La Budapest che non ti aspetti abita fra le botteghe dell’usato in via Kiràly, computer e macchine fotografiche a prezzi stracciati accanto ad atelier di design d’interni. Risuona nei concerti folk in cui capita d’imbattersi durante la spesa nel Grande mercato coperto, tra scatole di fois gras e colorate composizioni di kolbàsz, la salsiccia locale speziata di paprika. Appare nei ritrovi giovanili più informali come lo Szimpla, centro sociale radical chic con cinema dentro a un verde cortile fra i palazzi Art Nouveau di Pest. O gli happening universitari all’Accademia di Belle Arti, dove studenti neo-hippy espongono le loro fotografie visionarie, i quadri naif, le borse fatte con materiali di recupero, e intanto dissacrano il vino Tokaj - una delle glorie nazionali - facendolo scorrere in grandi bicchieri di plastica, in cerca di un che di scapigliato cui la Budapest più elegante si abbandona solo dopo il tramonto, nei locali dedicati al jazz sui barconi lungo il Danubio. Disegnata lungo un’ansa del grande fiume, europea da sempre (qui il comunismo è stato il malinconico interludio di una storia millenaria che intreccia radici romane e barbariche a contaminazioni ottomane e asburgiche), d’estate la capitale magiara esibisce un’insolita anima ludica. Le piscine all’aperto fanno concorrenza ai sontuosi (ma economici) bagni termali, liberty come le gialle Széchenyi dove ci si perde fra i giochi d’acqua, o di epoca turca come le Rudas, appena riaperte dopo il restauro del cinquecentesco ottagono a volte: nel weekend si gode dei suoi vapori in penombra fino alle quattro di mattina, magari dopo un cocktail nel vicino Romkert, pub incastonato tra il fiume e gli alberi di Buda. E poi c’è la musica. DaI 9 al 16 agosto l’isola di Òbuda, la zona più antica accanto agli scavi romani, ospita lo Sziget Festival: teatro, danza, concerti (sono attesi anche Franz Ferdinand, Placebo, Radiohead e il nostro Roy Paci) e un enorme campeggio per chi non intende perdersi un minuto di questa Woodstock sul Danubio. Mostre fotografiche e installazioni d’arte contemporanea si alterneranno per tutta l’estate al Ludwig Museum dentro al Palazzo dell’Arte, edificio-scatola dalle geometrie sinuose inaugurato lo scorso anno ai confini del centro, tra le fabbriche di un quartiere che comincia a piacere ai giovani. Ed è qui che sta confluendo anche la vita musicale di Budapest, sinfonica e pop: l’acustica delle due sale da concerto è studiata nei dettagli, e l’imponente organo battezzato in maggio regala una notevole esperienza visiva, oltre che sonora. Alle tappe obbligate della Budapest classica - il Parlamento neogotico, il Palazzo Reale, il ponte delle Catene, la chiesa di Mattia Corvino con i Bastioni dei Pescatori - se ne aggiunge un’ultima, vecchia e nuova insieme: il Caffè New York, che da fine Ottocento alla seconda guerra mondiale è stato il ritrovo letterario più prolifico di scambi, barocco e fumoso crocevia di giornalisti e scrittori, fra i quali anche Thomas Mann. Dopo il lungo restauro, il palazzo ha riaperto poche settimane fa sotto forma di hotel di lusso con boutique, ristorante e caffè. A pranzo i turisti fanno la coda per un tavolo. Gli abitanti di Budapest, nostalgici per indole, ne rimpiangono la patina scura su affreschi e colonne che dava al luogo un’aria decadente da Mitteleuropea, ora perduta. Ma in fondo sono felici di averlo riavuto, questo ennesimo simbolo della loro capitale che corre ma resta innamorata delle pause nei caffè; che va fiera della sua architettura liberty e intanto insegue le tendenze del design più moderno. “Città doppia, come in un gioco di specchi», l’ha definita il poeta cantautore Chico Barque, uno che dal Brasile si è scomodato a dedicare alla “Parigi dell’Est” il suo terzo romanzo uscito quest’anno. Budapest, semplicemente.
Come arrivare
Con la compagnia di bandiera ungherese Matev (da Milano, Roma, Bologna e Venezia) o con le nuove low cost SkyEurope da Milano Orio al Serio e WizzAir da Roma Ciampino. Quest’ultima offre anche un servizio navetta per il centro di Budapest.
Dove alloggiare
L’agenzia lbusz è specializzata in appartamenti e camere private, mentre il sito www.mellow.moodhostel.com consiglia le sistemazioni più economiche. www.travelport.hu è il motore di ricerca storico per gli hotel. Nella categoria lusso, la novità è il New York Palace in viale Erzsébet a Pest (doppia da 184 euro). Fra i quattro stelle, il Novotel in via Ràkòczi merita per la facciata rinnovata in stile Art Nouveau e gli interni di design (doppia da 85 euro).
Dove mangiare
Il ristorante Menza in piazza Liszt, con originali arredi anni Sessanta, serve piatti tipici ungheresi in un’atmosfera giovane: gulyas, porkolt (stufato di carne o pesce), fegato d’oca e d’anatra cucinati in mille modi. Al BorLaBor, cantina-enoteca vicino alla modaiola via Vàci, sono da provare i taglieri di salumi ungheresi e naturalmente la carta dei vini. All’A38 ricavato in un barcone sul Danubio di Buda, si cena in terrazza ascoltando rock e world music dal vivo.
Informazioni
Ufficio turistico ungherese in Italia: Milano, via Alberto da Giussano 1, tel. 02.48195434.
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