Io ce vorebbi esse, din don!

Appunti di viaggio
di Administrator Add comments

L’amministratore non latita, ieri ha avuto una riunione di condominio infinita, ogni tanto poi lavora, ogni tanto c’ha il fratello smanioso, per cui la campana stonata di sotto la pagherà con immediata riduzione. Comunque…

La giornata di sabato in ambasciata è cominciata con le turnazioni dei servizi. Quattro in uno, è chiaro che qualcuno approfitti. La delegazione campana è stata poi messa alla porta con la scusa degli incontri bilaterali: lo stratega dello spazzolino con la delegazione tosco-sarda in arrivo, la titolare d’ambasciata con il proprietario dei carciofi a 0,70 centesimi cadauno. Nell’uno e nell’altro caso non si consigliava l’aggregazione. Nel frattempo la delegazione umbra era impegnata in trattative segrete con parte della delegazione romana e declinava ogni invito a raggiungere l’ambasciata, millantando per altro una stanchezza dovuta a una battuta di caccia alla civetta notturna. La delegazione campana, per evitare incidenti diplomatici, decideva di visitare in incognito l’urbe, senza, quindi, doveri protocollari. In piena autonomia. Imboccava il raccordo all’uscita 12 in direzione Firenze, usciva dal raccordo al varco 6, direzione cimitero. Riprendeva il raccordo al varco 6, ne usciva nuovamente al varco 12. Il tutto per apprendere che le margherite olandesi costano 2,50 euro cadauna, e il tutto in tempi ristretti, secondo i romani: circa 2 ore.

In attesa del pranzo ufficiale con la delegazione tosco-sarda, parte della diplomazia campana, sostenendo che ai pranzi ufficiali generalmente si mangia poco e male, consigliava di seppontare lo stomaco con un noto piatto tipico del luogo: pizza romana al taglio. Proposta che veniva accolta.
Nel frattempo la delegazione Tosco-sarda raggiungeva l’ambasciata. Il rappresentante, proveniente da Pisa con il rapido delle 12, aveva atteso l’arrivo dello stratega dello spazzolino che raggiungeva la stazione non già con la Ford Escort turbo (una volta!) diesel SW, ma con mezza Bmw (detta motocicletta). E subito cominciavano gli incidenti diplomatici: l’ospite ricevuto con un casco da puffo, presentato alla titolare dell’ambasciata in desabillè, confinato immediatamente nelle cucine. Perché bisognava preparare il pranzo ufficiale, a cui avrebbero partecipato anche due diplomatici locali aggregati. Diplomatici perché lui mangiava il doppio e lei aveva pertanto deciso di astenersi. Proseguivano i preparativi per il pranzo, affidati alla delegazione Tosco-sarda, anche se a un certo punto si è temuto sia per l’incolumità del cuoco, che per quella degli aiuti. Ricostruiamo: in cucina, prima che a tavola, era cominciata una accesa discussione sulla distribuzione di generi alimentari. Lo stratega e la padrona d’amasciata sostenevano che l’olio va usato con parsimonia. Veramente la padrona d’ambasciata sosteneva, lo stratega annuiva vigliaccamente. E così al grido "oil for food" si è arrivati alla preparazione di uno splendido maialetto al latte. Ma… ma! si è sfiorato il dramma: l’olio consegnato, raggiunta una certa temperatura, è esploso. La delegazione tosco sarda si è sentita gravemente minacciata, avendo riportato i segni della battaglia su tutta la camicia, anche sulle spalle. Un episodio che avrebbe minato tutta la giornata, se la rappresentante della delegazione campana non si fosse prodigata immediatamente nel salvataggio della camicia, avendo la soluzione migliore.

"Venghino siori, venghino: non è uno sgrassatore, non è un additivo, non è un’illusione ottica, ma normalissimo detersivo per i piatti. Sgrassa a fondo anche le macchie piu’ difficili".

La camicia e il matrimonio del Tosco-sardo sono salvi.
E’ stato un passaggio fondamentale del racconto, altrimenti non si sarebbe capito come una sola persona sia riuscita a preparare in un’ora: maialetto al latte, fusilli con zucchine, pancetta e curcuma, carciofi e patate fritti. Squisito tutto. Al punto che la discussione tra le varie delegazioni, riunite su una splendida terrazza romana, hanno preso a parlare di cibi, pranzi, varietà gastronomiche regionali, dimenticando che la serata per il grande incontro incombeva. Si è addirittura paventata l’ipotesi che i diplomatici aggregati potessero raggiungere il piu’ vicino (vicino, mo’…!) ipermercato per acquistare il pesce necessario per la zuppa proposta dal delegato Tosco sardo.
Ma nessuno se l’è sentita. E i diplomatici aggregati sono stati messi alla porta, per consentire agli altri di raggiungere il luogo prescelto.
A dopo per il seguito.

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8 Responses to “Io ce vorebbi esse, din don!”

  1. mstec005 Says:

    In un periodo di deficit diffusi e tagli generalizzati,cosa sarà mai una riduzione?!?…e poi OKKIO administrator,che entro in sciopero!!!Ancora non sei arrivata a parlare della cena….dev’essere stata lunga e combattuta questa riunione condominiale!!!!!

  2. Administrator Says:

    piano piano!
    un po’ di saspens!
    :p

  3. mstec005 Says:

    Si dice SUSPANS !!!!

  4. Administrator Says:

    ehehe
    ai em internescionall
    :p

  5. mstec005 Says:

    Ai em internashonal tuu !!

  6. nuvola75 Says:

    Ammazza! A forza di suspance qui…. diventiamo vecchi!
    Carino comunque carino!

  7. mstec005 Says:

    E del mio non dici niente Nuvola?!?…adesso ti banno!

  8. Lesorja Says:

    Io non sono Tosco. Amo la Toscana, ma sono solo Sardo.

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