da subito nella vita di tutti gli italiani, ancora troppo poveri per poter salire in macchina. Lo testimonia una singolare mostra, allestita alla Fondazione Mazzotta di Milano, in cui sono esposte 20 opere d’arte, 50 manifesti e 30 motociclette, in un magico mix per far sognare intere generazioni.
FINO AL 12 MARZO
(dalle 1000 alle 1930, fino alle 2230 il martedì ed il giovedì, chiuso il lunedì)
Fondazione Mazzotta,
Foro Buonaparte 50 - MILANO
Tel. 02/878197
Articolo completo su www.sapere.it
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