Katiusha è ‘na zoccola!

Appunti di viaggio
di CR42Falco Add comments

Lo avevo promesso di essere feroce. E adesso mantengo.

Tra-trecento-metri-arrivo. Metallica, inespressiva, la voce di questa passeggiatrice satellitare. Qualcuno l’ha ribattezzata Katiusha. Io ho dovuto, in fase di installazione, contrattarne il sesso con la mia motociclista preferita. Essì. Perché lei mi ha fatto notare che, dato che in moto ci si va in due e non sempre guido io, preferirebbe una voce maschile a darle le indicazioni. Dov’è scritto che il navigatore satellitare debba avere la voce femminile?

Io il GPS l’ho usato per la prima volta nel lontano 1995, per lavoro. Non aveva la voce, non aveva la cartina, era in bianco e nero, sbagliava di un 100 – 150 metri sul punto perché gli americani non avevano ancora liberalizzato le frequenze di precisione che servivano per uso militare; ti dava soltanto le coordinate in latitudine e longitudine oppure chilometriche militari. In sintesi lo potevi usare soltanto con la cartina. Ora io non so se avete mai usato una cartina militare. A me piacciono tantissimo, perché sono una caccia al tesoro e adesso vi spiego perché: in una cartina topografica militare voi trovate i dettagli più piccoli, dall’albero secolare, alla fontana di campagna, alla pietra miliare, all’icona sacra sul ciglio della strada. Sono fantastiche, ma aggiornarle è un’operazione molto costosa e laboriosa, anche con gli ultimi ritrovati tecnologici. Nel migliore dei casi una cartina topografica militare è aggiornata con i particolari di 10-15 anni prima. A volte si arriva anche a 40 anni prima. In campagna o in montagna o per boschi non è un grandissimo problema, ma in prossimità dei centri abitati, anche quelli più piccoli, dove leggi un sentiero magari c’è una strada asfaltata. Dove c’era un casale isolato magari sorge un borgo, oppure dove sorgeva un borgo non esiste più nulla. Allora devi usare il cervello. Devi capire come può essere cambiato l’ambiente, devi far riferimento ai particolari che non possono essere mutati. Devi ragionare, insomma.

Quando ci andavo a piedi, un ragionamento sbagliato poteva costare anche qualche chilometro di strada a vuoto. Il che non è una cosa simpatica con lo zaino sulle spalle. Però ho imparato a leggere una cartina topografica e, soprattutto, a non farmi prendere dal panico quando non ho la più pallida idea di dove mi trovo. Ho imparato a fermarmi, prendere la bussola (a volte non funziona nemmeno quella e bisogna inventarsi altri sistemi) e ragionare.

Il GPS fu un acquisto dettato dalla curiosità per questa nuova tecnologia. Ti faceva risparmiare un sacco di tempo quando avevi fretta, ma senza cartina non sarebbe servito a nulla. E poi con quel simpatico errore di 100-150 metri, dovevi ragionare lo stesso, specie di notte o in mezzo ad un sentiero fra i boschi.

Adesso il GPS non sbaglia più che di qualche metro. Ha la cartina. Non ti comunica le coordinate. Che ti frega delle coordinate? Ti dice dov’è il distributore più vicino o il ristorante più caro nel raggio di 200 chilometri. Ha una voce suadente. E tu vai al ristorante e paghi un conto da accendere un mutuo prima casa.

Sia chiaro: io non ho nulla contro la tecnologia, anzi! L’ho comprato pure io un programma di navigazione che gira sul cellulare e sul palmare. In città è una bomba, perché non hai bisogno dello stradario.

Ma la buona vecchia cara cartina è un’altra cosa. Io viaggio in moto. Significa che mi piace andare per strade poco battute dove posso godermi il panorama. Mi piace fare percorsi alternativi, andare a vedere cosa c’è dopo quella curva, in cima a quel sentiero. Mi piace andare fuori-strada. Mi piace cambiare. Mi piace scoprire. ‘Sta tizia che ti guida è una stronza tedesca, pure se parla italiano, ne sono sicuro. Se le dici che vuoi andare da Roma a Castelfranco di sotto, ti cerca l’itinerario più breve o quello più veloce, mica quello più panoramico. Se ti allunghi perché hai sgarrato o VUOI sgarrare, ti riporta all’ordine ricalcolando il percorso e manca poco che ti dica “cretino! Ho tetto che tofefi cirare a testra. Sei sordo? Gira! Rauss!”

Vuoi mettere la soddisfazione di perderti, fermarti con la moto, accendere una sigaretta, consultare la cartina e trovare la strada? ‘Sta cosa manda in brodo di giuggiole qualsiasi donna si sia fidata a montare in sella dietro di te. E’ fighissimo alzare il sopracciglio sinistro e dire con voce impostata e sicura “non preoccuparti. Ho fatto questa piccola deviazione per farti vedere un posto bellissimo. Ma adesso riprendiamo la strada. L’hanno tolto”. Perché tanto un posto bellissimo lo trovi lo stesso se vai fuori percorso. E puoi dire che era quello, ma ti sei distratto un attimo perché pensavi a lei (sopracciglio!). Tu hai sempre il controllo della situazione. E della carta!

