Il Salento è bianco, è vero. Bianco di case basse e antiche, addossate l’una all’altra nei centri storici di ogni paesino che incontri per la strada. Bianco di case meno antiche e più dimesse delle periferie: bianche perché il sole picchia anche a maggio e, se ci passi intorno a mezzogiorno, sembra di attraversare un deserto, la gente rintanata al fresco ed al riparo.
E poi ci sono case meno suggestive e periferie che una promessa d’industrializzazione mai realizzata appieno ha reso disordinate e malinconiche. Ma il bianco è il non-colore che domina il paesaggio. Gallipoli, ad esempio, è fatta così. La vecchia città affacciata sul mare, con i suoi bastioni ed il porto. Bianca e intricata, tra viuzze e slarghi nascosti, dove puoi trovare palazzi gentilizi che ancora resistono al tempo e vecchi frantoi scavati nella roccia. Splendide facciate in pietra leccese, dal colore paglierino o addirittura rosa tenue e belle vetrine, e balconcini curati e pieni di fiori.
Più deludente, invece, la città nuova, specie con i palazzoni affacciati alla rinfusa sul lungomare. Partiamo da qui, la moto alleggerita dalla maggior parte del peso del lungo viaggio dei giorni precedenti, percorrendo strade che attraversano i paesi del primo entroterra delle Murge Salentine.
La strada costiera da Gallipoli a Santa Maria di Leuca, tranne alcune eccezioni, non offre scorci di particolare bellezza. E’ facendo la 274, diritta e veloce, che ti accorgi che il Salento possiede altri splendidi colori: il Salento, qui, è verde.
Verde di ulivi che digradano verso la costa fino al mare. Ulivi vetusti e contorti che disegnano sculture fantasiose e suggestive. Ulivi a perdita d’occhio che ci accompagnano fino all’estrema punta della Puglia, il Santuario di Santa Maria di Leuca, Santa Maria de Finibus Terrae, dove sostiamo per scattare qualche foto e goderci il panorama di due mari che s’incontrano ai piedi del faro.
E’ da questo punto in poi, in direzione di Otranto, che la strada costiera (SS 173) diventa un percorso motociclistico fra i più belli della Puglia. L’asfalto è regolare e ben tenuto e ogni curva ti regala una vista sul mare e sulle splendide case che sorgono in mezzo agli ulivi, ormai più radi. Dominano la roccia e gli arbusti, di vario colore: alcuni di un rosso vermiglio che non so distinguere, addossati a monte, e poi ginestre e fichi d’india.
A Marina Serra fiordi e insenature, sculture anche qui, scolpite dall’acqua e dal vento su una costa aspra. Poi una sosta, alla grotta della Zinzulusa, tra Castro Marina e Santa Cesarea Terme, divenuta ormai (purtroppo) un’attrazione turistica dell’alta stagione. Abbiamo la fortuna di essere soli, condotti all’interno da una giovane guida che percorre la grotta in avanti e all’indietro ogni giorno da sei anni: nulla in confronto ai milioni che l’acqua del mare e quella di un fiume sotterraneo hanno impiegato a scavare e accumulare la roccia in quest’antro dove la luce dei flash è vietata perché sufficiente a innescare la fotosintesi clorofilliana in un ambiente dove la luce non è di casa, dove le stalattiti e le stalagmiti sono così delicate che a toccarle “muoiono” (il calcare scivola via sull’unto lasciato dal contatto umano e smette di depositarsi).
Nell’ultimo stanzone delle scritte nere sulle pareti mi fanno pensare all’uomo che deturpa tutto ciò che tocca. Furono invece gli operai alternatisi nei lunghi anni per ripulire il fondo della grotta da uno spessissimo strato di guano lasciato dai pipistrelli. Col guano scrissero i loro nomi, ormai anch’essi indelebile testimonianza storica! All’uscita della grotta un barcone promette il giro delle altre grotte nelle vicinanze. L’acqua ha il colore del cristallo.
Il paesaggio della costa si apre dopo una serie di curve in una piana battuta dal vento, pochi gli alberi, soprattutto arbusti ed erba, fino agli scogli, fino al mare.
In lontananza una delle numerose torri di guardia, inutile baluardo contro le scorrerie dei pirati e le invasioni saracene (all’inizio del post Torre Miggiano, appena prima Santa Cesarea Terme).
Ci fermiamo qualche istante in silenzio, seduti a guardare il mare, il fumo di una sigaretta che si disfa nel vento. (Continua…)
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June 13th, 2006 at 12:50 pm
Beh,tralasciando il fatto che questa come foto d’apertura sarebbe stata molto più DI IMPATTO, questo post è BELLISSIMO !!
June 13th, 2006 at 6:38 pm
Oh Falco, la nostalgia, già struggente, è diventata pungente come gli aculei di un fico d’india maturo. Chiudo gli occhi e ne sento i profumi, del Salento. Grazie.
June 13th, 2006 at 9:06 pm
Mi manca tanto una vacanza da quelle parti! Non farci stare troppo col fiato sospeso, eh? Sotto con la prossima puntata!
June 14th, 2006 at 1:25 pm
Non credergli a Max tranne per quanto riguarda il giudizio sul post che, come sempre, è veramente bello.
La foto d’apertura va benissimo, certo che quel bauletto……………………
June 14th, 2006 at 4:05 pm
Ho deciso:sostituirò il bauletto con una cassetta metallica di quelle usate per immagazzinare le bombe a mano. Va bene a tutti?
June 14th, 2006 at 7:14 pm
Sono solo invidiosi di un bauletto esteticamente imbarazzante, ma utilissimo per i viaggi…
May 23rd, 2007 at 11:17 pm
23/05/2007 0.00.00 - Approfitto dell’ospitalità di questo Blog per diffondere la “Battaglia di Telerama” sul Castello di Fulcignano. Il Castello, un maniero di tremila metri quadrati posto alla periferia di Galatone (Lecce), conservatosi così come è stato abbandonato nel 1400, è in vendita su internet. Nessuna autorità o ente ha fatto niente di concreto per toglierlo dal mercato immobiliare e farlo ritornare, com’è giusto, bene pubblico e per preservarlo dalla rovina. Per aderire alla battaglia basta andare sul sito http://www.trnews.it/10_battaglie.asp#2 e sottoscrivere le battaglie che ti interessano. Per Fulcignano, in particolare, basta mandare una e-mail intitolando Castello di Fulcignano a danielabocchi@trnews.it e sottoscrivendo la battaglia. Grazie a tutti quelli che se ne interesseranno. Per approfondimenti visitate http://www.mondimedievali.net/Castelli/Puglia/lecce/fulcignano.htm
Massimiliano ARAMINI
March 30th, 2010 at 9:59 pm
Segnalo il portale otranto point a quanti cercassero informazioni sulla splendida città salentina.