Clara Schumann si spinse a definirlo “Il paradiso sulla terra“, io non arriverei a tanto ma certo il Berchtesgadener è un posto che lascia il segno e infonde una serenità ormai difficile da trovare perfino in mezzo a monti e vallate alpine. Questo land dal nome impronunciabile per chiunque non sia cresciuto a bratwurst e crauti, è una piccola e meravigliosa regione della Baviera a qualche decina di chilometri dall’Austria. Ci sono solo una manciata di piccole contrade e borghi sparsi tutto intorno a Berchtesgaden (Placemark di Google Earth), il capoluogo e i valligiani, a dispetto della fama “scorbutica” dei montanari, sono simpatici e accoglienti. Passeggiando tra le ripide viuzze di questi paesetti sembra di fare un salto indietro nel tempo: le tradizioni, i costumi e le consuetudini sono talmente radicati da essere quasi un culto e un motivo di orgoglio per gli abitanti. Josef, il mio padrone di casa durante una breve vacanza di qualche tempo fa, si lamentava del fatto che i giovani stanno un po’ lasciando morire questi aspetti
della cultura bavarese … ma poi, bando alla malinconia, trangugiava un enorme boccale di birra in un paio di sorsi e tornava allegro più di prima ! È stato lui la mia guida alla scoperta di questo delizioso scorcio bavarese: il centro storico di Berchtesgaden è un gioiellino fatto di antichi edifici affrescati e bellissime fontane intorno allo splendido castello, proprio come quelli che vengono descritti nelle favole. Alle origini era un monastero agostiniano, è diventato poi una residenza estiva dei reali bavaresi e ora i proprietari, discendenti dei sovrani di queste terre, l’hanno adibito a museo. Proprio nel monastero, racconta Franz, il custode che ricorda incredibilmente il nonno di Heidi nel famoso cartone animato, si insediarono i primi abitanti della regione quando Papa Pasquale II ne garantì la protezione e l’indipendenza agli inizi del XII secolo. La
prosperità venne invece qualche secolo dopo con la scoperta di una preziosa miniera di salgemma tuttora in attività. È questa una delle principali attrattive per i turisti: si sale a bordo di un trenino e ci si infila nelle viscere della montagna attraverso tunnel strettissimi e ripide discese: ci si avventura per anfratti e gallerie fino ad arrivare a 150 metri di profondità in una maestosa grotta scintillante per i cristalli di salgemma che affiorano lungo le pareti. Questa particolare combinazione di aria salina, cristalli e pressione ha anche una funzione terapeutica, tanto che all’interno di una galleria è stato allestito perfino un centro per la cura di asma e allergie e l’acqua salmastra della miniera alimenta anche lo splendido centro acquatico e di benessere Watzmann. Su questo paradiso di tranquillità e benessere domina però una presenza cupa, l’Obersalzberg. Il nome in tedesco non dice un granchè ma le parole “Nido dell’Aquila” hanno una suggestione ben maggiore: questo era infatti il nome che gli Alleati avevano dato al rifugio privato di Hitler in cima al massiccio. Qui, a
1834 metri di quota, il Fuhrer scrisse la seconda parte del Mein Kampf ed era solito ricevere Capi di Stato e di Governo. Ci si arriva attraverso un’incredibile opera stradale e ingegneristica: una galleria di oltre 120 metri interamente rivestita in pietra naturale che conduce ad uno sfarzoso ascensore in ottone. 41 secondi di velocissima risalita e si arriva direttamente all’interno nel “Nido” da cui si ha una vista incredibile sull’intera vallata in cui troneggia l’imponente monte Watzmann coi suoi 2713 metri. Josef mi raccontava un’infinità di leggende e saghe popolari su questa “montagna incantata” ma quasi non lo ascoltavo: ero troppo preso dallo spettacolo. Non sapevo dove guardare, dove fermare gli occhi che
saltavano da una foresta a un dirupo, da una cascata a una stradina bianchissima in mezzo alla valle, dalla cima aguzza del Monte Jenner alle cupole rosse della caratteristica chiesetta di St. Bartholomew lungo le sponde del verdissimo lago Konigssee. Sono stati solo un paio di giorni e ce ne sarebbero voluti molti di più per apprezzare questi posti come meriterebbero ma il buon vecchio Josef mi ha assicurato che Berchtesgaden non se ne scappa … e che la birra non finisce !
Leggi ancora...
Aggiungi il nostro feed ai tuoi preferiti oppure leggi le feednews di viaggioadagio.it direttamente sulla tua e-mail







March 29th, 2006 at 1:24 pm
Clara Schumann??? Allora non la consoco solo io!!! Bellissima la tua descrizione dei luoghi. Nessuno saprebbe indicarmi un libro su Clara Schumann in italiano(dato che ne ho trovati solo in tedesco?)
March 29th, 2006 at 1:33 pm
Ah…la conosci ANCHE tu?…