Katiusha ‘sta cosa non te la permetterebbe. E’ lei la gelosa: “Cirare a sinistra! Trecento metri e siamo arrifati! Cirare a sinistra! Smettila ti fare il Kretino con qvella!”. Meglio la cartina. Con Katiusha non acchiappi. Diciamoci la verità…Katiusha è ‘na zoccola!

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10 Responses to “Katiusha è ‘na zoccola!”

  1. mstec005 Says:

    Caro Falco,hai fatto MALISSIMO a rivelare che si può scegliere/decidere il sesso di Katiusha!! Ora la mia ADORATA META’ mi obbligherà a trovare il modo di dare a Katiusha la voce del Commissario Montalbano!!!…cosa non si fa per una donna!! By the way,post DELIZIOSO! 

  2. Chiara Says:

    Piu’ che delizioso!!! MITICO e Katiuscia qualcuno ce l’ha anche in macchina! Una vera ossessione la prenderei a martellate con quella vocina supponente! Viva le mappe , le cartine, le bussole!!!! tanto io comunque sia mi perdo sempre! senza  speranza

  3. Chiara Says:

    C’e’ quella finiestrina in alto a sinistra che fa la spia su chi e’ on line….emozionante sta tecnologia! Ho appena visto che c’e’ la mia amica Nuvola 75 Ciaoooo

  4. nuvola75 Says:

    Ciao Chiara!!! Dopo il personale passiamo al post: Marià hai ragione, meglio perdersi che avere una voce che ti indica cosa fare! Fa tanto “maestrina”… poi io odio chi si erge a paladino di ogni verità!

  5. viscontessa Says:

    Scherzi? Katiusha è una mia invenzione, così chiamai io l’aggeggio malefico la prima volta che ebbi a che far con lei.
    Purtroppo la sua nascita virtuale avvenne sul blog di quattropassi che è poi stato chiuso.
    E mi chiedevo se la chiusura del blog non fosse un segno divino sulla sorte che dovrebbe toccare anche a quel culoritto di Katiusha :-)

  6. contevico Says:

    Culoritto sarai te (beh….in effetti…slurp slurp).         Katiusha è un marchio ormai registrato e diffido chiunque - essendo io il legittimo possessore di costei (di costei katiusha intendo, eh, non equivochiamo che poi mi prendono a pedate nel culo) - diffido dal farne uso senza il mio consenso. Vabbè’ Falco, Mstec e Chiara, se insistete il consenso ve lo do.                                                          Ma fammi capire: hai messo il navigatore sulla tua moto? E te lo regge? :-)                                                               A parte gli scherzi, fermarsi dopo aver sbagliato strada manda in brodo di giuggiole le donne?  Mah. A me m’han sempre dato del "maiale" e magari anche un ceffone anche quando mi fermavo davvero per un guasto al motore e non era una scusa.                                                                  Si vede proprio che i tempi son cambiati.
     
     
     

  7. Gabriella Says:

    Ufff! sempre a rimarcare che c’hai la moto e sei fighissimo ufffOggi ha chiamato tuo fratello il boy scout. Ha detto che vi siete visti ieri in Sardegna. A parte il fatto che ha promesso di sfotterti a morte per il tuo essere "Ait operativ!", ha detto testuale: "Era abituato quel conte di mio fratello! in aereo fino a Cagliari, in elicottero fino a qua e i camerieri a servirlo co’ i guanti e il papiglionn! mancava solo che gli cambiavano il pannolino!"Tanto per puntualizzare sul tuo essere tipo da "fuori-strada"ghghghghghghghgh(ps: sono tornata eheheh)

  8. Lesorja Says:

    E meno male che sei tornata! Pensavo di aver sbagliato palazzo. Mariano che si perde "per sbaglio", e magari poi ritrova la strada sul serio. Ma per piacere! Ha comprato Katiusha perchè non riusciva mai ad arrivare a destinazione ma, ingrato come è, adesso la ricusa. E’ la sua salvezza, e non potrebbe farne a meno. Io invece ho da anni Pigafetta (il nomignolo non è casuale, ma vediamo se qualche viaggiatore VERO sa di chi sto parlando senza dover chiedere a zio Gugol). Trattasi della mia cara Signora e Padrona Assoluta che, essendosi impadronita dei rudimenti della topografia, è da anni in grado di portarmi dovunque con il solo ausilio della carta, che sa interpretare, orientare e seguire come io neanche mi sogno. Non scherzo, mi ha sempre portato a destinazione con una precisione sconfortante per uno come me che si picca di capirci qualche cosa. Per questo motivo non sono autorizzato a spendere qualche spicciolo per acquistarmi anch’io una qualsiasi Katiusha. Devo sottostare alla "Tedesca" (così la chiamano da sempre le sorelle), anche se devo ammettere che non è poi un grande sacrificio.

  9. Simichan Says:

    Stupendo! Ti ho linkato nel mio blog ;) 

  10. katiuscia Says:

    comunque io mi chiamo katiuscia e ho 17 anni

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