La città nata dal vulcano: Francavilla di Sicilia

Appunti di viaggio
di Rossella Add comments


Francavilla.jpgFrancavilla
, elegante città dalle origini antichissime sorta sulla lava del vulcano Moio, vanta un incredibile patrimonio di monumenti che la rendono uno dei gioielli più preziosi anche se meno conosciuti della Sicilia orientale. Il borgo medioevale, arroccato su una collina, era dominato dall’imponente Castello Feudale (Placemark di Google Earth) costruito nel 1275, di cui oggi, purtroppo, rimangono solo alcune rovine delle spessissime mura erette sul limitare di un ciglio che sovrasta una parete ripidissima. Dallo spiazzo su cui sorgeva la rocca si gode di una splendida vista a 360°: da un lato si domina la splendida vallata dell’Alcantara, dall’altro si ammira l’abitato attraversato dal centralissimo
Fontana_Vena.jpg corso Vittorio Emanuele che porta nella piazzetta con la Chiesa di San Paolo con l’omonima e suggestiva fontana costruita  nel lontano 1674. Questa fontana, costituita da una statua in marmo bianco raffigurante una fanciulla che tiene uno scudo, rappresenta la città di Francavilla ma è un’altra, la particolarissima Fontana Vena, ad essere la preferita degli abitanti che la chiamano “fontana dei 18 schicci” (fontana delle 18 cannelle). Se però la Vena è la perla del centro storico, il Convento dei Frati Cappuccini, subito dopo il Ponte Santa María delle Preci, è il vero orgoglio di Francavilla. Edificato nel 1570 grazie alle
Convento_Cappuccini.jpgelemosine raccolte tra il popolo, l’edificio, austero e maestoso, è di un’incredibile bellezza e gli stipiti delle finestre e delle porte sono in pietra arenaria, una particolarità che lo caratterizza rispetto a tutti gli alti monasteri dell’isola. La Chiesa del Convento ha una singola navata ricchissima di decorazioni, cornici e lesene e le pareti sono ricoperte di pregevoli dipinti risalenti ad epoche diverse. A testimonianza dell’intensa spiritualità della città, a Francavilla sorgono diverse altre bellissime chiese, prima tra tutte la cinquecentesca Chiesa della SS. Annunziata ma più o meno ad ogni angolo dell’antico quartiere “Contarado”, con le sue casette a schiera tipiche della civiltà contadina, sorge un capitello, una chiesetta, un crocefisso. La città non è però isolata in sè stessa e anche la zona in cui sorge è una meraviglia che merita attenzione: Francavilla è infatti il cuore del bacino idrografico del fiume Alcantara, particolarmente suggestivo perchè il suo alveo è stato interessato in epoca preistorica da colate laviche che a più riprese ne hanno ostruito o modificato il corso. Succede allora che in larghi tratti il fiume scorra tra le colate pietrificate dai secoli, in
Alcantara.jpeg strettissime gole con pareti alte diverse decine di metri e caratterizzate da strutture “a canna d’organo“, leggermente arcuate, disposte orizzontalmente oppure caoticamente fratturate. La costante azione dell’acqua nei secoli, inoltre, ha levigato le pareti basaltiche delle gole, producendo un effetto lucido e brillante che diventa particolarmente suggestivo sotto la luce del sole. Per assaggiare qualche prelibatezza della valle vi consiglio di spostarvi a Mojo Alcantara, e in particolare alla Trattoria “Bar Europa” (Placemark di Google Earth): con pochi euro avrete salsicce fatte in casa, pappardelle con crema di pistacchio e i prelibati dolci di pasta di mandorla, il tutto accompagnato da ottimi vini locali.

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