Me l’ero persa ai tempi della gita scolastica in terza media ma stavolta non ho mancato l’appuntamento con Mantova. Ne è valsa decisamente la pena di aspettare il 2006: quest’anno la città natale di Virgilio è in testa alla classifica delle città italiane per qualità della vita ed è iniziata una serie di mostre, convegni ed eventi per celebrare i 500 anni della morte del grande pittore Andrea Mantegna, per 40 anni Mantovano d’adozione. Le aspettative erano tante ma non ero preparato allo splendore che mi sono trovato davanti: ci sono arrivato di sera ma del buio non c’era traccia: gli sfarzosi palazzi, le deliziose piazze, le antiche chiese, i vicoli e le torri merlate erano illuminate a giorno, come pure i numerosi parchi e il suggestivo lungolago. A malincuore ho rinunciato alla passeggiata notturna e mi sono diretto alla “casa di Margherita” (Placemark di Google Earth), un piccolo ma delizioso bed & breakfast in pieno centro, gestito da Andrea e Barbara, una coppia di affabili Mantovani che mi hanno fatto anche da guida alla scoperta delle meraviglie della città dei Gonzaga. La mattina successiva, “armato” di una dettagliata cartina piena zeppa di annotazioni di Andrea, mi sono avventurato per il centro, immergendomi tra la folla vociante che anima via Broletto e via Verdi, le due vie dello “struscio” che incorniciano la bellissima Basilica
rinascimentale di S. Andrea (Placemark di Google Earth). L’interno della chiesa esprime fedelmente la maestosità che Leon Battista Alberti voleva darle: ogni particolare è curatissimo ma quello che più attrae l’attenzione sono i sacri vasi in cui, secondo la tradizione, sarebbe contenuto il sangue versato da Cristo sulla croce. Niente foto, peccato, ma gli opuscoli descrittivi sono ben fatti … e gratuiti. Uscire dalla Basilica è un’esperienza di sicuro impatto: si passa dalla penombra e dal silenzio più assoluto ai colori sgargianti e al brusio assordante di Corso Umberto I col suo bellissimo porticato affollato di negozi e bar. I cittadini sono ospitali e niente affatto infastiditi dai tantissimi turisti che “invadono” quotidianamente la città, tanto che capita facilmente di essere coinvolti nelle discussioni sul Presidente Gori che sta portando la squadra locale in serie A o in accese querelle tra i sostenitori della mostarda mantovana d.o.c. e quelli del ketch-up. Lasciata la bellissima piazza delle Erbe alle spalle, mi sono fatto trasportare dai passanti verso la vicina piazza Sordello, il vero cuore della città. Mi sono fermato al centro del bellissimo selciato e ovunque giravo lo sguardo rimanevo ammirato: da un lato il fantastico Palazzo Ducale (Placemark di Google Earth), di fronte il Duomo e dall’altro il Palazzo vescovile … perfino Napoleone dev’essere rimasto indeciso davanti a
questi 3 gioielli ma immagino che, come me, alla fine abbia optato per la reggia dei Gonzaga, una vera città nella città con i suoi 35 chilometri quadrati di superficie impreziositi da palazzi nobiliari, chiese, slarghi, corti e giardini pensili. Ma se l’esterno è di per sé un labirinto, lo è ancora di più l’interno del palazzo con le sue oltre cinquecento stanze decorate dai più famosi artisti rinascimentali. Un giorno intero non sarebbe bastato per apprezzare come meritavano la stanza del Pisanello, l’appartamento degli Arazzi, la sala degli Specchi e tutte le altre meraviglie artistiche e architettoniche ma … ci ho provato lo stesso. Gli itinerari turistici sono segnati benissimo e seguendone uno mi sono ritrovato davanti alla soglia del castello di S. Giorgio, la parte più vecchia del complesso: qui, in una delle 4 torri di guardia, è custodito La camera degli sposi, l’affresco più famoso del Mantegna con cui l’artista voleva celebrare la grandezza dei Gonzaga. Uscendo mi sono soffermato ad ammirare l’aggraziato mix stilistico della cattedrale di S. Pietro, il Duomo (Placemark di Google Earth) per i Mantovani: facciata neoclassica, campanile romanico e fianco gotico riuniti in un bellissimo complesso che attira inevitabilmente lo sguardo. Tuttavia, se lo sguardo era attirato dal Duomo e dal palazzo
Vescovile, l’olfatto era attirato dal delizioso profumo proveniente dalla vicinissima “Osteria della Fragoletta” (Placemark di Google Earth), un’altra delle preziose “dritte” di Andrea. Ci sono andato fiducioso e tra le pareti letteralmente ricoperte di splendide fotografie e interessanti dipinti, con soli 25 euro mi sono gustato tortelli di zucca, bigoli al torchio con guanciale e stracotto d’asino con polenta, per finire con la tradizionale torta sbrisolona fatta in casa. A fatica mi sono alzato da tavola per concludere la giornata con la passeggiata notturna a cui avevo rinunciato il giorno prima ed è uno spettacolo fantastico: il sentiero di luci che va da Palazzo Ducale a Palazzo Te attraversa, abbellisce e impreziosisce i luoghi più suggestivi del centro storico rendendo Mantova anche una “bella di notte”. Imperdibile !
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March 24th, 2006 at 1:11 am
;)))) Complimenti, mi e’ davvero piaciuto molto