Gli incantevoli scenari offerti dal Montefeltro sono la cornice ideale per una scampagnata in bici o per un po’ di trekking o di equitazione in mezzo alla natura ancora largamente selvaggia e incontaminata. Strade, carrarecce, sentieri e viottoli si sprecano: c’è solo l’imbarazzo della scelta tra un percorso e l’altro, tra un itinerario nella valle del Metauro e uno che invece costeggia il torrente Candigliano. Uno dei miei preferiti è quello che passa per la Gola del Furlo (Placemark di Google Earth), una delle principali attrazioni naturalistiche e paesaggistiche del territorio tra verdi radure e boschi fittissimi a cui si arriva attraverso una vecchia strada ormai abbandonata che si arrampica sul monte Pietralata. Il percorso è lungo circa una cinquantina di chilometri ed
è una sorta di anello che parte ed arriva a Fermignano senza fortissimi dislivelli che mettano a dura prova la tenuta di chi non è allenato e vuole godersi solo una pedalata in tranquillità. Il primo tratto, da Fermignano a Pestrino, è l’ideale per “carburare”: la strada è praticamente pianeggiante e, passando da un’edicola votiva all’altra, porta alla splendida Pieve di Silvano, un edificio del XVI secolo che merita una sosta ed una visita nonostante il tempo, l’incuria ed il terremoto lo abbiano messo a dura prova. Nel tratto finale, prima di arrivare alla strada asfaltata per Pestino, il sentiero corre tra filari di querce, aceri e grandi e profumatissimi salici che rendono piacevole pedalare perfino nelle
giornate di sole. Dal piccolo borgo si imbocca una strada bianca che risale il Monte Zamponi fino a raggiungere il pianoro panoramico di Monte Bregno: da qui si riescono ad abbracciare con lo sguardo perfino Urbino e San Marino e la vista è davvero impressionante. Il percorso prosegue poi con una leggera discesa per risalire poi fino al borgo di Pietralata, una terrazza affacciata sulla tranquilla e silenziosa valle del Candigliano. L’ultimo tratto è quello che porta alla Gola del Furlo: qui c’è l’unico tratto di salita, non più di un chilometro che corre lungo il fianco del Monte Pietralata tra pinete e boschi di roverelle e lecci. Tappa obbligatoria è il Rifugio del Furlo, una baita circondata da una distesa di conifere e da un bosco fittissimo che è tutt’oggi rifugio e territorio di ripopolamento della maestosa aquila reale. Il panorama è multicolore e cambia in maniera incredibile a seconda della stagione: al verde scuro dei cipressi, al giallo degli aceri ed al rosso dei sanguinelli in autunno, si alternano i mille colori della macchia in primavera che non riescono però a distrarre dalla vista di cui si gode sulla valle del Candigliano, il fiume che, millennio
dopo millennio, ha scavato la gola in milioni di anni lasciando meravigliose stratificazioni. Dopo aver pedalato “in montagna”, ci si ritrova in breve sulla vecchia Via Flaminia che porta alla chiesina del Furlo, alle balze del Paganuccio e del Pietralata, ultima tappa prima di raggiungere nuovamente Pestrino e riscendere a Fermignano, soddisfatti dopo una meravigliosa scampagnata.
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